{"id":665771,"date":"2015-06-04T18:03:00","date_gmt":"2015-06-04T15:03:00","guid":{"rendered":"http:\/\/devrri.freshlemon.ro\/news\/storie-sul-mar-nero-id665771.html"},"modified":"2015-06-04T18:03:00","modified_gmt":"2015-06-04T15:03:00","slug":"storie-sul-mar-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/guida-programmi\/terre-e-sapori\/storie-sul-mar-nero-id665771.html","title":{"rendered":"Storie sul Mar Nero"},"content":{"rendered":"<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#8220;Black Sea Tales&#8221;, ossia &#8220;Storie sul Mar Nero&#8221;, si chiama un interessantissimo progetto dedicato alla Dobrugia, regione storica nel sud-est della Romania, e alle civilt\u00e0 succedutesi lungo i secoli nel bacino del Mar Nero. La Dobrugia, soprattutto i paesini della sua parte pi\u00f9 bella, il Delta del Danubio, sono sinonimo di multiculturalit\u00e0, racchiudendo una grande concentrazione di etnie, tra russi di antico rito ortodosso, ucraini, turchi, tartari, bulgari, tedeschi, greci, armeni, macedoni, aromeni, italiani, e tanti altri, che vantano tradizioni uniche. Di questa multiculturalit\u00e0, delle leggende della Dobrugia e delle sue attrattive turistiche parla il sito <a href=http:\/\/www.black-sea.travel\/>www.black-sea.travel<\/a>, creato nellambito dellambizioso progetto &#8220;Storie sul Mar Nero&#8221;, coordinato dal giornalista romeno Cristian Cealera.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#8220;Black Sea Tales \u00e8 nato alla fine del 2013 grazie allincontro tra me, il titolare di unagenzia viaggi di Costanza, Cristian Barhalescu, e Valentin Coman, il presidente del Gruppo per Giornalismo, Cultura e Comunicazione di Costanza. Per questo progetto abbiamo valorizzato i documentari sulla Dobrugia che avevo realizzato per una tv locale. Per questo sito ho scritto oltre 400 storie sulla Dobrugia. Black Sea Tales \u00e8 partito ufficialmente a febbraio 2014 con il lancio del sito <a href=http:\/\/www.black-sea.travel\/>www.black-sea.travel<\/a>. Adesso, a ben pi\u00f9 di un anno, continuiamo a raccontarci sul sito le storie della Dobrugia e delle civilt\u00e0 nel bacino del Mar Nero. Abbiamo puntato su una piattaforma on line dinamica, che offrisse storie interessanti per tutti, riportando alla ribalta leggende, tradizioni, attrattive turistiche e la gastronomia locale. La Dobrugia \u00e8 una terra unica perch\u00e8 comospolita, grazie al mix di minoranze nazionali che ci convivono da secoli. Ciascuna di queste etnie ha una sua identit\u00e0, fatta di usanze, costumi popolari, storie, leggende e pietanze tipiche. Sono ben 16 le lingue in cui le informazioni sono disponibili attualmente sul sito, tra cui litaliano, lolandese, il greco, il giapponese, il polacco e il tedesco&#8221;, ha precisato per RRI il giornalista Cristian Cealera, manager del progetto Black Sea Tales.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>In seguito ai primi sbarchi dei navigatori e commercianti greci sulle coste del Ponto Eussino, nome con cui designavano i greci il Mar Nero, furono insediate le colonie di Histria, Tomi e Callatis. Il punto di partenza del viaggio virtuale alla scoperta delle civilt\u00e0 nel bacino del Mar Nero cui ci invita il sito <a href=http:\/\/www.black-sea.travel\/>www.black-sea.travel<\/a> \u00e8 Costanza, citt\u00e0 ricca di storie e leggende, anticamente chiamata Tomi e apparsa nel settimo-quinto secolo avanti Cristo. Tomi fu la seconda patria del poeta romano Ovidio, il quale, esule, vi pass\u00f2 gli ultimi 8 anni della sua vita. La sua statua sorge a tuttoggi a Costanza. Durante lepoca romano-bizantina Tomi divent\u00f2 unimportante centro religioso cristiano. Vi si diffuse il cristianesimo di origine apostolica grazie allapostolo Andrea. Fu in questo periodo che venne chiamata Costanzia, nome dato da Costantino il Grande, in onore di sua sorella Costanzia. Nel decimo e tredicesimo secolo fu un florido porto, soprattutto sotto linflusso dei genovesi, che vi costruirono un faro. Costanza conobbe un periodo di forte sviluppo verso la fine del 19esimo secolo, quando il Servizio Marittimo Romeno apr\u00ec linee marittime verso Costantinopoli, Pireo e persino Rotterdam. Florido porto fluviale e marittimo anche ai nostri giorni, Costanza \u00e8 capoluogo dellomonima provincia, una vera scoperta per gli appassionati di storia e turismo culturale. Lacitt\u00e0 di Costanza vanta il maggiore numero di vestigia antiche nel paese. \u00c8 ricca di siti archeologici come quello di Histria, risalente a 7000 anni fa, e Tropaeum Traiani di Adamclisi, certificato di nascita del popolo romeno, eretto dai romani in seguito alla conquista di questi territori, quando \u00e8 iniziata la simbiosi tra i romani e le trib\u00f9 daciche. Ospita la famosa grotta di SanAndrea, che convert\u00ec al cristianesimo questa parte del mondo e che ci visse per anni.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Unaltra importante citt\u00e0-porto sul Mar Nero \u00e8 Mangalia, dallantico nome Callatis, fondata nel sesto secolo avanti Cristo, che nel quarto secolo avanti Cristo gi\u00e0 viveva un periodo di prosperit\u00e0 economica. In quel periodo, secondo il modello della citt\u00e0-stato greca, a Callatis furono ampliati i confini urbani, estese il sistema difensivo murario e le strutture portuali, furono eretti templi, edifici pubblici e monumenti. Tramite il suo porto si svolgeva un intenso scambio di merci. Dalla Grecia venivano portati vini, olii e spezie, mentre da Callatis partivano navi cariche di grano, pesce secco e legno. Con il primo secolo avanti Cristo cominci\u00f2 lavanzata dellImpero Romano e Callatis fu sottomessa a Roma, vivendo in seguito un nuovo periodo di prosperit\u00e0. Fu abbandonata nei primi decenni del VII secolo dopo Cristo per i continui attacchi di popoli avaro-slavi che alla fine la distrussero. Sopra i resti dellantica Callatis sorge ai nostri giorni la citt\u00e0 moderna di Mangalia, la seconda per grandezza sul litorale romeno del Mar Nero, dopo quella di Costanza. Il nome di &#8220;Mangalia&#8221; proviene da Pangalia, che nel greco bizantino significava &#8220;la pi\u00f9 bella&#8221;. Le prime vestigia dellex citadella greca riemersero appena nel decimo secolo dopo Cristo e si conservano attualmente in un sito archeologico. Al &#8220;Museo di Archeologia&#8221; di Callatis potete vedere i reperti scoperti lungo il tempo.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#8220;Chi non conosce affatto la Dobrugia dovrebbe andare prima di tutto a visitare i ruderi delle antiche citadelle sul Mar Nero, Tomi, Callatis e Histria, e poi antiche citadelle meno note, ma altrettanto interessanti, come lantica citadella Ulmetum, sita a qualche decina di km da Costanza, oppure Ibida, nella provincia di Tulcea. Se dovessi raccomandare alcune soste in luoghi rappresentativi per la storia della Dobrugia, consiglierei immancabilmente una visita allantica citadella Histria e unaltra a Jurilovca, che ospita una numerosa comunit\u00e0 di russi di antico rito ortodosso e vicino alla quale si trovano i ruderi della pi\u00f9 antica colonia fondata dai greci, Orgame, ribattezzata dai Romani Argamum.&#8221;, racconta il giornalista Cristian Cealera.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Jurilovca, sita tra le citt\u00e0 di Tulcea e Costanza, \u00e8 un paesino deltaico tipico, che ospita attualmente la maggiore comunit\u00e0 di pescatori del Delta del Danubio, offrendo unimmersione nelle tradizioni e usanze dei russi di antico rito ortodosso, i suoi fondatori allinizio del 19esmo secolo. A 6 km da Jurilovca, sulle sponde del lago Razim, della fortezza greco-romana Argamum, risalente ai secoli VII-VI avanti Cristo, sono ancora visibili un portone, il muro di difesa, strade e basiliche paleocristiane. Il giornalista Cristian Cealera ci invita anche ad un breve tufo nella gastronomia.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#8220;Se dovessi fare una raccomandazione gastronomica, inviterei i turisti che giungono in Dobrugia ad assaggiare la foccaccia al porro preparata dagli etnci aromeni, oppure lo sciuberek della zona Cobadin o Techirghiol, una specie di calzone tipico tartaro, fritto nellolio, con ripieno di carne, formaggio o vedure, oppure le pietanze di pesce dei russi di antico rito ortodosso, a Ghindaresti. Sono tante le prelibatezze tipiche delle varie etnie della Dobrugia che vi stuzzicheranno il palato una volta messo il piede in questa regione unica in Romania&#8221;, ha detto a RRI il giornalista Cristian Cealera. <\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBlack Sea Tales, ossia \u201cStorie sul Mar Nero, \u00e8 un interessantissimo progetto dedicato alla Dobrugia, regione storica nel sud-est della Romania, e alle civilt\u00e0 succedutesi lungo i secoli nel bacino del Mar Nero.<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":169009,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[132209],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-665771","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-terre-e-sapori"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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