{"id":443714,"date":"2017-12-21T15:00:00","date_gmt":"2017-12-21T13:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/devrri.freshlemon.ro\/topnews\/21-12-2017-id443714.html"},"modified":"2017-12-21T15:00:00","modified_gmt":"2017-12-21T13:00:00","slug":"21-12-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/news\/topnews\/21-12-2017-id443714.html","title":{"rendered":"21.12.2017"},"content":{"rendered":"<p>Bucarest &#8212; Nel suo messaggio in occasione del 28\/o anniversario della Rivoluzione, il presidente romeno Klaus Iohannis afferma che nel 1989 i romeni hanno chiesto Abbasso il comunismo!\u201d e questo grido si sente anche oggi, come segnale ai politici che dimostrano in questi giorni di non voler staccarsi dai malcostumi del passato\u201d. Difendere gli ideali della Rivoluzione romena significa difendere le istituzioni dello stato di diritto, i valori della libert\u00e0 e della democrazia, nonch\u00e8 rispettare il cittadino\u201d, ha scritto il capo dello stato su una rete sociale, sottolineando che le investigazioni del fascicolo della Rivoluzione vanno ultimate, e i crimini e gli abusi del dicembre 1989 puniti. Il Parlamento romeno si \u00e8 riunito oggi in una seduta solenne dedicata alla Rivoluzione. Manifestazioni commemorative in onore dei martiri del dicembre 1989 si sono svolte sempre oggi a Bucarest e in altre citt\u00e0 del Paese. Dopo quattro giorni di proteste, iniziate a Timi\u015foara il 16 dicembre 1989, che hanno provocato decine di morti e feriti, l\u2019esercito si \u00e8 schierato con la popolazione, e i rivoluzionari hanno gettato le basi della prima piattaforma politica democratica. Avviata dall\u2019opposizione degli abitanti di Timi\u015foara verso una misura abusiva delle autorit\u00e0 locali, la Rivoluzione \u00e8 subito dilagata nell\u2019intero Paese, raggiungendo l\u2019apice il 22 dicembre con la fuga della coppia dittatoriale Nicolae ed Elena Ceau\u015fescu. Dal 16 al 25 dicembre, oltre 1.000 persone sono rimaste morte e quasi 3.400 ferite. La Romania \u00e8 stata l\u2019unico Paese del blocco orientale in cui il cambiamento del regime \u00e8 avvenuto con violenza e in cui i leader comunisti sono stati giustiziati.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bucarest &#8212; Via libera dal Senato di Bucarest, come camera decisionale, al ddl che modifica la legge sull\u2019organizzazione e il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura. Era l\u2019ultima normativa del pacchetto di tre leggi sulla giustizia sulla quale i senatori dovevano ancora pronunciarsi, dopo quelle relative all\u2019organizzazione giudiziaria e allo Statuto dei magistrati. Sempre gioved\u00ec, l\u2019Alta Corte di Cassazione e Giustizia ha deciso di segnalare alla Corte Costituzionale alcuni articoli modificati dal Parlamento relativi allo Statuto dei Magistrati. Le modifiche che la maggioranza PSD-ALDE ha voluto apportare a queste leggi sono contestate con veemenza dall\u2019opposizione politica di destra e da una parte dell\u2019opinione pubblica. Inoltre, centinaia di magistrati sono usciti davanti ai tribunali di Bucarest e di altre citt\u00e0 del Paese, per protestare contro questo processo che ritengono non trasparente.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bucarest &#8212; Le ambasciate in Romania di pi\u00f9 Paesi dell\u2019UE hanno esortato tutte le parti coinvolte nel processo di riforma della Giustizia a evitare qualsiasi azione che potrebbe portare all\u2019indebolimento dell\u2019indipendenza del sistema giudiziario e della lotta alla corruzione. Nella loro lettera aperta, le missioni diplomatiche del Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda e Svezia segnalano i rischi rappresentati dalle modifiche apportate alle leggi sulla Giustizia. Ammettiamo che la Romania ha fatto, nell\u2019ultimo decennio, progressi significativi nel costruire un percorso e applicare riforme credibili nel campo della Giustizia. Tuttavia, siamo convinti che le leggi adottate di recente per quanto riguarda la riforma della Giustizia, nella loro forma attuale, nonch\u00e9 i recenti emendamenti proposti al Codice Penale e di Procedura Penale, rischiano di mettere in pericolo questi progressi, si precisa nella lettera aperta.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Bucarest &#8212; La plenaria del Parlamento di Bucarest si pronuncer\u00e0 venerd\u00ec sulla bozza della Finanziaria per il 2018 e su quella della previdenza sociale. I budget stanziati ad alcune delle pi\u00f9 importanti istituzioni sono passati quasi senza alcuna modifica rispetto alla variante proposta dal governo, dal momento che gli emendamenti inoltrati dall\u2019opposizione sono stati bocciati dalla maggioranza. La Finanziaria si basa su una crescita economica del 5,5%, un tasso di cambio medio di 4,55 lei per un euro, un reddito medio mensile di 2.614 lei (565 euro) e un deficit di bilancio stimato al 2,97% del PIL. Nel 2018, le priorit\u00e0 sono la sanit\u00e0, l\u2019istruzione e l\u2019infrastruttura. L\u2019opposizione parlamentare di destra ha criticato le misure della coalizione governativa PSD-ALDE, valutando la costruzione del bilancio come rischiosa, in grado di aumentare il debito pubblico. <\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bucarest &#8212; Nel suo messaggio in occasione del 28\/o anniversario della Rivoluzione, il presidente romeno Klaus Iohannis afferma che nel 1989 i romeni hanno chiesto Abbasso il comunismo!\u201d e questo grido si sente anche oggi, come segnale ai politici che dimostrano in questi giorni di non voler staccarsi dai malcostumi del passato\u201d. 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