{"id":1003824,"date":"2026-04-09T11:30:38","date_gmt":"2026-04-09T08:30:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rri.ro\/?p=1003824"},"modified":"2026-04-07T22:05:56","modified_gmt":"2026-04-07T19:05:56","slug":"progetti-strategici-europei-in-romania-benefici-economici-o-rischi-ambientali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/guida-programmi\/la-societa\/progetti-strategici-europei-in-romania-benefici-economici-o-rischi-ambientali-id1003824.html","title":{"rendered":"Progetti strategici europei in Romania: benefici economici o rischi ambientali?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;iniziativa mira a ridurre la dipendenza dell&#8217;Europa dalle materie prime strategiche, in particolare quelle importate dalla Cina. L&#8217;Unione Europea intende ridurre del 30% le importazioni di tali minerali critici da paesi extra-UE entro il 2030.<br \/>\nTre di questi progetti saranno sviluppati nella Romania occidentale. Si tratta di investimenti pari a 615 milioni di euro per lo sfruttamento di tre materie prime: grafite, a Baia de Fier, nella provincia di Gorj, da parte di un&#8217;azienda romena; magnesio, a Budureasa, nella provincia di Hunedoara, da parte di un&#8217;azienda americana; e rame, a Rovina, nella provincia di Hunedoara, da parte di un&#8217;azienda canadese.<\/p>\n<p>Il ministro dell&#8217;Energia Bogdan Ivan afferma che queste materie prime sono utilizzate in una vasta gamma di settori: aerospaziale e aeronautico, elettricit\u00e0, apparecchiature mediche, batterie per pannelli solari e computer portatili. Sono inoltre impiegate nelle comunicazioni mobili, nel GPS, in internet, nella fibra ottica, nonch\u00e9 nei sistemi di automazione e nei componenti elettronici, e soprattutto nell&#8217;industria della difesa.<\/p>\n<p>Il giacimento di rame di Rovina \u00e8 considerato il secondo pi\u00f9 grande d&#8217;Europa, con un valore stimato di circa 300 milioni di euro. Tuttavia, \u00e8 anche uno dei progetti minerari pi\u00f9 controversi del paese, aspramente criticato dalle organizzazioni ambientaliste. Nel 2024, gli attivisti hanno ottenuto diverse sentenze favorevoli che hanno bloccato alcuni investimenti. Tra le critiche mosse, spicca l&#8217;impatto socio-ecologico sulle comunit\u00e0 di Rovina. Altri interrogativi sollevati da associazioni come Eco Rovina Bucure\u0219ci e Declic riguardano la fattibilit\u00e0 finanziaria del progetto: la concentrazione del minerale di rame \u00e8 considerata bassa o molto bassa, il che mette in discussione la redditivit\u00e0 dello sfruttamento.<\/p>\n<p>Roxana Pecea, coordinatrice della campagna Declic e ricercatrice associata presso Mining Watch Romania, ha precisato: \u201cPer quanto riguarda l&#8217;estrazione del rame in Romania, abbiamo gi\u00e0 una miniera operativa, quella di Ro\u0219ia Poieni, famosa qui in Romania perch\u00e9\u2026 credo che molte persone abbiano visto le foto di quella orribile cava che si estende per centinaia di metri nel sottosuolo e soprattutto del bacino di decantazione di Geam\u0103na, che nel corso degli anni ha inghiottito un villaggio e ora, molto pi\u00f9 recentemente, una chiesa. E quelle foto hanno un impatto molto forte perch\u00e9 mostrano in tutta la loro portata una cava di rame matura e gli effetti a lungo termine, perch\u00e9 quel bacino di decantazione contiene sostanze tossiche e rimarr\u00e0 l\u00ec per centinaia di anni.\u201d<\/p>\n<p>L&#8217;esperta solleva anche un&#8217;altra questione importante. Afferma che qualsiasi progetto di estrazione, sia in Romania che in Europa, dovr\u00e0 tenere conto del libero mercato perch\u00e9, secondo Pecea, i minerali attualmente estratti in Romania finiscono, come materie prime, per essere acquistati dalla Cina, non dalla Romania o da un altro Stato europeo. &#8220;Credo che questo sia estremamente importante, un argomento di cui non si parla volentieri, n\u00e9 in Romania, da parte delle autorit\u00e0, n\u00e9 a livello dell&#8217;Unione Europea. Qualsiasi progetto che riguardi i minerali in Romania o in Europa dovr\u00e0 tenere conto del libero mercato. Non abbiamo certezze, assolutamente nessuna, al contrario, abbiamo un esempio concreto che ci dice qualcosa di completamente diverso: questi minerali sono destinati all&#8217;acquirente che offre di pi\u00f9. E credo che questo sia il contesto fondamentale in cui deve svolgersi la discussione.&#8221;<\/p>\n<p>I rappresentanti della compagnia mineraria affermano che il progetto creer\u00e0 posti di lavoro stabili e ridurr\u00e0 l&#8217;impatto ambientale. Promettono che la miniera di Rovina non utilizzer\u00e0 cianuro e che l&#8217;area verr\u00e0 ripristinata man mano che i lavori procedono. Roxana Pecea, tuttavia, ha una prospettiva diversa. \u201cRovina ha una lunga tradizione mineraria, interrotta da almeno 30-40 anni. Ma si tratta di estrazione sotterranea, il che significa che al momento non ci sono inquinamento storico o altri problemi specifici di un&#8217;area mineraria. \u00c8 quindi una zona ricoperta da pascoli e foreste. \u00c8 persino un&#8217;oasi di biodiversit\u00e0, un santuario della fauna selvatica nei Carpazi Occidentali. Trasformarla in una miniera a cielo aperto avrebbe ripercussioni a lunghissimo termine sull&#8217;economia locale, per non parlare dei problemi ambientali che genererebbe.\u201d<\/p>\n<p>Articoli specializzati dimostrano che, in tutta Europa, numerosi progetti minerari considerati strategici per la transizione verde stanno incontrando resistenza a livello locale, azioni legali e campagne da parte di ONG ambientaliste. Queste ultime denunciano l&#8217;impatto sull&#8217;acqua, sulla biodiversit\u00e0 e sui terreni agricoli, ma anche il fatto che tali progetti beneficiano di un trattamento preferenziale in fase di autorizzazione. Tra gli esempi si annoverano due miniere di litio in Portogallo, una nella Repubblica Ceca, una miniera in Serbia e il progetto Sakatti in Finlandia, che mira allo sfruttamento di nichel, rame e metalli del gruppo del platino.<\/p>\n<p>Anche a Rovina la comunit\u00e0 \u00e8 divisa. Alcuni residenti sono disposti a vendere i propri terreni per consentire lo sviluppo della cava e l&#8217;estrazione di 650.000 tonnellate di rame e oltre 300 tonnellate d&#8217;oro, secondo le stime dell&#8217;azienda. Altri si rifiutano di andarsene e si oppongono al progetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;iniziativa mira a ridurre la dipendenza dell&#8217;Europa dalle materie prime strategiche, in particolare quelle importate dalla Cina. L&#8217;Unione Europea intende ridurre del 30% le importazioni di tali minerali critici da paesi extra-UE entro il 2030. Tre di questi progetti saranno sviluppati nella Romania occidentale. 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