| Dove sono i nostri dittatori? |
| Ultimo aggiornamento: 2010-07-23 13:34 EET |
Il rudimento di mitologia lasciato indietro dall'ex coppia dittatoriale comunista di Nicolae ed Elena Ceausescu, sta per esserre annientato per sempre, a poco più di vent'anni dalla morte, avvenuta a dicembre 1989. I resti di coloro che guidarono la Romania col pugno di ferro per 24 anni sono stati esumati per prelievi Dna, su richiesta del figlio Valentin e della defunta figlia della coppia, Zoe, per accertare se le persone sepolte in un cimitero periferico di Bucarest siano veramente i loro genitori.
Le speculazioni, che hanno tirato in ballo persino storie rocambolesche, secondo cui i due non sarebbero morti o sepolti nel rispettivo cimitero, sono apparse subito dopo l'esecuzione e alimentate anche da una certa disorganizzazione amministrativa, parzialmente spiegabile col tumulto rivoluzionario di quei giorni. La coppia Ceausescu fu rimossa dal potere il 22 dicembre 1989, dopo che le proteste anticomuniste scoppiate a Timisoara (ovest) divamparono nella capitale e in tutto il Paese. Dopo un processo sommario, i due vennero condannati a morte, principalmente per genocidio e crimini contro il popolo romeno, e fucilati in un'unità militare a Targoviste (sud).
“Un'investigazione che avviene troppo tardi”, scrive oggi il quotidiano Romania libera. “L'esumazione della coppia Ceausescu potrebbe avere una posta in gioco veramente importante se offrirà nuove informazioni sulla loro morte”, prosegue il giornale. Dopo aver ospitato nelle sue pagine una serie dedicata alla Rivoluzione, il giornale Adevarul nota che la morte dei due “era un enigma già dal momento in cui è stata presa la decisione di infliggere la pena capitale”. I protagonisti sarebbero stati leader civili e militari delle autorità subentrate subito dopo il crollo della dittatura comunista, tra cui ex gerarchi del regime come Silviu Brucan, Ion Iliescu e Victor Stanculescu.
Sulle pagine del quotidiano Evenimentul zilei, il politologo americano di origine romena Vladimir Tismaneanu – il capo della Commissione che ha elaborato il rapporto in base al quale il presidente Traian Basescu ha condannato il comunismo come regime illegittimo e criminale – riprende la testi secondo cui quello che è accaduto nel 1989 fu un tirannicidio commissionato da un gruppo che pretendeva di essere rivoluzionario. L'assassinio della coppia Ceausescu diventò il cemento che legittimava il nuovo potere, spiega Tismaneanu. Il politologo è convinto che un processo autentico avrebbe significato il processo della dittatura e coloro che subentrarono a Ceausescu non avrebbero tollerato una simile cosa.
Sul quotidiano Gandul, il generale Dan Voinea, il procuratore al processo della coppia, critica la dimensione politica da lui attribuita all'esumazione ed è del parere che assistiamo a un tentativo di fare di Ceausescu un martire.
|