{"id":1009824,"date":"2026-04-27T10:02:11","date_gmt":"2026-04-27T07:02:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rri.ro\/?p=1009824"},"modified":"2026-04-23T22:04:49","modified_gmt":"2026-04-23T19:04:49","slug":"il-femminismo-in-romania-dopo-la-seconda-guerra-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/guida-programmi\/pagine-di-storia\/il-femminismo-in-romania-dopo-la-seconda-guerra-mondiale-id1009824.html","title":{"rendered":"Il femminismo in Romania dopo la Seconda Guerra Mondiale"},"content":{"rendered":"<p>Mentre le azioni del regime a sostegno delle donne bisognose e sofferenti venivano presentate come propaganda e avevano una portata ridotta nella realt\u00e0, altre donne subirono le persecuzioni pi\u00f9 terribili nelle carceri, come prigioniere politiche, e le loro famiglie furono perseguitate ed emarginate.<\/p>\n<p>Nella Romania comunista esisteva un&#8217;istituzione che si occupava delle questioni femminili. Tania Lovinescu vi lavorava e, nel 2003, present\u00f2 al Centro di Storia Orale della Radiodiffusione Romena i successi che aveva ottenuto. &#8220;Questa istituzione, che si chiamava UFDR (Unione delle Donne Democratiche di Romania), che forse aveva i suoi peccati, si occupava di alfabetizzazione, di spidocchiamento, combatteva la scabbia, portava il sapone nelle campagne. Voglio dire, c&#8217;era un gruppo di persone che non conosco, che mi ha preceduto, nel &#8217;44, nel &#8217;45, e che ha reso possibile per tutti i membri del partito e della dirigenza statale adottare bambini colpiti dalla siccit\u00e0 del 1946-47. Bambini che, invece di morire di fame nei campi in Moldavia, sono diventati figli di Livezeanu, di Viorel di Bodn\u0103ra\u015f e cos\u00ec via&#8221;, ci ha raccontato Tania Lovinescu.<\/p>\n<p>Coloro che si erano impegnate ad affrontare le questioni femminili in Romania lo facevano per convinzione. Tania Lovinescu: &#8220;Il Consiglio Nazionale delle Donne si chiamava prima il Comitato Democratico delle Donne. Eravamo circa 10-12 in tutto. Ma poich\u00e9 in tutto il mondo, nei paesi socialisti e in quelli capitalisti, esistevano consigli e organizzazioni femminili, in America e ovunque, doveva esserci un corrispondente anche in Romania. Tutte le lettere, i problemi e le tragedie che le persone avevano, venivano inviate, ad esempio, a Gheorghiu-Dej. Tutto ci\u00f2 che riguardava le donne arrivava al Consiglio delle Donne. E ognuna di noi, a volte, partiva per un viaggio per capire perch\u00e9 un&#8217;anziana di un villaggio del Maramure\u0219 diceva che suo figlio era innocente, ma era stato imprigionato. Quindi ci sentivamo, in un certo senso, come arcangeli della giustizia!&#8221;<\/p>\n<p>Ma la realt\u00e0 si \u00e8 rivelata, il pi\u00f9 delle volte, pi\u00f9 complessa di quanto apparisse in ufficio. &#8220;La fortuna della mia vita \u00e8 stata quella di aver sempre cercato e trovato una forte motivazione emotiva nel lavoro. Almeno cos\u00ec mi sembrava, forse non lo era, ma mi sembrava di poter fare qualcosa, di poter dare una mano. Cercavo di capire perch\u00e9 una certa donna non era stata lasciare ricoprire l\u2019incarico di sindaca? Cos\u2019era successo? E ho scoperto che, in realt\u00e0, aveva litigato con la moglie del commissario capo e che era stata istituita una commissione affinch\u00e8 prendesse provvedimenti. Non dico che ci siamo riuscite, ma ci abbiamo provato. Ma se oggi ci sono donne a capo dei villaggi in Romania, o se in passato sono state a capo della CAP, di brigate, di settori zootecnici, \u00e8 anche grazie a questo lavoro che abbiamo svolto&#8221;, ci ha detto Tania Lovinescu.<\/p>\n<p>Nel 1977, il leader Nicolae Ceau\u0219escu sciolse tutte le organizzazioni guidate da persone provenienti dal team del suo predecessore, Gheorghe Gheorghiu-Dej. Tania Lovinescu: &#8220;Sciolse l&#8217;ARLUS, la Lotta per la Pace, il Consiglio Nazionale delle Donne, che svolgeva un lavoro piuttosto impegnativo e faticoso. Eravamo tutte madri. Andavamo a lavorare dapperttutto nel Paese a gennaio e tornavamo a marzo. Non avevamo vestiti di ricambio, avevamo figli piccoli a casa. Avevamo tutte circa trenta, quarant&#8217;anni. Avevamo uomini arrabbiati, molte eravamo divorziate perch\u00e9 gli uomini si annoiavano a non trovare le donne a casa. C&#8217;erano in totale 32 donne attive e alcune donne in posizioni di leadership, non eravamo un peso per lo Stato. Lo scioglimento fu assolutamente inspiegabile.&#8221;<\/p>\n<p>Mia Groza era la figlia di Petru Groza, il primo ministro sotto il quale la Romania fu comunizzata a partire dal 1945. Come diplomatica alle Nazioni Unite, fu anche costretta a tenere conto delle questioni sollevate dal movimento femminista. &#8220;Mi sono occupata anche di relazioni internazionali nell&#8217;ambito del Consiglio Nazionale delle Donne, in linea con il movimento femminista internazionale. Non mi \u00e8 mai piaciuto l&#8217;attivismo femminista. Quando mi hanno proposto questo incarico, ho posto delle condizioni. Ho accettato solo a condizione di occuparmi di relazioni internazionali. Altrimenti, non avrei accettato. Hanno rispettato questo mio desiderio e penso che sia stata una buona scelta, perch\u00e9 comunque capivo queste questioni meglio di altri nella dirigenza del Consiglio Nazionale delle Donne. Ho avuto momenti difficili, a volte imbarazzanti, perch\u00e9 dovevo sostenere persone che avevano poco a che fare con le questioni di relazioni internazionali. Ho svolto attivit\u00e0 e poi sono diventata presidente della Terza Commissione alle Nazioni Unite e ho avuto ottimi rapporti con U Thant. Era una persona interessante. Aveva la formula &#8220;il mio presidente preferito&#8221;. Avevamo riunioni e tavoli di lavoro settimanali e lui diceva: &#8220;E ora cedo la parola al mio presidente preferito&#8221;. Quel presidente ero io. Era una brava persona, un uomo interessante&#8221;, ci ha raccontato Tania Lovinescu.<\/p>\n<p>Il movimento femminista in Romania tra il 1945 e il 1989 ebbe scarso impatto sulla risoluzione dei veri problemi delle donne. Fu pi\u00f9 uno strumento di esercizio del potere che un veicolo di rivendicazione dei diritti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre le azioni del regime a sostegno delle donne bisognose e sofferenti venivano presentate come propaganda e avevano una portata ridotta nella realt\u00e0, altre donne subirono le persecuzioni pi\u00f9 terribili nelle carceri, come prigioniere politiche, e le loro famiglie furono perseguitate ed emarginate. Nella Romania comunista esisteva un&#8217;istituzione che si occupava delle questioni femminili. 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