{"id":443641,"date":"2017-10-12T16:29:00","date_gmt":"2017-10-12T13:29:00","guid":{"rendered":"http:\/\/devrri.freshlemon.ro\/topnews\/12-10-2017-id443641.html"},"modified":"2017-10-12T16:29:00","modified_gmt":"2017-10-12T13:29:00","slug":"12-10-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/news\/topnews\/12-10-2017-id443641.html","title":{"rendered":"12.10.2017"},"content":{"rendered":"<p>Bucarest &#8211; Tre ministri del governo romeno hanno annunciato le loro dimissioni alla riunione del Comitato Esecutivo del PSD, il principale partito della coalizione governativa di Bucarest. I tre ministri sono la vicepremier e ministra dello sviluppo regionale Sevil Shhaideh, la ministra con delega ai fondi europei Rovana Plumb e il ministro dei trasporti Razvan Cuc. Il comitato esecutivo si riunir\u00e0 nuovamente venerd\u00ec, per discutere le eventuali sostituzioni. Il primo ministro Mihai Tudose, che aveva promosso lidea del rimpasto governativo, ha discusso negli ultimi giorni sia con il presidente Klaus Iohannis, che con il leader socialdemocratico Liviu Dragnea. Tudose aveva affermato che i ministri presi di mira sono quelli con problemi penali o quelli che non hanno dimostrato di essere efficaci. Sia Shhaideh che Plumb sono sotto inchiesta penale per atti di corruzione. Il ministro per la relazione col Parlamento, Viorel Ilie, membro dellALDE, partner junior di governo, si trova in una situazione simile. I rappresentanti dellALDE hanno annunciato gioved\u00ec che il partito non \u00e8 interessato a sostituirlo.  <\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Strasburgo &#8212; L\u2019Assemblea Parlamentare del Consiglio d\u2019Europa (APCE) ha adottato, oggi, una risoluzione con cui mostra che l\u2019Ucraina ha sbagliato adottando la Legge sull\u2019Istruzione e che dovr\u00e0 applicare le raccomandazioni che saranno fatte dalla Commissione di Venezia. La dichiarazione \u00e8 stata fatta da Korodi Attila, membro nella delegazione romena presso l\u2019APCE. Korodi Attila ha pure affermato che l\u2019Ucraina deve rispettare gli standard europei, rispettivamente la Carta per le lingue minoritarie e regionali e la Convenzione-quadro sulle minoranze. Il motivo del dibattito nell\u2019APCE, proposto dalla delegazione romena, con il sostegno di altre 5 delegazioni nazionali, \u00e8 stato l\u2019adozione della nuova legge sull\u2019istruzione nel Paese confinante con la Romania, che limita drasticamente il diritto all\u2019istruzione in lingua materna delle minoranze nazionali. Alla vigilia della discussione, il presidente ucraino, Petro Poroshenko, aveva promesso all\u2019APCE che le autorit\u00e0 di Kiev introdurranno tutte le conclusioni della Commissione di Venezia nella legge e rispetteranno la Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie. Quasi mezzo milione di etnici romeni vivono in Ucraina, la maggioranza nei territori romeni orientali annessi nel 1940, in seguito ad un ultimatum, dall\u2019ex URSS, ed ereditati, nel 1991 dall\u2019Ucraina, come stato successore.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bucarest &#8212; Il Consiglio Europeo \u00e8 l\u2019unico organismo cui sar\u00e0 trasmesso il punto di vista della Romania sulla Brexit. Lo ha dichiarato, oggi, il ministro con delega agli Affari Europei di Bucarest, Victor Negrescu. Stando a Negrescu, nessun esponente romeno ha espresso una posizione ufficiale sui negoziati sulla Brexit. Il ministro ha pure detto che, nell\u2019ambito di questi negoziati, il principale obiettivo delle autorit\u00e0 romene \u00e8 di garantire i diritti degli oltre 300 mila romeni che vivono nel Regno Unito. Le dichiarazioni sono state fatte nel contesto in cui la pubblicazione britannica <em>The Times<\/em> ha scritto che la Romania, la Francia e la Germania hanno chiesto il blocco di nuovi capitoli di negoziazione, finch\u00e9 non verr\u00e0 raggiunto un accordo sui diritti dei cittadini stranieri presenti nel Regno Unito.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bucarest &#8212;  Il presidente Klaus Iohannis e il premier Mihai Tudose hanno partecipato, oggi, presso gli stabilimenti Ford di Craiova (nel sud della Romania), al lancio del nuovo modello Ford Ecosport. Il capo dello stato ha precisato che, tramite la sua presenza all\u2019evento, desidera trasmettere un forte segnale di sostegno all\u2019industria automobilistica romena, che diventa sempre pi\u00f9 competitiva ed ha una sempre migliore reputazione sul mercato europeo. Dopo l\u2019acquisto degli stabilimenti, nel 2008, la Ford ha investito oltre un miliardo di euro nelle facilit\u00e0 produttive in Romania. Presso gli stabilimenti Ford di Craiova lavorano oltre 2.800 persone. Il maggiore produttore automobilistico sul mercato romeno \u00e8 Automobili Dacia, di Pite\u015fti (sud), che, dal 1999, appartiene al gruppo francese Renault. Oltre 13.500 persone lavorano per questa compagnia, con un fatturato di oltre 4,3 miliardi di euro.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Madrid &#8212; La Spagna ha celebrato, oggi, la sua Festa Nazionale, in un momento in cui l\u2019unit\u00e0 del Paese \u00e8 minata dalle tensioni tra le autorit\u00e0 separatiste della provicina di Catalogna e il governo centrale di Madrid. Il premier Mariano Rajoy ha dato un ultimatum fino a luned\u00ec al presidente catalano Carles Puigdemont affinch\u00e8 rinunci alla dichiarazione di indipendenza, se desidera evitare la sospensione dello status di regione autonoma alla Catalogna. Rajoy ha accusato il governo catalano di aver creato una delle stituazioni pi\u00f9 gravi nella storia della democrazia spagnola e di aver orchestrato un attacco molto pericoloso contro la Costituzione, l\u2019unit\u00e0 del Paese, dello stato catalano, e, il pi\u00f9 grave, contro la convivenza. <span style=line-height: 1.6em;>(traduzione di Adina Vasile e Gabriela Petre)<\/span><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bucarest &#8211; Tre ministri del governo romeno hanno annunciato le loro dimissioni alla riunione del Comitato Esecutivo del PSD, il principale partito della coalizione governativa di Bucarest. 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