{"id":443383,"date":"2017-02-02T16:01:00","date_gmt":"2017-02-02T14:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/devrri.freshlemon.ro\/topnews\/02-02-2017-id443383.html"},"modified":"2017-02-02T16:01:00","modified_gmt":"2017-02-02T14:01:00","slug":"02-02-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/news\/topnews\/02-02-2017-id443383.html","title":{"rendered":"02.02.2017"},"content":{"rendered":"<p>Bucarest &#8212; Il presidente romeno, Klaus Iohannis, ha annunciato di aver segnalato alla Corte Costituzionale i problemi creati dell\u2019ordinanza d\u2019urgenza che modifica la legislazione penale. Il capo dello stato sostiene che si tratta di un conflitto giuridico di natura costituzionale tra governo, sistema giudiziario e parlamento. Liviu Dragnea, il leader del PSD, al governo, ha affermato che l\u2019ordinanza non libera  le persone corrotte e non blocca il processo in cui anche lui \u00e8 accusato di falso intelettuale. Egli ha detto che qualsiasi tentativo di minare l\u2019attivit\u00e0 del governo PSD-ALDE  rappresenta un tentativo di destabilizzazione dell\u2019ordine di diritto in Romania, tramite mezzi piu\u2019 o meno legali. D\u2019altra parte, Florin Jianu, ministro per Affari, Commercio e e Imprenditoria si e dimesso dal governo, dichiarando che segue la sua coscienza. Sempre oggi, la DNA ha chiesto dal Ministero della Giustizia i documento originali legati all\u2019elaborazione dell\u2019ordinanza d\u2019urgenza per la modifica dei Codici Penali. L\u2019informazione viene presentata in un comunicato del ministero della Giustizia in cui l\u2019Istituzione accusa la DNA di grave ingerenza nell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Esecutivo.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bucarest &#8212; Il presidente romeno Klaus Iohannis ha criticato il ministero degli Interni per il modo in cui ha agito ieri sera durante le  manfestazioni pacifiche che si sono svolte a Bucarest ed in cui gruppi isolati hanno provocato scontri violenti. I manifestanti protestavano nei confronti della decisione del governo Grindeanu di modificare i Codici Penali tramite ordinanze d\u2019urgenza. Il presidente sostiene che gli Interni e la Genarmeria sono stati anunciati sui rischi di incidenti, che perseguivano di compromettere la manfiestazione. In repplica, la ministra degli Interni, Carmen Dan ha dichiarato che non ha ricevuto informazioni su intenti di provocazione alle manifestazioni di ieri sera. A Bucarest e in altre citta di tutto il Paese sono continuate intanto le manifestazioni contro la decisione del Governo di modificare i Codici Penali tramite ordinanze d\u2019urgenza. SI tratta delle piu\u2019 ampie manifestazioni svolte in Romania negli ultimi 25 anni. I manifestanti hanno chiesto il ritiro dell\u2019ordinanza e le dimissioni del Governo. Anche i romeni della dispora sono scesi in strada negli ultimi giorni, in diverse capitali europee per esprimere solidariet\u00e0 con i protestatari nel Paese.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bucarest &#8211; Lassociazione Pro Democrazia, una delle piu rispettate  organizzazioni nongovernative di Romania, costata con preoccupazione il rapido peggioramento dellambiente economico interno, come anche lattacco organizzato di alcune forze politiche contro le basi dello stato di diritto e dei diritti umani. La campagna contro il sistema politico politico democratico ha raggiunto lapice, tramite lordinanza durgenza che reca modifiche controversate al Codice Penale e al Codice di procedura Penale, che sembrano esonerare dalla responsabilit\u00e0 penale alcuni leaders politici e la loro clientela  elettorale ed economica, costata la Pro Democrazia. Lassociazione chiede ai responsabili la cessazione dellattacco contro istituzioni, organizzazioni e i principi dello stato di diritti e il ritiro immediato e incondizionato dellordinanza durgenza incriminata dallopinione pubblica.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bruxelles &#8211; La situazione creata in Romania dalle modifiche recate dal Governo alla legislazione penale e le ampie manifestazioni seguite, sono state affrontate oggi anche nel Parlamento Europeo. Gli eurodeputati romeni del PPE hanno chiesto il ritiro dellordinanza di cambimaneto dei codici penali, mentre i rappresentanti di ALDE e PSD, al governo, affermano che i protestatari hanno lintenzione di allontanare un governo legittimo. La Commissione Europea ha chiesto al governo romeno di riconsiderare lordinanza. Daltra parte le ambasciate di Francia, Germania, Olanda, Canada e USA di Bucarest hanno espresso profonda preoccupazione in merito alle azioni dellEsecutivo. Secondo loro, vengono minati i progessi ottenuti dalla Romanianegli ultimi 10 annia livello dello stato di diritto e di lotta contro la corruzione negli ultimi dieci anni.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bucarest &#8212; A Bucarest si svolgono sabato e domenica le sedute delle commissioni parlamentari riunite di bilancio-finanze, che realizzeranno il rapporto per la bozza della Finanziaria per l\u2019anno in corso. Lunedi, Senato e Camera dei Deputati affronteranno, in seduta comune, gli atti normativi, mentre per martedi e previsto il voto finale. Secondo la Finanziaria il bilancio e\u2019 costruito su una crescita economica del 5,2% e un deficit inferiore al 3% del PIL. Il governo prevede un indice dell\u2019inflazione del 1,4% e un tasso della disoccupazione del 4,3%. Secondo il ministro delle Finanze, Viorel Stefan, un attenzione speciale sara concessa agli investimenti, salute, educazione e infrastruttura.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bucarest &#8212; Il presidente romeno, Klaus Iohannis, ha annunciato di aver segnalato alla Corte Costituzionale i problemi creati dell\u2019ordinanza d\u2019urgenza che modifica la legislazione penale. Il capo dello stato sostiene che si tratta di un conflitto giuridico di natura costituzionale tra governo, sistema giudiziario e parlamento. 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