{"id":442826,"date":"2015-09-17T17:01:00","date_gmt":"2015-09-17T14:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/devrri.freshlemon.ro\/topnews\/17-09-2015-id442826.html"},"modified":"2015-09-17T17:01:00","modified_gmt":"2015-09-17T14:01:00","slug":"17-09-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/news\/topnews\/17-09-2015-id442826.html","title":{"rendered":"17.09.2015"},"content":{"rendered":"<p>Bucarest &#8212; La situazione \u00e8 sempre pi\u00f9 problematica per il premier, il Governo e il Partito Socialdemocratico, e l\u2019immagine della Romania ha molto da soffrire. Lo ha dichiarato oggi il presidente Klaus Iohannis, dopo il rinvio a giudizio del capo socialdemocratico dell\u2019Esecutivo, Victor Ponta. Il presidente Iohannis, ma anche politici e partiti dell\u2019opposizione hanno chiesto le sue dimissioni. Victor Ponta e un suo collega di partito, il senatore Dan \u015eova, sono accusati di corruzione. Il 5 giugno, i procuratori hanno annunciato che Ponta \u00e8 sotto inchiesta penale per falsit\u00e0 nei documenti, concorso in evasione fiscale e riciclaggio di denaro in un dossier sulle compagnie energetiche Turceni e Rovinari (sud), relativo alla firma di contratti di assistenza giuridica. I procuratori hanno inoltre notato che si impone la continuazione dell\u2019inchiesta penale nei confronti di Ponta anche per conflitto di interessi in merito al suo incarico di primo-ministro. Nello stesso dossier, l\u2019ex ministro dei Trasporti nel governo Ponta, Dan \u015eova, \u00e8 sotto inchiesta penale per concorso in abuso d\u2019ufficio. Lui \u00e8 accusato di aver incassato centinaia di migliaia di euro per intese che hanno recato allo stato danni di oltre 16 milioni di euro. Ponta, che \u00e8 il primo premier della Romania anticomunista ad essere messo sotto inchiesta penale durante il mandato, ha smentito le accuse dei procuratori e le richieste di dimettersi.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bucarest &#8212; Il presidente romeno, Klaus Iohannis, ha dichiarato oggi alla fine del Consiglio Supremo di Difesa che al prossimo Consiglio europeo Giustizia e Affari Interni sul tema della migrazione, il ministro dell\u2019Interno Gabriel Oprea avr\u00e0 un mandato &#8221; molto simile&#8221; a quello avuto alla recente riunione di luned\u00ec. La Romania &#8212; ha ricordato il capo dello stato &#8212; \u00e8 solidale con gli altri stati membri dell\u2019UE, ma non pu\u00f2 considerare le quote obbligatorie di profughi da accogliere una soluzione al problema della migrazione. Klaus Iohannis ha ribadito l\u2019impegno di Bucarest ad accogliere 1.785 profughi, anche se la CE vorrebbe che la Romania ne ospitasse tre volte di pi\u00f9. Se tuttavia, l\u2019UE costringer\u00e0 Bucarest ad accettare pi\u00f9 persone delle sue possibilit\u00e0, il Consiglio Supremo di Difesa ha analizzato la variante di utilizzare fondi europei per ampliare la capacit\u00e0 di accoglienza dei migranti. Sull\u2019ordine del giorno del Consiglio Supremo di Difesa sono stati menzionati anche argomenti relativi all\u2019implementazione della Strategia Nazionale di Difesa, la presenza romena nella NATO e nelle forze per il mantenimento della pace organizzate sotto l\u2019egida dell\u2019ONU.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bucarest &#8212; La posizione del Governo di Bucarest in merito al trattamento applicato dalle autorit\u00e0 dell\u2019Ungheria confinante \u00e8 in accordo con le posizioni espresse dagli stati e dalle istituzioni dell\u2019Unione Europea, ma anche di altre organizzazioni internazionali. Lo rileva un comunicato reso pubblico oggi. L\u2019esecutivo romeno ribadisce la posizione secondo cui la costruzione di un recinto al confine dell\u2019Ungheria con i Paesi confinanti, che blocchi il flusso di immigrati, non \u00e8 conforme alle norme europee. Il governo romeno ritiene fondamentale il rispetto di tali norme come anche dei diritti dell\u2019uomo. La Romania non \u00e8 per il momento presa di mira dal flusso di rifugiati provenienti dal Medio Oriente e dall\u2019Africa che vogliono arrivare in Paesi dell\u2019Europa Occidentale. Potrebbe per\u00f2 diventare un Paese di transito dopo che l\u2019Ungheria ha fatto costruire recinzioni al confine con la Serbia. Gi\u00e0, per questo motivo, migliaia di persone decise a continuare il loro viaggio sono arrivate oggi in Croazia. A Bruxelles, il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha annunciato di aver convocato un vertice straordinario dei capi di stato e di governo mercoled\u00ec, 23 settembre. Sollecitato da Germania ed Austria, il vertice avr\u00e0 luogo prima di una nuova riunione di ministri dell\u2019interno dell\u2019UE.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bucarest &#8212; La Romania ha ancora da pagare ai finanziatori internazionali, entro il 2023, pi\u00f9 di 4,8 miliardi di euro del prestito stand-by firmato nel 2009, informa il Ministero delle Finanze Pubbliche. Il debito al FMI \u00e8 stato pagato e ci sono ancora da rimborsare pi\u00f9 di 4,8 miliardi di euro alla Banca Mondiale e alla Commissione Europea. Nel 2009, Bucarest ha firmato un accordo di prestito stand-by per 24 mesi per un valore di 12,95 miliardi di euro con il FMI, parte di una cifra totale di 19,95 miliardi concessa dal FMI, dall\u2019UE e dalla BM. Tramite questo accordo, la Romania ha ricevuto sette sulle otto tranche previste, l\u2019ottava essendo considerata di tipo preventivo, in seguito alla richiesta delle autorit\u00e0 romene, per cui non \u00e8 stata pi\u00f9 utilizzata. Di recente, il premier Victor Ponta ha annunciato che attualmente, la Romania non ha pi\u00f9 bisogno di crediti dal FMI e dalla CE, per\u00f2 ha menzionato che in un periodo travagliato per la regione e per l\u2019Europa, gli accordi con queste istituzioni sono una buona cosa. D\u2019altra parte, una delegazione della Banca Mondiale si trova a Bucarest, nel contesto in cui questo mese scade l\u2019ultimo accordo firmato dalla Romania con i finanziatori internazionali.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bucarest &#8212; Il diplomatico americano Hans Klemm ha prestato oggi il giuramento in veste di ambasciatore degli USA in Romania, nell\u2019ambito di una cerimonia presso la sede del Dipartimento di Stato, alla presenza del segretario di stato americano, John Kerry. Secondo l\u2019Ambasciata di Romania negli Stati Uniti, nel suo discorso John Kerry ha presentato la Romania come un alleato di fiducia degli USA, sottolineando gli eccellenti rapporti tra i due stati e la cooperazione nella promozione della stabilit\u00e0 a livello regionale e globale. Inoltre, il segretario di stato ha salutato gli sforzi della Romania di lotta alla corruzione, menzionando che Bucarest rappresenta un esempio in questo settore. Dal canto suo, Hans G. Klemm ha precisato che, durante il suo mandato, punter\u00e0 sullo sviluppo dei rapporti economici romeno-americani e che una delle sue priorit\u00e0 sar\u00e0 quella di offrire assistenza nel campo della lotta alla corruzione in Romania.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bucarest &#8212; Il Ministro della Difesa romeno, Mircea Du\u015fa, e il capo dello Stato Maggiore Generale, il tenente generale Nicolae Ciuc\u0103, hanno partecipato oggi alle attivit\u00e0 organizzate nell\u2019ambito dell\u2019esercitazione militare HISTRIA 15. Circa 7.000 dipendenti delle istituzioni del sistema difesa, ordine pubblico e sicurezza nazionale partecipano, dal 7 al 18 settembre, all\u2019esercitazione che mira all\u2019addestramento delle strutture di direzione ed esecuzione a livello nazionale per la pianificazione e l\u2019esecuzione di missioni. Anche ad Arad (ovest della Romania), circa 500 militari romeni svolgono, assieme a militari americani, dispiegati in Europa, dal 14 al 19 settembre, un\u2019esercitazione militare &#8211; Platinum Lynx 15.2. <span style=line-height: 1.6em;>(traduzione di Gabriela Petre)<\/span><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bucarest &#8212; La situazione \u00e8 sempre pi\u00f9 problematica per il premier, il Governo e il Partito Socialdemocratico, e l\u2019immagine della Romania ha molto da soffrire. Lo ha dichiarato oggi il presidente Klaus Iohannis, dopo il rinvio a giudizio del capo socialdemocratico dell\u2019Esecutivo, Victor Ponta. 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