{"id":1080940,"date":"2026-11-07T16:52:33","date_gmt":"2026-11-07T14:52:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rri.ro\/?p=1080940"},"modified":"2026-11-07T16:54:46","modified_gmt":"2026-11-07T14:54:46","slug":"07-11-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/news\/topnews\/07-11-2026-id1080940.html","title":{"rendered":"07.11.2026"},"content":{"rendered":"<p>Energia &#8211; Diversificare le fonti energetiche, sviluppare capacit\u00e0 di stoccaggio, migliorare la trasmissione e le interconnessioni regionali \u2013 insieme al progetto Neptun Deep \u2013 rappresentano le principali soluzioni prese in esame dal Governo per ridurre le vulnerabilit\u00e0 del sistema energetico e accrescere l&#8217;indipendenza energetica della Romania: lo ha dichiarato sabato il Primo Ministro Luca Niculescu. Nel corso di una visita alla centrale nucleare di Cernavod\u0103 (situata nel sud-est della Romania, sulle rive del Danubio), egli ha sottolineato che la priorit\u00e0 dell&#8217;esecutivo \u00e8 garantire l&#8217;approvvigionamento energetico del Paese e creare le condizioni per giungere all&#8217;indipendenza energetica. Uno dei due reattori della centrale di Cernavod\u0103 \u00e8 stato riavviato, a quasi quattro mesi dallo spegnimento reso necessario dal basso livello delle acque del fiume, utilizzato per il raffreddamento degli impianti. L&#8217;unit\u00e0 1 era stata disattivata in modo controllato il 28 luglio, a causa del livello estremamente basso del Danubio provocato da una grave siccit\u00e0. La crisi idrologica aveva successivamente portato, a met\u00e0 agosto, anche allo spegnimento dell&#8217;unit\u00e0 2. La centrale nucleare di Cernavod\u0103 copre il 20% del fabbisogno energetico nazionale, con ciascuna delle sue due unit\u00e0 che immette 700 megawatt nella rete elettrica del Paese. La restante parte della produzione energetica rumena proviene dalle seguenti fonti: idroelettrico (30%), gas naturale (17%), energia eolica (circa 15%), carbone (13%) ed energia solare (5%).<\/p>\n<p>Difesa &#8211; Venerd\u00ec, a Bucarest, il Ministro della Difesa Nazionale \u015etefan-Radu Oprea ha discusso con la Vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Roxana M\u00eenzatu, del rafforzamento delle capacit\u00e0 di difesa europee e del ruolo che la Romania dovrebbe svolgere nella definizione e nello sviluppo di progetti di sicurezza europei, con un\u2019attenzione particolare alla regione del Mar Nero. Un tema centrale \u00e8 stato l\u2019operazionalizzazione del polo per la sicurezza marittima. In un post su Facebook, \u015etefan-Radu Oprea ha dichiarato che il Ministero della Difesa sosterr\u00e0 lo sviluppo di tale struttura attraverso competenze specifiche e una cooperazione interistituzionale. I due hanno inoltre affrontato il tema della partecipazione della Romania a progetti di difesa europei di interesse comune. Il Ministro ha aggiunto che il futuro bilancio pluriennale dell\u2019Unione europea per il periodo 2028\u20132034 dovr\u00e0 riflettere le realt\u00e0 in termini di sicurezza e riservare la dovuta attenzione agli Stati del Fianco orientale, in particolare a quelli situati nella regione del Mar Nero.<\/p>\n<p>Mar Nero &#8211; La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, verr\u00e0 luned\u00ec in Romania nell&#8217;ambito di una visita nella regione del Mar Nero, a seguito dei recenti attacchi di droni russi contro navi commerciali al largo delle coste di Romania e Bulgaria. Durante la visita, Ursula von der Leyen terr\u00e0 incontri con il presidente romeno Nicu\u0219or Dan e il primo ministro Luca Niculescu. Secondo il consigliere presidenziale Valentin Naumescu, tra i temi che saranno discussi figurano la difesa e la sicurezza europea \u2013 con particolare riferimento alla regione del Mar Nero \u2013, la competitivit\u00e0 dell&#8217;UE (inclusi gli attuali aspetti legati all&#8217;energia), l&#8217;allargamento dell&#8217;Unione (con un&#8217;attenzione specifica al sostegno della Romania verso la Repubblica di Moldova) e i negoziati per il nuovo quadro finanziario pluriennale dell&#8217;UE. Marted\u00ec, la presidente dell&#8217;Esecutivo europeo sar\u00e0 a Varna, in Bulgaria, mentre mercoled\u00ec parteciper\u00e0 alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP31) ad Antalya, in Turchia. Gioved\u00ec e venerd\u00ec, Ursula von der Leyen si recher\u00e0 a Dublino, in Irlanda, per partecipare a una riunione della Comunit\u00e0 politica europea e a un incontro informale dei membri del Consiglio Europeo.<\/p>\n<p>Falsi allarmi bomba &#8211; Venerd\u00ec, diverse emittenti televisive in tutta Europa hanno ricevuto minacce di attentati dinamitardi \u2013 rivelatesi poi infondate \u2013 che hanno reso necessaria l&#8217;evacuazione delle sedi e la sospensione delle trasmissioni. Tali allarmi fanno seguito a una serie di falsi allarmi bomba che, nei giorni scorsi, hanno causato disagi ai voli passeggeri in numerosi Paesi europei \u2013 tra cui la Romania \u2013 portando alla deviazione di velivoli, atterraggi di emergenza e controlli di sicurezza. Anche in questi casi non \u00e8 stato rinvenuto alcun materiale esplosivo. Minacce analoghe hanno interessato anche aeroporti in Paesi quali Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Italia e Polonia. Inoltre, negli ultimi giorni, attacchi informatici e frodi online hanno destato preoccupazione in molte nazioni europee. La Spagna ha definito tali episodi come una forma di &#8220;aggressione ibrida&#8221;, mentre l&#8217;Italia ha sottolineato la necessit\u00e0 di incrementare la spesa per la difesa e la sicurezza in Europa, al fine di proteggere le infrastrutture civili.<\/p>\n<p>Sicurezza &#8211; Il Ministero degli Esteri romeno informa i cittadini romeni in viaggio verso la Svezia che il Paese reintrodurr\u00e0 i controlli alle frontiere per un periodo di sei mesi, a partire da gioved\u00ec, in seguito all&#8217;individuazione di una grave minaccia per l&#8217;ordine pubblico e la sicurezza interna. Secondo il Governo svedese, tale misura \u00e8 stata adottata a causa della seria situazione di sicurezza derivante dall&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, che ha portato all&#8217;emergere di minacce ibride e alla presenza e attivit\u00e0 di attori ostili all&#8217;interno dello spazio Schengen. Il provvedimento consentir\u00e0 alle autorit\u00e0 di effettuare controlli alle frontiere terrestri, aeree e marittime. La Svezia non \u00e8 l&#8217;unico Paese a ricorrere a questa misura; diversi altri Stati europei hanno reintrodotto o prorogato i controlli presso alcune frontiere interne. Anche la Danimarca e la Norvegia hanno annunciato l&#8217;introduzione di controlli per il periodo compreso tra il 12 novembre 2026 e l&#8217;11 maggio 2027. Nel caso della Danimarca, le autorit\u00e0 citano, tra gli altri fattori, il rischio di atti di sabotaggio e minacce alla sicurezza interna. La Norvegia segnala il rischio di sabotaggi mirati al settore energetico. Anche Germania, Austria, Polonia e Francia figurano tra gli Stati che hanno notificato l&#8217;attuazione di controlli presso alcune frontiere interne, per durate variabili e per ragioni specifiche. Sebbene la reintroduzione dei controlli alle frontiere interne sia consentita dal diritto europeo, si tratta di una misura eccezionale, da utilizzare esclusivamente come extrema ratio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Energia &#8211; Diversificare le fonti energetiche, sviluppare capacit\u00e0 di stoccaggio, migliorare la trasmissione e le interconnessioni regionali \u2013 insieme al progetto Neptun Deep \u2013 rappresentano le principali soluzioni prese in esame dal Governo per ridurre le vulnerabilit\u00e0 del sistema energetico e accrescere l&#8217;indipendenza energetica della Romania: lo ha dichiarato sabato il Primo Ministro Luca Niculescu. 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