{"id":448678,"date":"2013-11-03T16:47:00","date_gmt":"2013-11-03T14:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/devrri.freshlemon.ro\/news\/la-giornata-dellascoltatore-2013-2-id448678.html"},"modified":"2013-11-03T16:47:00","modified_gmt":"2013-11-03T14:47:00","slug":"la-giornata-dellascoltatore-2013-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/news\/in-primo-piano\/la-giornata-dellascoltatore-2013-2-id448678.html","title":{"rendered":"La Giornata dell\u2019Ascoltatore 2013"},"content":{"rendered":"<p>Il 2013 \u00e8 un anno del tutto speciale, in quanto abbiamo un anniversario speciale: 85 anni di radiofonia in Romania. Siamo, quindi, arrivati nella prima domenica di novembre, quando, come vuole ormai la tradizione, celebriamo \u201cLa Giornata dell\u2019Ascoltatore\u201d, subito dopo quella di Radio Romania, che abbiamo festeggiato il 1 novembre, data alla quale, nel 1928, veniva trasmesso il primo programma radiofonico nel nostro Paese.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nInfatti, 85 anni addietro, il 1 novembre del 1928, alle 17.00, andava in onda il primo programma ufficiale dellemittente nazionale in Romania. Lallora Societ\u00e0 di Diffusione Radiotelefonica trasmetteva lintervento inaugurale del prof. Dragomir Hurmuzescu, il primo presidente dellistituzione, poi notiziari, previsioni meteo, musica e la prima conferenza trasmessa dalla radio, intitolata \u201cLa poesia popolare romena\u201d di Horia Furtuna.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nI primi programmi trasmessi dalla Romania allestero furono programmi musicali, accompagnati da brevi notiziari in inglese, italiano, francese e tedesco. La prima lettera rivolta a Radio Romania dallestero sembra sia arrivata dallEgitto. DallItalia scrisse per la prima volta il napoletano Oscar Laurenti, nel 1934. Negli anni successivi, cominciavano i notiziari in francese e tedesco e nel 1939 quelli in italiano. Nello stesso 1939, veniva inaugurato anche un programma dedicato agli Stati Uniti, prima della partecipazione romena all\u2019Esposizione Universale di New York. E dobbiamo ricordare che sempre nel 1928 veniva fondata anche l\u2019Orchestra Nazionale della Radio, su iniziativa del compositore Mihail Jora, al quale \u00e8 intitolata oggi anche la nostra sala concerti.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nL\u201985esimo anniversario di Radio Romania ha rappresentato un\u2019ottima opportunit\u00e0 per invitarvi a riflettere sul futuro dei programmi radiofonici per l\u2019estero, in occasione della Giornata dell\u2019Ascoltatore. Quindi, abbiamo voluto sapere la vostra opinione su come cambieranno nei prossimi anni le emittenti radiofoniche per l\u2019estero e le vostre aspettative. Come sar\u00e0 e quanto ampia sar\u00e0 l\u2019offerta globale delle trasmissioni internazionali? Con quali mezzi sar\u00e0 trasmessa la maggior parte dei programmi internazionali? Quale sar\u00e0 il ruolo delle radio internazionali in un mondo in cui l\u2019accesso all\u2019informazione \u00e8 sempre pi\u00f9 facile?<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nPassiamo a presentare i vostri contributi. Il nostro amico Stefano Citterio vede il futuro delle radio internazionali a tinte chiaroscure. \u201cDa una parte le redazioni internazionali saranno sempre pi\u00f9 confrontate con i drastici tagli di personale, di budget, di riduzione delle lingue di emissione (alcune l\u2019hanno gi\u00e0 fatto o lo stanno facendo), ma allo stesso tempo si salveranno soprattutto quelle redazioni che trasmettono nelle lingue di Paesi in cui o vivono grandi comunit\u00e0 di connazionali oppure se si tratta di lingue di importanza mondiale. Altre radio invece continueranno a  trasmettere per ragioni \u201cgeopolitiche\u201d, per ragioni di potenza, che sia economica, politica o culturale, e queste continueranno ad essere abbondantemente finanziate dai loro governi, pur essendo comunque un elemento importante nel panorama radiofonico mondiale, scrive Stefano Citterio e aggiunge: \u201cAd ogni modo, il mezzo di diffusione pi\u00f9 usato sar\u00e0 internet o il DAB, a costi pressoch\u00e9 nulli e di diffusione globale, anche se le onde corte, tanto apprezzate dai cacciatori di DX, non scompariranno, essendo ancor oggi (e per molti anni ancora) spesso l\u2019unica possibilit\u00e0 di ricezione in molti paesi in cui la rete non \u00e8 ancora diffusa. Il ruolo della radio stessa, e di conseguenza delle emittenti internazionali, sar\u00e0  sempre importante (del resto si profetizzava la morte della radio all\u2019avvento della tv, e anche all\u2019arrivo di internet, cosa dimostratasi fortunatamente falsa): avere notizie nella propria lingua o in lingue conosciute su paesi di cui i giornali e le tv nazionali spesso parlano raramente, essere informati sulla realt\u00e0 sociale, turistica e culturale da una fonte diretta \u00e8 una cosa alla quale molti non rinuncerebbero, e anzi potrebbero spingerli, magari ascoltando le trasmissioni nazionali dei vari paesi via internet, ad imparare nuove lingue, e non sempre e solo l\u2019inglese o le pi\u00f9 parlate al mondo. Insomma, l\u2019offerta sar\u00e0 sempre pi\u00f9 ampia, e gi\u00e0 lo \u00e8, miglioreranno le tecniche di ricezione dei nuovi apparecchi, e proprio la radio, non soggetta a limitazioni (per \u201ci diritti di trasmissione\u201d) come le tv, la cui libera circolazione anche all\u2019interno dell\u2019UE \u00e8 solo sulla carta&#8230;.. E sar\u00e0 sempre bello sentire che \u201cnon tutte le radio\u201d dicono le stesse cose o danno le notizie allo stesso modo\u201d, conclude Stefano Citterio.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nGiovanni Frassineti offre una risposta semplicissima: \u201cLa radio sar\u00e0 tutta via rete internet, sia questa via cavo, sia via etere, wi-fi o retemobile\u201d.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nAdrian Micallef di Malta \u00e8 del parere che, malgrado tutto, le radio sia locali ma soppratutto per l\u2019estero hanno e avranno molto da offrire. \u201cNaturalmente, dovranno adeguarsi ai cambiamenti molteplici di questi tempi. A mio giudizio la radio non puo essere sostituita da niente per me che ne sono amante. Certo, Facebook, Tweeter e altri ancora sono molto usati ma per me la radio resta il numero uno. Dalle radio estere capisco cosa succede nei paesi dove trassmettono queste radio che io particolarmente ne sento e seguo da tutto il mondo da la Romania fino all\u2019India e Stati Uniti. Sono sempre programmi interessanti e con molte informazioni. Particolarmente per me mi voglio soffermare su un punto: in Paesi in via di sviluppo che non possono permettersi apparecchiature costossissime la radio normale e la cosa che preferiscono e seguono di pi\u00f9. Per questo si deve fare in modo che i programmi siano di contenuto maggiore. Sono sicuro che le radio avranno ancora da offrire in futuro\u201d, aggiunge il nostro amico maltese.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n\u201cProprio oggi, aspettando la vostra trasmissione, sono andato a vedere il vostro sito internet, molto bello e ricco di notizie e informazioni, davvero ben fatto! e la pagina Facebook di Radio Romania Internazionale&#8230; e pensavo a quanto tempo \u00e8 passato dal giorno in cui ho ricevuto la vostra prima QSL\u201d, scrive Fulvio Minerdo, e prosegue: \u201cPoi, ascoltando il programma sento che state chiedendo a gli ascoltatori cosa pensano dei cambiamenti avvenuti nel mondo della radio&#8230; La prima QSL che ho ricevuto da Radio Romania (allora Radio Bucarest) \u00e8 del 1991! Da allora i cambiamenti sono stati talmente numerosi che certo non si possono commentare tutti in poche righe. Per quanto riguarda il mondo della radio, penso che, se da una parte internet ha reso pi\u00f9 semplice la comunicazione tra emittenti e ascoltatori dallaltra ha reso il rapporto pi\u00f9 distaccato. Il futuro lo vedo male, temo che sempre pi\u00f9 emittenti investiranno in internet e nel digitale e lascino &#8220;morire&#8221; la radio vera e propria. Da quella prima qsl del 91 ad oggi vi ho ascoltato praticamente sempre con la mia cara sony 7600 ds che &#8220;nel suo piccolo&#8221; mi ha dato tante soddisfazioni e spero che possa continuare per diverso tempo. non potrei mai ascoltare la radio con il computer! la Radio \u00e8 unaltra cosa\u201d, conclude Fulvio Minerdo.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nCome sapete, Radio Romania internazionale ha aderito alla Rete Mondiale Virtuale di Italradio, il portale della radiofonia internazionale in lingua italiana, il cui coordinatore scientifico, Paolo Morandotti, ha spiegato come vede il futuro delle emittenti internazionali in un collegamento per la nostra Giornata dell\u2019Ascoltatore.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n\u201cLa domanda scelta come tema della giornata dellascoltatore &#8220;Quale futuro delle radio per l\u2019estero?&#8221; \u00e8 parte della pi\u00f9 vasta questione su come si svilupper\u00e0 la radio nei prossimi anni; ma \u00e8 una parte importante, oserei dire fondamentale se ricordiamo che la radio \u00e8 nata come strumento senza confini, come dimostrano gli esperimenti che si svolsero nel 1927 a Bucarest e che usavano quattro lingue, tra cui litaliano, proprio per parlare con il mondo intero. Le trasmissioni dirette allestero rappresentano, quindi, la parte pi\u00f9 nobile della radio, anche se non la pi\u00f9 moderna; ma proprio per il loro ruolo di ponte tra diverse culture, la loro attivit\u00e0 di mediazione tra popoli diversi, per la loro capacit\u00e0 di far conoscere la realt\u00e0 di un Paese anche chi non conosce le sue dinamiche sociali e politiche, sono un bene comune da difendere e diffondere. Nellepoca dellinfotainment troppi si sono dimenticati che la radio non solo informa e intrattiene, ma anche educa, come recitava un fortunato slogan degli anni 20. Leducazione va intesa solo come programma specifico; la si trova anche e soprattutto nellabitudine allascolto di chi sta oltre il confine, nel gusto della conoscenza di ci\u00f2 che \u00e8 lontano ma non separato da noi. Chi pu\u00f2 svolgere questo ruolo meglio delle radio per lestero? Oggi viviamo in un mondo globalizzato, del quale lEuropa unita &#8211; comprendendo Paesi con innumerevoli lingue, culture, tradizioni, economie e societ\u00e0 diverse le une dalle altre &#8211; \u00e8, in un certo senso, un laboratorio. Proprio noi cittadini europei, quindi, dovremmo capire pi\u00f9 di altri limportanza di questo valore informativo che \u00e8 molto lontano dal nuovo modello di radio che ci viene proposto; modello basato, appunto, sullintrattenimento, sullassecondare in tutto i gusti degli ascoltatori, come se fosse un moderno juke-box pi\u00f9 o meno intelligente. Le sirene dellaccesso libero e facile allinformazione sono suadenti, ma linformazione qualificata non si ottiene cos\u00ec. Il futuro della radio per lestero dipende da come e in che misura il suo valore sar\u00e0 compreso da chi ha il potere di plasmare la nuova radio. Noi speriamo, naturalmente, che sia un futuro sempre sulle onde corte e medie, perch\u00e9 superano ogni barriera e arrivano davvero a tutti; ma sarebbe un grave errore rifiutare il nuovo, anzi sar\u00e0 necessario aumentare e migliorare costantemente la presenza su Internet delle radio internazionali, con le trasmissioni on line e siti che riprendano la cultura dellinformazione per lestero. La Rete Mondiale Virtuale di Italradio, alla quale Radio Romania Internazionale ha aderito &#8211; non a caso &#8211; con entusiasmo, pu\u00f2 essere vista come una via nuova e moderna per le trasmissioni internazionali: le radio che si uniscono per creare un canale di comunicazione in una lingua, di facile uso per lascoltatore e di basso costo per le emittenti. Ma le tecnologie evolvono e altre idee nasceranno, affiancandosi a questa; impossibile sbilanciarsi in previsioni. Essere un modello di comunicazione e informazione che sappia conservare la propria identit\u00e0 e il proprio ruolo nel mondo che cambia: \u00e8 questo il miglior augurio che possiamo rivolgere alla radio per lestero\u201d, sottolinea Paolo Morandotti.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nEmanuele Merico \u00e8 convinto che il futuro della radio sar\u00e0 inevitabilmente digitale. \u201cTuttavia, temo che sar\u00e0 sempre meno internazionale ma ad uso interno, gi\u00e0 si vede nei paesi che hanno cominciato a dotarsi del DAB\/DAB+ che per finanziare queste innovazioni tecnologiche hanno ricavato i fondi tagliando le  tradizionali trasmissioni in modulazione dampiezza. Per il DRM le cose  sono diverse, se il DAB ha ancora costi proibitivi per il consumatore medio e pochi servizi, nel DRM le cose vanno anche peggio. Le radio DRM si contano letteralmente sulle dita di una mano e sono ancora pi\u00f9 costose delle DAB, lunica alternativa economica sono gli SDR da<br \/>&#13;<br \/>\ncollegare al computer o da autocostruirsi seguendo le guide di altri<br \/>&#13;<br \/>\nradioamatori\/ascoltatori\u201d, scrive Emanuele.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n\u201cAi  nostri giorni assistiamo al profondo mutamento che il mondo della comunicazione sta attraversando\u201c, scrive il nostro amico di vecchia data Giovanni Sergi, il quale risponde cosi alla nostra domanda sul futuro delle radio per l\u2019estero: Innanzitutto, se il bilancio lo permette, si pu\u00f2 acquistare spazio per la programmazione presso alcuni organismi internazionali di broadcast che trasmetteranno il programma all\u2019ora e sulle frequenze stabilite, oppure rivolgendosi sempre all\u2019estero per la diffusione in onde medie o sul digitale terrestre, eventualmente  anche tramite satellite. Ma la mossa vincente, dal punto di vista sia economico che tecnico, risulter\u00e0 essere il ricorso ad internet con lo shoutcast (trasmissione in diretta) o con il podcast (trasmissione registrata) offerti al pubblico direttamente dal sito dell\u2019emittente o tramite qualche programma di raccolta emittenti. L\u2019utilizzo dello streaming di internet come sostituto della stazione trasmittente e del computer come mezzo ricevente si sta diffondendo sempre di pi\u00f9 nel mondo incoraggiato dal fatto che alcuni Comuni oppure organismi di telecomunicazione mettono a disposizione gratuitamente il collegamento alla rete mondiale, e gi\u00e0 parecchie emittenti con servizio internazionale che non trasmettono pi\u00f9 in onde corte (oppure che utilizzano sia onde corte che web) lo hanno adottato. Come ogni cosa, la radio via internet ha vantaggi (anzitutto qualit\u00e0 e  stabilit\u00e0 del suono) e svantaggi (la connessione  a internet ha un costo e le interruzioni di rete sono frequenti), mentre il ricevitore tradizionale \u00e8 trasportabile ovunque e non necessita di energia elettrica bens\u00ec di pile. Non bisogna dimenticare che la radio, qualunque sia il mezzo di trasmissione, rimane un formidabile strumento di promozione del Paese che trasmette, punto di riferimento per gli immigrati, per lo studio e il  lavoro, di cultura per tutti, quindi qualunque strumento di  trasmissione o supporto di ricezione si utilizzi la radio avr\u00e0 sempre un ruolo importante nell\u2019informare e nell\u2019intrattenere, spesso nel formare le nuove generazioni quando si pensi all\u2019istruzione a distanza nei paesi pi\u00f9 sperduti tra i monti o tra le giungle pi\u00f9 impervie. Con i nuovi media, si affiancano al tradizionale ricevitore altri mezzi per diffondere la cultura e la civilt\u00e0 in modo da porre il sapere sempre di pi\u00f9  alla portata di tutti. Il web \u00e8 quindi un\u2019opportunit\u00e0 per le emittenti che desiderano risparmiare sui costi di gestione dei trasmettitori (energia e manutenzione degli impianti)  e dei locali, nonch\u00e9 del personale tecnico (per la regia automatica e altro), perch\u00e9 gestire un programma con lo streaming di internet \u00e8 molto semplice ed economico\u201c, conclude Giovanni Sergi.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nAndrea Tucci ci scrive che, in futuro, la radiodiffusione si servir\u00e0 sempre di pi\u00f9 del digitale e di internet abbandonando del tutto le onde corte e medie. \u201cE molto pi\u00f9 semplice ascoltare la radio su internet che sintonizzarsi con una ricevitore, per\u00f2 io personalmente preferisco ascoltarvi in onda corta\u201d, dice Andrea.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nNel suo messaggio, Gianni Alberici, che ci segue da anni, sottolinea quanto siano importanti i programmi che vanno in onda Bucarest per gli scambi culturali tra due Paesi come la Romania e l\u2019Italia. \u201cAttraverso le vostre trasmissioni sono venuto a conoscenza di tante cose interessanti del vostro Paese che riguardano l\u2019economia, la storia, le tradizioni e la cultura della Romania. Ancora grazie per il vostro puntuiglioso, entusiastico e costante impegno nelle trasmissioni di Radio Romania internazionale in lingua italiana\u201d. Siamo  noi a ringraziare Lei, caro Gianni, come ringraziamo tutti voi per la vostra costante amicizia.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n\u201cVorrei poter auspicare che nel futuro che ci aspetta ci sia ancora la presenza attiva di quello strumento di diffusione delle voci, dei suoni, delle notizie, della musica che ha caratterizzato lintero secolo ventesimo, vale a dire la Radio\u201d, scrive Agide Melloni e prosegue: \u201cAnche se intorno a noi abbondano i &#8220;becchini&#8221; che sono alacremente allopera per seppellire definitivamente un secolo di storia e di utilizzo di questo innovativo strumento grazie al quale il Mondo si \u00e8 rimpicciolito, si \u00e8 avvicinato, si \u00e8 ascoltato, si \u00e8 animato, ha saputo cose che altrimenti sarebbero per sempre state dominio di pochi, la Radio non pu\u00f2 finire nelle bacheche dei musei o tra polverosi scaffali di anziani appassionati perch\u00e8 sono convinto che abbia ancora molte chance da spendere e che il compito per il quale Guglielmo Marconi diede vita a questo incredibile ritrovato della scienza e della tecnologia, non \u00e8 stato ancora del tutto assolto. Finch\u00e8 questo nostro disastrato pianeta continuer\u00e0 ad avere steppe, deserti, montagne, lande isolate, zone scarsamente popolate, distese enormi di territori ricoperti di neve e ghiaccio, savane e finch\u00e8 dentro queste porzioni di territorio del nostro pianeta vivranno, lavoreranno, viaggeranno uomini, donne e bambini, io credo ci sia posto per una Radio. Anzi, credo che solo la Radio abbia una possibilit\u00e0 di sconfiggere la lontananza, lisolamento e la solitudine di comunit\u00e0 che non potranno mai essere raggiunte dalle cosidette &#8220;nuove tecnologie&#8221;. Quante volte abbiamo maneggiato con noncuranza una piccola Radio, funzionante a batteria, labbiamo avvicinata allorecchio ed&#8230;abbiamo sentito arrivare il mondo! Quello stesso mondo che con le proprie scoperte, le innovazioni, linvenzione dei computer, dei cellulari e di mille altri infernali aggeggi sta dividendo le comunit\u00e0 degli uomini tra chi ha la fortuna di poter usufruire di tutto questo e chi non lavr\u00e0 mai! Non si tratta di un problema di soldi &#8211; o almeno non solo di questi &#8211; ma si tratta di un problema pi\u00f9 semplice: lesistenza di un veicolo di propagazione delle onde sonore (la nostra atmosfera) che non ha bisogno delle attrezzature sofisticate della rete web per far viaggare suoni e voci! Sfido chiunque a dimostrare che per un beduino del Sahara \u00e8 pi\u00f9 facile ascoltare le notizie con il computer anzich\u00e8 con una Radio perch\u00e8 \u00e8 esattamente linverso!  Detto ci\u00f2, cari amici di RRI, non sar\u00f2 certamente io a negare le opportunit\u00e0 che le nuove scoperte tecnologiche possono mettere a disposizione di tutti noi. Anche nel campo delle comunicazioni si aprono strade interessanti, nuovi metodi per mettere in relazione tra di loro paesi e persone. Anche le emittenti radio broadcast che finora avevano utilizzato le frequenze radio in Onde Corte per farsi ascoltare da altri utenti in altri paesi, stanno velocemente scoprendo le opportunit\u00e0 che si aprono anche per loro. A causa della crisi ma anche a causa di politiche non sempre attente, si sta procedendo ad una velocit\u00e0 astronomica verso la chiusura delle trasmissioni radio rivolte allestero. Alle Onde Corte si sostituiscono le programmazioni online, il web, il poadcast rendendo lascolto delle emittenti ne pi\u00f9, ne meno che un insignificante click su un pulsante del proprio computer, ottenendo ascolto pulito in cambio di&#8230;molta freddezza! Il vantaggio &#8211; e questo va riconosciuto &#8211; \u00e8 quello di un rapporto tra Radio ed ascoltatore pi\u00f9 immediato, veloce e con  un metodo di relazionarsi pressoch\u00e8 istantaneo: mentre si ascolta si pu\u00f2 interloquire con la emittente inviando un commento o una mail o postando un proprio rapporto dascolto anche utilizzando le pagine Facebook! Incredibile ma vero! Io penso, cari amici, che queste due piste su cui viaggiano le notizie &#8211; Onde Corte e Web- potrebbero integrarsi e ritagliarsi loro ben definiti territori. Ma per fare questo \u00e8 necessario che i &#8220;becchini&#8221; di cui parlavo allinizio cambino strategia ed investano risorse e cervelli per &#8220;cambiare&#8221; la Radio, facendola diventare pi\u00f9 competitiva pur mantenendola la nostra cara scatoletta da cui escono i suoni. Far diventare, in sostanza, lapparecchio radio uno strumento tecnologicamente nuovo, in grado di sfruttare le nuove tecniche di propagazione dei segnali, eliminando quei fischi, rumori, fading che noi vecchi amanti della radio attendiamo ogni sera, quando giriamo le manopole della nostra compagna Radio\u201d, conclude Agide Melloni.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n\u201cCredo che la possibilit\u00e0 di sentire una voce da un Paese straniero sia una grande forma di democrazia\u201d, spiega il nostro amico Edoardo Milani e prosegue: \u201cLera digitale ci offre molte opportunit\u00e0 ma sempre pi\u00f9 circoscrive le nostre potenzialit\u00e0. Un tipico esempio \u00e8 google che come motore di ricerca se non si danno indicazioni molto specifiche o addirittura lindirizzo web esatto, ci manda dove vuole lui. Quindi lunga vita alla radio e alle sue voci che fanno anche molta compagnia!\u201d, conclude Edoardo.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nLunga vita diciamo anche noi ancora una volta a Radio Romania e lunga vita a voi, i suoi ascoltatori!<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2013 \u00e8 un anno del tutto speciale, in quanto abbiamo un anniversario speciale: 85 anni di radiofonia in Romania. 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