{"id":665810,"date":"2016-12-19T19:24:00","date_gmt":"2016-12-19T17:24:00","guid":{"rendered":"http:\/\/devrri.freshlemon.ro\/news\/la-tecnica-tradizionale-delle-scoarte-nel-patrimonio-mondiale-immateriale-dellumanita-id665810.html"},"modified":"2016-12-19T19:24:00","modified_gmt":"2016-12-19T17:24:00","slug":"la-tecnica-tradizionale-delle-scoarte-nel-patrimonio-mondiale-immateriale-dellumanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/guida-programmi\/terre-e-sapori\/la-tecnica-tradizionale-delle-scoarte-nel-patrimonio-mondiale-immateriale-dellumanita-id665810.html","title":{"rendered":"La tecnica tradizionale delle &#8220;scoar\u0163e&#8221; nel Patrimonio Mondiale Immateriale dell&#8217;Umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><span style=line-height: 1.6em;>Lo scorso 1 dicembre, in coincidenza con la <\/span><span style=line-height: 1.6em;>Festa Nazionale della Romania, la tecnica tradizionale degli arazzi tessuti al telaio, chiamati scoar\u0163e, tipica della Romania e della confinante Moldova (repubblica ex sovietica, a maggioranza romenofona) \u00e8 stata introdotta nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dellUmanit\u00e0 dellUnesco. Questi arazzi, fatti nelle comunit\u00e0 di artigiani e ritenuti attualmente opere darte, sono adoperati per decorare le pareti interne delle case, ma anche durante certe cerimonie, <\/span>come quelle funebri, o come parte del baule della dote<span style=line-height: 1.6em;>. Le scoar\u0163e tipiche romene sono contraddistinte dalla variet\u00e0 e vivacit\u00e0 dei colori e dalla presenza di motivi geometrici, vegetali, figurali (animali e persone, spesso donne che ballano il girotondo) e di motivi simbolici, come lalbero della vita. <\/span><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Il 17 ottobre del 2003, la Conferenza Generale Unesco approvava la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, per la tutela della cultura tradizionale e del folclore del nostro Pianeta. Con questa convenzione lUnesco si prefiggeva di salvaguardare tradizioni, saperi, espressioni linguistiche e artistiche che si manifestano nel teatro e nella musica, celebrazioni religiose e riti, tecniche tradizionali di artigianato e arti varie, tramandate di generazione. Con linclusione delle scoar\u0163e nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dellUnesco, salgono ormai a cinque i beni immateriali romeni patrimonio dellUmanit\u00e0. La Romania vanta nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dellUmanit\u00e0 anche il rito del &#8220;C\u0103lu\u015f&#8221;, incluso nel 2005, il canto nostalgico fondamentale del folclore romeno &#8220;doin\u0103&#8221;, incluso nel 2009, la ceramica di Horezu, inclusa nel 2012, e lusanza natalizia dei gruppi di giovani auguratori, inclusa nel 2013.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<div> <\/div>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Il &#8220;C\u0103lu\u015f&#8221; \u00e8 una danza popolare rituale caratterizzata da forza, agilit\u00e0 e ritmo, tipica soprattutto per le regioni Oltenia e Moldavia, ballata dai giovani nella settimana della Pentecoste attorno al frutto del nocciolo chiamato &#8220;c\u0103lu\u015f&#8221;. Il <em>C\u0103lu\u015f <\/em>\u00e8 eseguito da gruppi di ragazzi chiamati C\u0103lu\u015fari secondo una gerarchia. Nel gruppo di C\u0103lu\u015fari troviamo un Capo, un aiutante del Capo, il Muto, il Portabandiera e via dicendo. I ragazzi danzano, fino allesaurimento fisico, con salti ritmici, fasciati di nastri rossi e con fazzoletti ricamati alla vita e indossando cappellini con perline e nastri variopinti e ciocie con speroni di metallo tintinnanti. Nel passato si credeva che questa danza avesse poteri protettivi sulla gente, ma anche sul bestiame e sul raccolto, proteggendo dalle malattie e cacciando via gli spiriti maligni, ma anche che restituisse la fertilit\u00e0 alla terra. Il rito magico del <em style=line-height: 20.8px;>C\u0103lu\u015f <\/em>veniva compiuto<strong> <\/strong>tra lalba e il tramonto, affinch\u00e8 i c\u0103lu\u015fari fossero protetti dalla luce del sole che si credeva mantenesse lontane le \u201cIele\u201d (ossia le fate maligne). <\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<div> <\/div>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Dal canto suo, la doina\u00e8 una canzone tradizionale romena, lirica, solenne e improvvisata che parla dei profondi timori della natura umana: la gioia, la tristezza, la nostalgia, lamore, la solitudine, la guerra, il passare del tempo e linvecchiamento. Si trasmette oralmente da padre a figlio, lautore \u00e8 sempre anonimo e ogni interprete ha la libert\u00e0 di migliorare il testo. Viene cantata da una sola persona, con o senza accompagnamento musicale.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Fiore allocchiello dellartigianato romeno, la ceramica di Horezu, il terzo bene immateriale romeno inserito nella lista Unesco, \u00e8 apprezzatissima per i suoi inediti disegni molto fini realizzati con un corno di bue con in testa una penna doca oppure con una punta metallica. I colori tradizionali sono locra, il verde e lazzurro e i motivi decorativi prediletti dei mastri ceramisti di Horezu sono londa, la spirale, il serpente. Ma protagonista assoluto dei disegni sulla ceramica \u00e8 il gallo, simbolo cristiano, tipico della tradizione bizantina, cui \u00e8 dedicato in Romania anche un famoso festival annuo. Dal canto suo, il rituale natalizio dei gruppi di auguratori, tipico della Romania, ma anche della confinante Moldova (repubblica ex sovietica, a maggioranza romenofona), praticato da ogni generazione di giovani dei villaggi romeni, che vanno in giro per le case per cantare canti natalizi, ha limportante ruolo di preservare lidentit\u00e0 sociale e di assicurare la coesione delle comunit\u00e0 in cui viene praticato, conferendo un sentimento di prestigio, come rilevato dallUnesco.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<div> <\/div>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Va ricordato che 60 anni fa, il 27 luglio del 1956, la Romania diventava membro dellUnesco. Per celebrare i suoi 60 anni di esistenza, a dicembre, la Commissione Nazionale Romena per lUNESCO ha invitato il pubblico alle &#8220;Porte aperte alla Commissione Nazionale Romena per lUNESCO&#8221;. Levento si \u00e8 proposto di portare allattenzione del pubblico il ruolo Unesco nella promozione della collaborazione tra nazioni tramite la cultura, leducazione, la scienza, la comunicazione e linformazione. In programma una serie di mostre, tra cui quella del pittore e restauratore Mihail Gavril<em>, <\/em>intitolata &#8220;Larcipelago UNESCO in Romania&#8221;, formata di dipinti monumentali su pannelli, dedicata ai 7 siti culturali e naturali inclusi nella lista del Patrimonio Mondiale Materiale dellUnesco per la loro rilevanza culturale o scientifica: il Delta del Danubio, le chiese ortodosse ad affreschi esterni della Bucovina, le chiese ortodosse in legno del Maramures, le sei Fortezze Daciche dei Monti Orastie, i paesini sassoni con chiese fortificate della Transilvania, il Monastero Hurezi, della regione storica Oltenia, e il centro storico della citt\u00e0 di Sighi\u015foara. Al Delta del Danubio \u00e8 stata dedicata, nellambito delle &#8220;Porte aperte alla Commissione Nazionale Romena per lUNESCO&#8221;, una seconda mostra, questa volta di foto, firmata da Helmut Ignat, fotografo per <em>&#8220;National Geographic Rom\u00e2nia&#8221; <\/em>e <em>&#8220;National Geographic Traveller&#8221; <\/em>dal 2009, chiamata &#8220;I colori del Delta del Danubio&#8221;. Il 15 dicembre si \u00e8 tenuta &#8220;Il Gala Romania &#8211; UNESCO: 60 anni<em>&#8220;, <\/em>dove \u00e8 stato lanciato lomonimo libro, che presenta la Commissione Nazionale Romena per lUnesco e i principali momenti della sua attivit\u00e0 di sei decenni.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 1 dicembre, la tecnica tradizionale degli arazzi chiamati scoar\u0163e, tipica della Romania e della confinante Moldova, \u00e8 stata introdotta nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell&#8217;Umanit\u00e0 dell&#8217;Unesco.<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":665811,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[132209],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-665810","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-terre-e-sapori"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La tecnica tradizionale delle &quot;scoar\u0163e&quot; 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