2010-09-10























Rapporti Romania - Italia
Incontro del Presidente Traian Basescu con la comunità imprenditoriale italiana di Romania
Ultimo aggiornamento: 2010-06-03 14:51 EET
Traian Basescu_Mario Cospito Il governo romeno non aumenterà le tasse e resta fermo sulle misure anticrisi annunciate. Lo ha dichiarato il capo dello stato Traian Basescu, incontrando il 25 maggio la comunità imprenditoriale italiana di Romania. Presentando la situazione economica del Paese, il presidente ha spiegato che i tagli alla spesa pubblica sono necessari, dal momento che il 27% del bilancio va agli stipendi dei pubblici dipendenti e il 36% all'assistenza sociale, le pensioni comprese, il che significa complessivamente il 63% del budget. Il 3% rappresenta il contributo della Romania al bilancio dell'Ue, e il resto viene stanziato ai settori sanità, istruzione, esercito e ai ministeri. A questo punto, in mancanza di misure ferme, il deficit potrebbe toccare il 9,1 fino al 10% nel 2010, ha aggiunto il capo dello stato, spiegando che è stata scelta la misura dei tagli agli stipendi e alle pensioni, al posto della crescita delle tasse.

“Davanti a due alternative – quella di aumentare la fiscalità per crescere le entrate al bilancio e quella di ridurre le spese pubbliche, insieme al Governo ci siamo assunti la riduzione delle spese pubbliche. Riteniamo che nascondere il cancro del nostro bilancio sotto la copertura dell'aumento delle tasse altro non avrebbe fatto che rinviare al 2011-2012 l'applicazione di misure ancora più drastiche”, ha spiegato Traian Basescu. In mancanza delle misure volte a ristrutturare la spesa pubblica, la Romania sarebbe stata costretta a contrarre un nuovo prestito estero a decorrere da marzo 2011, sempre per un periodo di due anni, ma non pari ai circa 20 miliardi di euro, come quello corrente, bensi di 30 miliardi di euro, ha aggiunto il capo dello stato. “Un simile rinvio della ristrutturazione della pubblica spesa, altro non fa che condannare la Romania al non-sviluppo, perchè, al momento, i soldi che prendiamo in prestito sono destinati al consumo e non allo sviluppo. E' questo il motivo per cui, insieme al Governo, mi sono assunto la responsabilità di misure estremamente severe che non piacciono a nessun politico, nè quando le deve annunciare, nè quando le deve applicare”, ha detto ancora il presidente.

In riferimento all'interesse per gli investimenti in Romania, il capo dello stato ha ricordato in primo luogo l'impiego dei fondi strutturali dall'Unione europea. Un altro settore di grande interesse è quello energetico. “Di massima importanza, sono i reattori terzo e quarto della centrale nucleare di Cernavoda. Stiamo aspettando l'avviso della Commissione europea, dopo di che sarà avviata la gara d'appalto per la costruzione. Da questo punto di vista, credo che le imprese italiane che hanno lavorato ai primi due reattori di Cernavoda, saranno tra i principali partner della Romania anche all'investimento per i reattori terzo e quarto. Molto importanti sono anche i progetti di modernizzazione delle termocentrali di Deva e Doicesti. La tecnologia italiana consente l'impegno delgi imprenditori italiani in questi progetti. Ricorderei inoltre il cavo sottomarino Romania-Turchia, per l'export di energia elettrica verso la Turchia, un progetto regionale prioritario. E, infine, quello che succede soprattutto nella regione di Dobrogea (sud-est), i progetti che interessano l'eolico”, ha detto ancora Traian Basescu.

Il capo dello stato ha ricordato inoltre la notevole presenza imprenditoriale italiana anche nel campo dell'agricoltura. Infatti, gli imprenditori della Penisola possiedono o sfruttano al momento più di 300.000 ettari di campi coltivati. Augurando la continuazione degli investimenti italiani in questo campo, il presidente ha ricordato anche le opportunità di investimentri nelle piccole e medie imprese per la lavorazione della carne, del latte o di qualsiasi prodotto agricolo. “Voglio ringraziarvi tanto per quello che fate da 20 anni per l'economia romena. So benissimo che le aziende italiane mantengono circa 800.000 posti di lavoro con impatto su diversi milioni di cittadini e perciò vi siamo grati. Abbiamo sempre considerato l'Italia come uno dei Paesi ai quali siamo legati da una relazione storica di sangue. L'Italia e la confinante Moldova sono i due Paesi che guardiamo come parte della nostra famiglia ovvero noi ci guardiamo come parte della famiglia di cui anche il vostro Paese fa parte”, ha concluso il capo dello stato. Traian Basescu ha espresso inoltre la gratitudine al collega Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per il costante appoggio alla Romania.

Da parte sua, l'ambasciatore italiano a Bucarest, Mario Cospito, ha sottolineato che “il rapporto bilaterale tra l'Italia e la Romania è forte e solido”. I tantissimi imprenditori italiani che hanno investito in Romania non hanno nessuna intenzione di abbandonare la Romania, ha aggiunto l'ambasciatore, ricordando il costante sostegno del suo Paese all'ingresso della Romania nella Nato e nell'Ue. “Noi, italiani, siamo pronti a fare ancora una volta la nostra parte per rilanciare lo sviluppo economico della Romania, con sincero spirito di amicizia e fratellanza che unisce i nosttri due popoli dai tempi dell'imperatore Traiano”, ha aggiunto l'ambasciatore Mario Cospito.


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