{"id":664779,"date":"2018-05-17T13:03:00","date_gmt":"2018-05-17T10:03:00","guid":{"rendered":"http:\/\/devrri.freshlemon.ro\/news\/fanariotismo-nello-spazio-romeno-id664779.html"},"modified":"2018-05-17T13:03:00","modified_gmt":"2018-05-17T10:03:00","slug":"fanariotismo-nello-spazio-romeno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/guida-programmi\/pagine-di-storia\/fanariotismo-nello-spazio-romeno-id664779.html","title":{"rendered":"Fanariotismo nello spazio romeno"},"content":{"rendered":"<p>Nella storia della Romania, il Settecento \u00e8 noto come il secolo fanariota, che trae nome dal quartiere greco Fanar di Costantinopoli, da dove provenivano i principi della Valacchia e della Moldavia. Tradotto nel linguaggio della storiografia universale, il secolo fanariota romeno si chiamerebbe l&#8217;ancien r\u00e9gime. Se i romantici lo consideravano un secolo della corruzione e della decadenza generalizzata, gli storici dei nostri giorni lo ritengono, in ugual misura, un secolo della cultura e delle ricerche. I fanarioti erano membri delle ricchissime famiglie aristocratiche greche che si occupavano del commercio nella capitale ottomana. Controllavano il Patriarcato ecumenico ed erano penetrati nella gerarchia amministrativa ottomana, soprattutto come interpreti presso la Sublime Porta e le ambasciate. <\/p>\n<p>Culturalmente, l&#8217;epoca fanariota port\u00f2 lo stile di vita orientale e i suoi costumi, parallelamente al consolidamento del Cristianesimo ortodosso di lingua greca in tutti gli spazi d&#8217;influenza turca. A volta, il fanariotismo venne chiamato anche bizantinismo. Praticamente, cominci\u00f2 nella seconda met\u00e0 del Settecento. Altri storici lo ritengono una controparte orientale del barocco. Formalmente, nella storia della Romania i fanarioti apparvero nel 1711 in Moldavia, quando l&#8217;ultimo principe Dimitrie Cantemir si rifugi\u00f2 in Russia, e nel 1716 in Valacchia. Per oltre 100 anni, sui troni dei due principati romeni salirono parecchi principi provenienti da famiglie di origine greca quali Mavrocordat, Caragea, Sutu, Mavrogheni, Moruzi, albanese come Ghica, ma anche da famiglie romene grecizzate come Callimachi, o puramente romene come Racovita e Sturdza.<\/p>\n<p>Il Romanticismo ha attribuito all&#8217;orientalismo e al fanariotismo la responsabilit\u00e0 dell&#8217;arretratezza economica e la mancanza delle riforme politiche nella societ\u00e0 romena. Per\u00f2 va detto che sempre dalle file dei fanarioti furono reclutate le nuove elite nazionali che hanno sostenuto la modernizzazione e l&#8217;uscita della societ\u00e0 romena dai costumi validi fino al 1800. La storica Georgeta Filitti passa in rassegna le pecezioni rimaste fino ad oggi sull&#8217;eredit\u00e0 fanariota formalmente scomparsa nel 1821, dopo la Rivoluzione capeggiata da Tudor Vladimirescu. <\/p>\n<p>Le ricerche sulla storia della Romania non rese pubbliche indicano due epoche di massimo interesse. Per primo si tratta dell&#8217;epoca antica, quando i daci e i romani stavano qui, con l&#8217;impero. E poi l&#8217;epoca fanariota. Mentre l&#8217;antichit\u00e0 \u00e8 ritenuta un&#8217;epoca da glorificare, la seconda \u00e8 da criticare. Esiste la percezione che tutto quanto \u00e8 stato fatto di male viene dai fanarioti. Persino il nostro comportamento odierno viene attribuito sempre a loro. Per\u00f2 la nostra mentalit\u00e0 di oggi non \u00e8 necessariamente una conseguenza, per\u00f2 siamo sempre contenti di dare la colpa a qualcuno senza controllare noi stessi e pensare a cosa ne abbiamo fatto noi. Quest&#8217;immagine non \u00e8 dei nostri giorni; venne create dalla storiografia romantica, con Balcescu e Kogalniceanu in testa, per\u00f2 anche certi greci hanno demonetizzato totalmente i fanarioti. Il risultato \u00e8 stato completamente negativo. Per\u00f2, verso la fine del Novecento, lo storico Nicolae Iorga ha tentato di chiarire questi aspetti, spiega Georgeta Filitti. <\/p>\n<p>Le capitali dei due principati &#8211; Bucarest e Iasi &#8211; erano due capitali orientali, secondo il modello dell&#8217;epoca. Le scarse fonti iconografiche settecentesche indicano che a Bucarest e Iasi prevalevano le case piccole e poche chiese, in riva a fiumi di scarsa importanza. Nel secolo successivo, le due capitali acquisirono identit\u00e0 urbane pi\u00f9 accentuate, in particolare Bucarest. La capitale della Valacchia \u00e8 rappresentativa per quel periodo in quanto era la pi\u00f9 grande citt\u00e0, in cui si incontravano gli interessi economici della regione e, dopo il 1800, anche gli interessi politici delle Grandi Potenze europee, come Francia e Inghilterra. All&#8217;inizio del Novecento, Bucarest era un mix di etnie, un nodo economico crescente, con categorie sociali in cambiamento, riforme, crisi di autorit\u00e0 e istituzioni emergenti. Le elite immaginavano formule statali, cercando sostegno nelle cancellerie delle Grandi Potenze. In gran misura, la fisionomia di Iasi, capitale della Moldavia, corrispondeva a quella di Bucarest. Lungo i 200 anni, la storiografia romena ha offerto interpretazioni generalmente sfavorevoli ai fanarioti e alla loro storia. Per\u00f2 negli ultimi anni, alcuni autori hanno rivisto quel periodo, guardandolo in una maniera pi\u00f9 obiettiva. <\/p>\n<p>Tudor Dinu non si propone n\u00e8 di elogiare n\u00e8 di biasimare i fanarioti, ma semplicemente di presentare la storia di Bucarest sotto tutti gli aspetti. Nel momento in cui si entra nella profondit\u00e0 della vita bucarestina del Settecento fanariota, si constatano la presenza, l&#8217;influenza, il contributo, gli stabilimenti essenziali per la citt\u00e0 fondati da questi greci. Perch\u00e8? Perch\u00e8 nello spazio romeno spiccano certe presenze dinamiche: i greci, gli ebrei e gli armeni. Tra questi, i romeni si sono avvicinati di pi\u00f9 ai greci. Questo legame di cuore tra greci e romeni divent\u00f2 pi\u00f9 forte in quel periodo. I mercanti, il movimento commerciale, quel mercato di Bucarest, fecero convergere correnti di idee del tutto inaspettate, l&#8217;organizzazione del commercio, i costumi, le relazioni degli abitanti del posto con i greci. Al di sopra di tutti stavano i principi fanarioti. E&#8217; un&#8217;immagine equilibrata e corretta, ma anche nuova per tanta gente, ha concluso Georgeta Filitti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella storia della Romania, il Settecento \u00e8 noto come il secolo fanariota, che trae nome dal quartiere greco Fanar di Costantinopoli, da dove provenivano i principi della Valacchia e della Moldavia.<\/p>\n","protected":false},"author":127,"featured_media":130348,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[132207],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-664779","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pagine-di-storia"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Fanariotismo nello spazio romeno - Radio Romania Internazionale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rri.ro\/it\/guida-programmi\/pagine-di-storia\/fanariotismo-nello-spazio-romeno-id664779.html\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Fanariotismo nello spazio romeno - 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