{"id":664637,"date":"2013-04-20T15:30:00","date_gmt":"2013-04-20T12:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/devrri.freshlemon.ro\/news\/armi-medioevali-romene-id664637.html"},"modified":"2013-04-20T15:30:00","modified_gmt":"2013-04-20T12:30:00","slug":"armi-medioevali-romene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/guida-programmi\/pagine-di-storia\/armi-medioevali-romene-id664637.html","title":{"rendered":"Armi medioevali romene"},"content":{"rendered":"<p>In teoria, le armi non dovrebbero coesistere con lo spazio sacro. Per\u00f2 i nostri antenati non erano dello stesso parere. La storia militare dello spazio romeno medioevale ha, nelle icone e negli affreschi, esempi di rappresentazione delle armi come una realt\u00e0 sociale importante. Nel 16-esimo secolo, sulle mura delle chiese romene, le immagini dei santi guerrieri, difensori della religione cristiana, attestano la presenza di certe armi negli eserciti dei principati romeni, che dimostrano l\u2019appartenenza allo spazio occidentale.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nStudiando le mura delle chiese romene, gli storici hanno fatto delle scoperte sorprendenti. Una di esse ci \u00e8 stata segnalata dal museografo Carol K\u00f6nig, storico delle armi medioevali.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n Ho scoperto su un\u2019affresco del monastero di Vorone\u0163, un archibugio. Fino al 1978 non si sapeva nulla sull\u2019esistenza di questo archibugio, estremamente interessante, risalente agli inizi del 16-esimo secolo. Era lo stesso tipo esistente allora nello spazio europeo. Il suo meccanismo era a miccia, come d\u2019altronde anche nel mondo occidentale. Nei nostri musei non si ritrovano archibugi cos\u00ec, non si erano conservate neanche immagini. Una parte delle armi raffigurate negli affreschi sono identiche a quelle esistenti nei documenti dell\u2019epoca. Mi sono reso conto che il pittore ha rispettato, per quanto riguarda le armi, esattamente il tipo di arma esistente allora\u201d, spiega Carol K\u00f6nig.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nTra le armi, la spada aveva la pi\u00f9 forte simbologia religiosa. I santi guerrieri fanno vedere la spada come elemento principale della loro missione, la lotta alla non-fede. Il prototipo \u00e8 quello dell\u2019arcangelo Michele, il comandante degli eserciti di angeli, che lottano contro Satana utilizzando la spada. Una spada di forma mistica, dalla lama lunga e dalla guardia a forma di croce. Le spade venivano fabbricate in acciaio e le lame erano molto flessibili. Sono anche questi simboli molto forti della fede cristiana: l\u2019acciaio significava la severit\u00e0 della fede propriamente-detta e la lotta all\u2019infedelt\u00e0, mentre la flessibilit\u00e0 indicava l\u2019animo umano sottoposto alle tentazioni. Carol K\u00f6nig ha descritto la spada che compare nella raffigurazione di un santo guerriero sull\u2019affresco del monastero di Curtea de Arge\u015f.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nL\u2019arma pi\u00f9 significativa era la spada, un\u2019arma bianca adatta a colpire di punta e di taglio, con la lama sempre dritta e a due tagli. E\u2019 questa, infatti, la differenza tra la spada e la sciabola, quest\u2019ultima ha la lama monofilare dritta o curva. Mi ha richiamato l\u2019attenzione l\u2019impugnatura e la guardia della spada, tipiche dell\u2019epoca in cui \u00e8 stata dipinta e che esisteva allora anche nell\u2019Occidente. Un altro pezzo di armamento raffigurato nell\u2019affresco \u00e8 la lancia che fa parte sempre della categoria delle armi adatte a colpire di punta o di taglio. C\u2019erano due armi del genere, la lancia da fanteria e quella da cavalleria. La lancia da fanteria era di solito pi\u00f9 lunga, con la punta di varie forme, triangolari o di losanga. Quella da cavalleria invece era pi\u00f9 corta con la punta pi\u00e0 dura, in acciaio, e le parti metalliche erano pi\u00f9 piccole per poter penetrare la corazzatura dell\u2019avversario\u201d, aggiunge Carol K\u00f6nig.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nPer\u00f2 l\u2019arma di eccellenza degli eserciti romeni fu l\u2019arco. Un\u2019altra arma importante \u00e8 l\u2019arco. Gli eserciti dei Principati Romeni hanno utilizzato soprattutto gli archi, le spade e le lanci. L\u2019arco era per\u00f2 una delle armi pi\u00f9 importanti. La battaglia di Posada del 1330 \u00e8 stata vinta grazie agli arcieri. In quella di Rovine del 1395, uno degli elementi essenziali per la vittoria di Mircea il Vecchio fu sempre l\u2019uso degli archi che i romeni sapevano maneggiare molto bene. Alessandro il Buono invi\u00f2 400 soldati ad appoggiare gli eserciti polacchi nella battaglia di Marienburg del 1422, e la maggior parte erano arcieri. Le truppe romene erano conosciute per l\u2019ottimo uso dell\u2019arco in tutta l\u2019Europa Orientale e quasi tutti i santi guerrieri sono raffigurati armati di archi. Quello dell\u2019affresco \u00e8 di tipo orientale e si vedono persino i tipi di saette utilizzate ai tempi. Le armi difensive sono le corrazze, ma le corrazze raffigurate nell\u2019affresco non assomigliano a quelle dell\u2019epoca, sono pi\u00f9 belle e ricche di ornamenti e, secondo me, il pittore vi \u00e8 intervenuto con la sua immaginazione\u201d, conclude il museografo Carol K\u00f6nig.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nSembra che nel Medioevo ci siano esistite anche armi tipiche romene. Si tratta di un certo tipo di spada moldava, menzionata in una lettera del principe moldavo Stefano il Grande agli artigiani di Milano, in cui il principe ordinava dieci simili spade. Le prove materiali del documento si trovano a Istanbul, dove si conservano tre spade moldave, di cui una \u00e8 appartenuta al principe stesso. (trad. Gabriela Petre)<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In teoria, le armi non dovrebbero coesistere con lo spazio sacro. 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