Il più recente rapporto della Commissione Europea sulla giustizia romena è stato il più critico dopo l’adesione del Paese all’UE. Per la prima volta, l’Esecutivo comunitario ha affermato che la Romania non adempie agli impegni assunti all’ingresso nell’Unione. Il documento critica, specialmente, la nuova forma della legge che regola il funzionamento dell’Agenzia Nazionale per Integrità (ANI), creata per controllare la legalità dei patrimoni dei dignitari. Secondo la Commissione, la legge ANI, nella variante adottata dal Parlamento romeno dopo essere stata bocciata dalla Corte Costituzionale, rappresenta un grande passo indietro nella lotta alla corruzione. Il principale difetto della legge sarebbe l’eliminazione della possibilità di sanzionare le dissonanze tra i beni e i redditi individuati e, implicitamente, della possibilità di controllare i patrimoni raccolti nel periodo di esercizio di una carica pubblica.
Dopo la pubblicazione del rapporto, il presidente Traian Basescu ha chiesto la convocazione del Parlamento in sessione straordinaria, per l’adozione della legge ANI. Un’altra vulnerabilità individuata dalla Commissione Europea è il fatto che le autorità romene non scoprono e quindi non sanzionano quasi nessun caso di conflitto d’interessi e dichiarano nulli pochissimi appalti pubblici su cui pende il sospetto di truffa. Inoltre, i tribunali vengono, invece, criticati, per la lentezza delle cause. Senza contestare la sua correttezza tecnica, il presidente Traian Basescu rimprovera al rapporto il tono esageratamente politico e l’affermazione, che ha definito inaccettabile, che la Romania non adempisse agli impegni assunti all’adesione.
Il Governatore della Banca Centrale, Mugur Isarescu, ha trasmesso questa settimana alcuni segnali d’allarme alle autorità di Bucarest. Il Governatore ha dichiarato che la Romania uscirà dalla recessione solo applicando dure costrizioni di bilancio. Isarescu ha spiegato che, sebbene tutto il mondo si confronti con una crisi dei deficit, in Romania ciò assume una peculiarità speciale. Il deficit del bilancio è uno strutturale, molto più pericoloso, che va corretto solo tramite la crescita economica. Mugur Isarescu ha richiamato l’attenzione sul fatto che possono sorgere problemi o persino tensioni e conflitti sociali, in seguito all’aumento delle tasse e alla riduzione delle spese. D’altra parte, i rappresentanti delle maggiori nove banche commerciali straniere con succursali in Romania hanno ribadito a Bruxelles, durante un incontro con esponenti della Banca Centrale romena, del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione Europea, il sostegno alle loro succursali a Bucarest. Alcune hanno manifestato l’intento di aumentare il grado di esposizione verso la Romania nei prossimi mesi, nel contesto del rilancio economico. I partecipanti hanno ribadito anche quanto sia importante accellerare l’assorbimento dei fondi strutturali, ma anche l’aumento del ruolo del settore privato in questo processo.
Dopo più di 20 anni, il mistero in cui è stata avvolta la morte dell’ex dittatore comunista romeno Nicolae Ceausescu e della moglie Elena continua a destare un ampio interesse, soprattutto sui media internazionali. L’esumazione delle salme, ottenuta in tribunale, dopo una lunga serie di processi, è stata richiesta dalla famiglia, e nei giorni scorsi sono stati effettuati prelievi di DNA. Le speculazioni secondo cui Nicolae ed Elena Ceausescu non sarebbero morti oppure non sarebbero seppelliti nel rispettivo cimitero sono apparse subito dopo la loro esecuzione nel 1989, e sono state alimentate dalla confusione amministrativa, spiegabile, parzialmente, con il tumulto rivoluzionario di quei giorni. La coppia Ceausescu è stata allontanata dal potere il 22 dicembre 1989 dopo le proteste anti-comuniste iniziate a Timisoara e continuate a Bucarest e in altre grandi città della Romania. Dopo un processo sommario, i due sono stati condannati a morte per genocidio e crimini contro il popolo romeno e giustiziati in un’unità militare a Targoviste (sud).
Intitolata “Il ritorno dei cavallieri”, la XVIIIesima edizione del Festival Medioevale di Sighisoara si è svolta dal 23 al 25 luglio nella bellissima cittadella della Transilvania (centro della Romania). Dopo la sfilata di debutto, che ha riunito cavallieri, principesse, menestrelli e sbandieratori, per tre giorni, 13 ordini cavallereschi romeni e stranieri hanno partecipato a gare e palii, ma anche a sfilate per le strade dell'unica cittadella medioevale ancora abitata nell'est europeo. Il Festival è stato inserito nella serie di documentari intitolata “Le più belle feste del mondo”, realizzata da Video International Production di Brescia. Autentica città – museo, Sighisoara è stata inclusa nel patrimonio mondiale dell'Unesco. Il complesso medioevale della cittadella, collocata su una collina che domina la parte moderna della città, aveva, nel XVIesimo secolo, 14 torri e cinque bastioni. Ad oggi se ne sono conservati nove torri e tre bastioni, tra cui la Torre dell'orologio, che è la porta d'ingresso nella cittadella.
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