{"id":442426,"date":"2014-10-07T15:56:00","date_gmt":"2014-10-07T12:56:00","guid":{"rendered":"http:\/\/devrri.freshlemon.ro\/topnews\/07-10-2014-id442426.html"},"modified":"2014-10-07T15:56:00","modified_gmt":"2014-10-07T12:56:00","slug":"07-10-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/news\/topnews\/07-10-2014-id442426.html","title":{"rendered":"07.10.2014"},"content":{"rendered":"<p style=line-height: 20.7999992370605px;>Bucarest &#8211; Sei persone, tra cui un senatore e un ex ministro delle Comunicazioni, sono state condannate, oggi, in via definitiva, dalla Corte d\u2019Appello di Bucarest, a pene detentive con esecuzione, in una delle pi\u00f9 clamorose cause nella storia post-comunista della Romania. Il senatore Sorin Rosca Stanescu, noto giornalista, ha ricevuto due anni e quattro mesi, per l\u2019utilizzo di informazioni privilegiate e costituzione di gruppo delinquenziale organizzato, e l\u2019ex ministro Sorin Pantis, gi\u00e0 in carcere per l\u2019implicazione in un caso di corruzione, due anni e otto mesi, per concorso nella manipolazione del mercato di capitale e costituzione di gruppo delinquenziale organizzato. Altre 5 persone hanno ricevuto pene detentive con sospensione oppure sono state assolte. Protagonista della causa, il controverso uomo d\u2019affari Dinu Patriciu, per cui i procuratori avevano chiesto 20 anni di carcere, \u00e8 deceduto lo scorso agosto, in una clinica di Londra. Patriciu era accusato che, tra il 1999 e il 2001, si sarebbe appropriato 85 milioni di dollari, soldi che sarebbero dovuti entrare nelle casse dello stato, e che, nel 2004, avrebbe manipolato le transazioni di una serie di azioni alla Borsa Valori di Bucarest. <\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p style=line-height: 20.7999992370605px;><span style=line-height: 1.6em;>Washington &#8212; Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo, dal 2,2% al 2,4%, le stime sull\u2019avanzo del PIL della Romania quest\u2019anno. Lo rileva il rapporto <\/span><em style=line-height: 1.6em;>World Economic Outlook<\/em><span style=line-height: 1.6em;>, reso pubblico oggi. D\u2019altra parte, nelle previsioni autunnali, il FMI ha lasciato immutate le stime per il 2015, quando la Romania dovrebbe registrare una crescita del PIL pari al 2,5%. Le autorit\u00e0 di Bucarest auspicano un aumento del PIL del 2,8% quest\u2019anno. <\/span><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<div> <\/div>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<div> <\/div>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<div><span style=line-height: 20.7999992370605px;>Bucarest &#8212; La Raffineria Petrotel di Ploie\u015fti (sud-est della Romania), detenuta dalla compagnia russa Lukoil, ha reso noto oggi di far ripartire gli impianti tecnologici. L\u2019attivit\u00e0 era stata interrotta venerd\u00ec, dopo che i conti della compagnia erano stati bloccati in seguito alle perquisizioni effettuate dai procuratori romeni in un fascicolo di evasione fiscale e riciclaggio di denaro. I danni recati allo stato romeno ammonterebbero a 230 milioni di euro, di cui 112 milioni di euro per evasione fiscale e la somma restante per riciclaggio di denaro. La Compagnia contesta la misura di blocco dei conti, richiamando l\u2019attenzione che la cessazione dell\u2019attivit\u00e0 della raffineria a Ploie\u015fti mette in pericolo il funzionamento dell\u2019intera catena produttiva della Lukoil in Romania. La compagnia russa \u00e8 attiva in Romania da 15 anni, detiene una rete di circa 300 distributori di benzina, e copre circa il 20% del mercato di carburanti in Romania.<\/span><\/div>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bucarest &#8212; I sindacalisti romeni della Confederazione Nazionale &#8220;Cartel Alfa&#8221; hanno partecipato oggi ad un comizio di protesta di fronte al Governo, chiedendo la modifica urgente della Legge sul Dialogo Sociale. Le proteste sono state avviate il 29 settembre 2014, da quando, ogni giorno, \u00e8 stata presidiata la sede del Ministero del Lavoro. I sindacalisti chiedono cambiamenti nella Legge sul Dialogo Sociale, tra cui la modifica della rappresentativit\u00e0 e del modo di applicazione universale del contratto collettivo di lavoro, l\u2019introduzione del contratto collettivo di lavoro unico a livello nazionale, il diritto al conflitto di lavoro e la tutela minimale dei rappresentanti sindacali. Stando ai sindacalisti, le azioni continueranno fino a met\u00e0 ottobre.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><span style=line-height: 1.6em;>Stoccolma &#8212; I ricercatori giapponesi Isamu Akasaki e Hiroshi Amano e l\u2019americano Shuji Nakamura sono stati insigniti oggi del Nobel alla fisica nel 2014 per aver inventato i diodi a emissione luminosa (LED), che permettono un importante risparmio di energia. Ieri, l\u2019Accademia reale svedese delle scienze ha insignito del Premio alla Medicina John OKeefe (USA-Gran Bretagna) e i norvegesi May-Britt Moser ed Edvard Moser, per le loro ricerche in campo neurologico. La settimana Nobel continua domani con il premio alla Chimica, gioved\u00ec con quello alla Letteratura e venerd\u00ec con il pi\u00f9 atteso premio, quello alla Pace. Il Nobel all\u2019Economia sar\u00e0 assegnato il 13 ottobre. I vincitori riceveranno ciascuno una medaglia d\u2019oro e un assegno di 1,1 milioni di dollari.<\/span><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bruxelles &#8212; Si sono concluse oggi nel Parlamento Europeo le audizioni dei candidati alle cariche di commissari europei. La Commissione di cultura ha respinto l\u2019ungherese Tibor Navracsics, perch\u00e9 non \u00e8 riuscito a dimostrare di aver preso le distanze da pi\u00f9 misure controverse, soprattutto nei settori giustizia e media, prese dal Governo di Budapest, presieduto da Viktor Orb\u00e1n. Designata per il dicastero della politica regionale, la rappresentante della Romania, Corina Cre\u0163u, ha ricevuto la scorsa settimana l\u2019ok della Commissione di specialit\u00e0 del Parlamento Europeo.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>(traduzione di Gabriela Petre)<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bucarest &#8211; Sei persone, tra cui un senatore e un ex ministro delle Comunicazioni, sono state condannate, oggi, in via definitiva, dalla Corte d\u2019Appello di Bucarest, a pene detentive con esecuzione, in una delle pi\u00f9 clamorose cause nella storia post-comunista della Romania. 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