{"id":670560,"date":"2013-01-20T12:09:00","date_gmt":"2013-01-20T10:09:00","guid":{"rendered":"http:\/\/devrri.freshlemon.ro\/news\/breve-storia-di-radio-romania-internazionale-id670560.html"},"modified":"2013-01-20T12:09:00","modified_gmt":"2013-01-20T10:09:00","slug":"breve-storia-di-radio-romania-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/radio-romania\/cenni-storici-su-rri\/breve-storia-di-radio-romania-internazionale-id670560.html","title":{"rendered":"Breve storia di Radio Romania Internazionale"},"content":{"rendered":"<p>I primi programmi radio sperimentali trasmessi dalla Romania allestero erano programmi musicali. Era nel 1927, un anno prima della creazione della Radio pubblica romena. Negli anni 20 del XX secolo, un edificio ottocentesco di Bucarest, che custodisce oggi il Museo della Letteratura  Romena, ospitava lIstituto Elettrotecnico Universitario. Lo storico Eugen Denize, eccezionale studioso della radiofonia romena, sostiene che, nel 1927, nei laboratori dellistituto fu costruita unemittente romena, dalla potenza di 200 W, che funzionava sulla lunghezza donda di 280 metri. Era gi\u00e0 la terza emittente sperimentale romena, ma in questo caso i programmi venivano annunciati in quattro lingue: romeno, francese, tedesco e italiano. Con una capacit\u00e0 di trasmettere a circa 1000 km, poteva essere recepita anche allestero, nellEuropa e nel Medio Oriente.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u201cTramite questa emittente si sono fatti sentire per la prima volta al microfono gli artisti dellOpera Romena, sono stati trasmessi i concerti dallAuditorium Romeno e sono state trasmesse, nellinverno dello stesso anno, le sinfonie di Beethoven, scriveva Eugen Denize, nella sua Storia della Societ\u00e0 Romena di Radiodiffusione.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Praticamente, il 1927 firm\u00f2 latto di nascita dei programmi sperimentali per lestero trasmessi dalla Romania. Sebbene non fosse una emittente ufficiale, quella dellIstituto Elettrotecnico contemplava, effettivamente, anche lascoltatore di altri Paesi e \u2013 cosa indispensabile \u2013 aveva la capacit\u00e0 tecnica di raggiungerlo. Ovviamente, la comunicazione via radio non ebbe frontiere sin dallinizio, oltre a quelli di ordine tecnico, dalla potenza di copertura hertziana.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>In Romania, il primo programma ufficiale nazionale andava in onda il 1 novembre del 1928, con un trasmettitore da 400 watt, sulla lunghezza donda di 401,6 metri. Ledificio della Societ\u00e0 di Diffusione Radiotelefonica, come si chiamava allinizio, si trovava allo stesso indirizzo dal quale comunichiamo anche ora con voi \u2013 Via General Berthelot 60-64, nel centro di Bucarest. Erano passati due decenni dallinstallazione della prima emittente di radiotelegrafia in Romania, nel porto di Costanza (sud-est).<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Nel 1932, i programmi potevano essere sentiti fino a Nuova Zelanda. Due anni prima, il Consolato romeno di Palestina inoltrava alle autorit\u00e0 romene la sollecitazione di un gran numero di cittadini di ascoltare da Bucarest anche informazioni in francese.  <\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Le prime trasmissioni propriamente &#8211; dette in lingue straniere della Societ\u00e0 Romena di Radio andarono in onda allinizio degli anni 30 del XX secolo, ed erano destinate allinformazione del corpo diplomatico accreditato a Bucarest.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p> I primi programmi del genere sono realizzati a partire dal 1932 e si tratta di notiziari in francese e inglese trasmessi prima di chiudere lemissione, un quarto prima della mezzanotte, scrive lo storico Eugen Denize nel suo primo volume dedicato alla storia della Societ\u00e0 Romena di Radiodiffusione.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Praticamente, a conclusione dei programmi quotidiani in romeno, erano mandate in onda le cosiddette \u201cminiature di emissioni parlate, che facevano riferimento allo specifico romeno, come si esprimeva un documento dei nostri archivi. Erano brevi informazioni in francese e tedesco (citiamo da un documento dellepoca) \u201csulla ricchezza, leconomia, la cultura e le creazioni della Romania.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Seguirono notiziari in italiano e tedesco, trasmessi alla stessa ora, in alternanza con quelli in inglese e francese. Daltronde, negli anni immediatamente successivi, lascoltatore straniero divent\u00f2 argomento di studio molto attento da parte delle autorit\u00e0, con la creazione della Societ\u00e0 Nazionale di Radio.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>La Romania, come gli altri Paesi, aveva scoperto uno straordinario strumento per presentarsi al mondo. Seguirono serate speciali dedicate ad altri Paesi, i programmi di scambi, e gi\u00e0 dal 1930 furono trasmesse periodicamente pagine dai classici della letteratura romena nelle lingue francese, italiano e tedesco, appositamente tradotte.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>I dati non sono per\u00f2 molto precisi, mentre i ricordi e persino le fonti scritte offrono un quadro lievemente confuso, ma tanto piu affascinante. Il quadro di un periodo ancora idillico della storia dEuropa e del mondo che, pur se avevano vissuto un guerra mondiale e avevano cominciato a essere in contatto con lUrss di Stalin e la Germania di Hitler, non avevano conosciuto i grandi orrori del secolo scorso \u2013 il nazismo e il comunismo.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Sulla Rivista \u201cRadiofonia di prima della seconda guerra mondiale, i colleghi degli Archivi della SRR hanno letto che a partire da marzo 1933, dalle ore 23:00 (ora romena), ore 21:00 GMT, approfittando del fatto che le sue emissioni erano effettivamente recepite in tutto il bacino del Mediterraneo, in Germania, e persino in Australia, la Societ\u00e0 Romena di Radiodiffusione cominci\u00f2 a trasmettere due volte la settimana unemissione dal nome \u201cPer informare allestero. Marted\u00ec lemissione veniva trasmessa in francese e venerd\u00ec, quindi gioved\u00ec, in tedesco.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Al solito cerano conferenze sulla vita artistica, lofferta turistica e, a volte, sulle opportunit\u00e0 economiche della Romania. La prima conferenza in francese, trasmessa il 21 marzo 1933, era del prof.Alexandru Busuioceanu, si intitolava \u201cLa vita artistica in Romania. La conferenza in tedesco del 24 marzo 1933 apparteneva a Paul Zarifopol ed era dedicata alla \u201cVita letteraria in Romania. Seguirono piccole pause e vacanze, conferenze sul sommo poeta romeno Mihai Eminescu, sul romanzo \u201cLa sommossa di Liviu Rebreanu, sui monumenti bizantini della Romania, ma anche su temi riguardanti il paesaggio romeno, la poesia popolare, le stazioni balneari, la citt\u00e0 di Bucarest, le colline e le pianure romene, ecc.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Ad agosto 1933, una lettera di John Hardie della Scozia confermava tra laltro che veniva ben recepita la trasmissione, che cominciava, pare, con lannuncio \u201cRadio Bucarest sperimentale, su sfondo musicale. Altre fonti piazzano diversamente il primo messaggio scritto ricevuto da noi: sembra che la prima lettera arrivata in radio dallestero fosse dallEgitto. DallItalia ha scritto per la prima volta un signore di nome Oscar Laurenti, nel 1934: era di Napoli e scrisse in francese. Esprimeva il suo entusiasmo per il modo di interpretazione dellopera \u201cLucia di Lamermoor e chiedeva dettagli sulla stazione emittente.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Come risulta da \u201cRadio Adevarul no.349, del 1935 si trasmette la sera, alle 23:45 (ora romena) un \u201cGiornale per lestero, in francese e tedesco. Abbiamo persino la testimonianza telefonica estremamente commovente di un ascoltatore italiano,  il prof. Luigi Meneguzzi di Padova. Io ascolto questi programmi dal 1938. Erano notiziari in francese, trasmessi la sera, prima della chiusura del programma, ci raccontava Luigi Meneguzzi.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Un punto di riferimento per la radiofonia romena per lestero fu il 12 febbraio 1939, quando fu lanciata unemissione complessa sulla Romania per lAmerica, di cui si affermava sulla rivista \u201cRadio Universal, che \u00e8 stata \u201ccreata quale mezzo di propaganda per la partecipazione della Romania allEsposizione Universale di New York. Nel programma si potevano ascoltare, tra laltro, Il poema romeno di George Enescu, un brano folcloristico dalla voce della grande cantante Maria Tanase, lorchestra diretta dal noto Grigoras Dinicu, che eseguiva un girotondo, brani folcloristici romeni dalla voce di Valentina Cretoiu Cassian e di George Folescu.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Nelledizione del 19 febbraio 1939 della rivista \u201cRadio-Adevarul, lemissione fu ritenuta un \u201cevento epocale. Il programma includeva interviste e musica e fu ritrasmesso dalle emittenti americane. Le Teche di Radio Romania conservano la registrazione della canzone interpretata da Maria Tanase. La prima conferma del fatto che negli USA era recepito un programma in inglese da Radio Bucarest, risale, quindi, a febbraio 1939, ed \u00e8 considerata la data di nascita delle produzioni radiofoniche romene a destinazione transoceanica.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>I programmi in lingue straniere sono stati introdotti in seguito ad uniniziativa governativa. Sebbene la Societ\u00e0 Romena di Radiodiffusione fosse mista, il 60% a capitale statale e il 40% privato, nel Consiglio di amministrazione e nel Comitato Direttivo, le decisioni importanti venivano prese a seconda degli interessi dello stato romeno. I programmi furono introdotti appunto per presentare allestero le realt\u00e0 romene, la cultura e le realt\u00e0 del Paese. Si tratt\u00f2 di uniniziativa governativa volta a far meglio conoscere la Romania allestero.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Lo storico Eugen Denize sottolineava la destinazione dei programmi in varie lingue a Bucarest. \u201cIn linea di massima, i programmi in lingue straniere hanno occupato un posto abbastanza importante nel palinsesto della Societ\u00e0 Romena di Radiodiffusione nel periodo interbellico. Fino allinizio della guerra ebbero un carattere diverso, di informare il pubblico straniero sulle realt\u00e0 romene. Allo scoppio della guerra, i programmi rivestirono un carattere pi\u00f9 propagandistico. Dopo lingresso della Romania in guerra, i programmi sostenevano lazione militare romena sul fronte orientale, scriveva Eugen Denize.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Il contenuto dei programmi per lestero ebbe come modello le emittenti straniere, in special modo quelle francesi e inglesi. Eugen Denize precisa che, sin dallinizio, i programmi per lestero presentavano in rubriche proprie la sintesi degli eventi romeni, notizie politiche, economiche, culturali, sportive, nonch\u00e8 le relazioni della Romania con altri Paesi.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u201cQuesti programmi erano abbastanza difficilmente recepiti allestero, scriveva il prof. Denize. Fino alla guerra, i programmi in francese, inglese, tedesco e italiano andavano in onde medie, con scarso impatto allestero. Pi\u00f9 tardi, quando cominciarono le trasmissioni su onde corte, si riusc\u00ec a emettere pi\u00f9 lontano. Ma dalle statistiche della Societ\u00e0, risulta che, negli anni \u201838-40, moltissimi punti dellEuropa non erano coperti. Si trasmetteva dal nord della capitale Bucarest, da Baneasa, su onde di 34,2 metri, ma la potenza del trasmettitore non riusciva a coprire integralmente lo spazio europeo. Questi programmi erano per\u00f2 ben recepiti nella zona dei Balcani e del Medio Oriente, a causa del rilievo e della propagazione delle onde, scriveva ancora Eugen Denize.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nIl regime comunista insediato con la forza dallUrss segn\u00f2 in modo doloroso anche la storia della Societ\u00e0 Romena di Radiodiffusione. Sotto linsegna della \u201cguerra fredda condotta allest della Cortina di ferro, lidea di propaganda diventa determinante, cosi che i programmi per lestero sono usati come strumenti prettamente per la disinformazione. Eppure, dai programmi non mancavano gli argomenti culturali, sportivi, di musica romena.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Il 21 dicembre del 1946, fu creata una nuova emittente romena per lestero, chiamata Romania Libera. Il Consiglio di Amministrazione precisava allepoca, nella Relazione su questo tipo di programmi radiofonici che con le trasmissioni per lestero furono fatti palesi a tutto il mondo gli impegni del popolo romeno per la democratizzazione del paese. Cio\u00e8 comunistizzazione! Nel 1948 erano trasmessi da Bucarest programmi in francese, inglese, russo, serbo e tedesco.<br \/>&#13;<br \/>\n<br \/>&#13;<br \/>\nQuale fu levoluzione dei programmi radiofonici romeni per lestero, in diverse lingue? La memoria dei colleghi con decine di anni di esperienza, la memoria scritta degli Archivi della Radio, ma anche la memoria magnetica delle Teche di Radio Romania, ci sono state indispensabili per rifare quanto meglio la storia dei programmi per lestero mandati in onda da Bucarest.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Il primo programma in romeno per lestero risale a 10 luglio 1950 e veniva trasmesso su onde corte, parallelamente alla radio \u201cRomania libera che trasmetteva sempre su onde corte. Ambedue avevano programmi di 30 minuti.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>La storia della redazione francese dopo la ultiuma guerra mondiale \u00e8 cominciata con Andr\u00e9e Fleury, vissuta fino a 100 anni e cinque mesi. Alcuni giornalisti hanno continuato la carriera radiofonica a grandi emittenti del mondo, tra cui Radio France, RFI e Radio Europa Libera. Elena Murgu e Alain Paruit sono solo due esempi.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Alla redazione inglese, i programmi del dopoguerra sono cominciati con i coniugi Edith e Max Eisinger, con studi in Gran Bretagna e appassionati della radio, seguiti a poco tempo da Catinca Ralea, grande giornalista ed esponente del mondo culturale. Allinizio degli anni 60 fu capo della sezione inglese Eugen Preda, il primo direttore generale della Societ\u00e0 Romena di radiodiffusione dopo il crollo del comunismo, nel 1989. Vanno ricordate le interviste eccezionali realizzate da Catinca Ralea, tra altri con scrittori quali Saul Bellow, William Saroyan, Alvin Toffler, Iris Murdoch, con musicisti quali Yehudi Menuhin e Arthur Rubinstein, con lo scultore Henry Moore, o con politici quali Margaret Thatcher ed Edward Kennedy.<br \/>&#13;<br \/>\n<br \/>&#13;<br \/>\nLungo il tempo, la redazione tedesca ha avuto come collaboratori esponenti di spicco, tra cui  i poeti di espressione tedesca Alfred Margul Sperber e Franz Johannes Bulhardt, lattrice Margot Goettling, laureatasi a Vienna, presentatori e conduttori eccezionali: Ingrid Kloos, Heidemarie Papp, Otto Schneider, Erwin Sacher o Ilse Borcea, giornalisti di talento quali Richard Lang e Juergen Salzer.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Il programma in idisch fu creato nel 1950 allinterno della Redazione minoranze, e nel 1951 pass\u00f2 a quella dei programmi per lestero. Cess\u00f2 la sua esistenza nel 1955, secondo alcune fonti. Lo storico Eugen Denize afferma pero che essa continua a funzionare e nel 1957 cera fra le 11 lingue in cui si trasmetteva: russo, inglese, francese, italiano, spagnolo, tedesco, turco, iraniano, idisch, greco, serbo.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Nel 1952, Radio Bucarest ha ricominciato a trasmettere in italiano, attraverso la voce dei simpatici italiani Ugo Merola e Walter Bencivenga, cui si aggiunse nel 1952 con slancio giovanile e talento, Florin Velcu. \u201cI programmi cominciati nel 1952 includevano tre emissioni di unora al giorno, ricorda Florin Velcu.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nGli inizi della redazione spagnola risalgono al 15 marzo 1955, ore 20:00. Allorigine delle trasmissioni in spagnolo fu, praticamente, Hortensia Roman, la madre del politico Petre Roman, il primo premier romeno dopo la caduta del comunismo nel 1989. La signora Roman si era rifugiata per motivi politici a Bucarest dopo la Guerra civile di Spagna.<br \/>&#13;<br \/>\n<br \/>&#13;<br \/>\nIl 15 luglio del 1957 fu creata la sezione turca, tra i membri fondatori annoverandosi Melike Roman. I programmi in turco cessarono il 27 marzo 2004, contemporaneamente a quelli in bulgaro, greco, magiaro e portoghese.<br \/>&#13;<br \/>\n<br \/>&#13;<br \/>\nNegli anni 50 presso Radio Bucarest ci furono programmi in russo per lesercito sovietico e gli esperti sovietici. Con il loro ritiro, nella seconda met\u00e0 degli anni 50, questi programmi furono chiusi. Nel 1975 fu creata la sezione russa.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>I primi programmi in arabo vennero mandati in onda nel 1961, ed ebbero unepoca di vera gloria negli anni \u201860-70, quando la Romania aveva una politica di cooperazione sia con gli stati arabi che con Israele, recando il suo contributo al processo di pace nel Medio Oriente.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Dopo la Rivoluzione anticomunista romena del dicembre 1989, Radio Bucarest \u00e8 diventata Radio Romania Internazionale; le emissioni avevano un ruolo del tutto diverso, le redazioni furono ringiovanite intensamente, puntando verso lavvenire, verso il reinserimento della Romania nel mondo democratico e il ripristino dei legami con i connazionali del mondo.  Dal 2004, Radio Romania Internazionale si \u00e8 riorganizzata in due emittenti per lestero, una in lingua romena e unaltra in lingue straniere: inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, arabo, cinese, serbo,  russo e ucraino, in onde corte e internet, per un totale di 25,5 ore al giorno, ovvero pi\u00f9 di 9300 ore allanno.<br \/>&#13;\n <\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Radio Romania Internazionale copre ampie aree di Europa, delle Americhe, del Medio Oriente, del Nord Africa, dellAustralia, tramite i programmi in onde corte (analogico e digitale), via satellite, Internet e cavo. Complessivamente, RRI trasmette 54 ore di programma al giorno.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Contenuti editoriali sono disponibili anche su Facebook, Twitter o Flickr, nonch\u00e8  su alcune emittenti partner, on air e online, in Europa e America del Nord.  Alcuni programmi sono disponibili anche on demand, per una settimana, sul sito di Radio Romania Internazionale, <a href=http:\/\/www.rri.ro\/>www.rri.ro<\/a>.  <\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Tutta questa storia dei programmi romeni per lestero non sarebbe esistita per\u00f2,  se il nostro lavoro giornalistico non fosse arrivato nelle vostre case e, soprattutto, se non fosse stato di vostro gradimento. Un segno sullindice di gradimento dei nostri programmi \u00e8 anche il fatto che avete partecipato sempre, in gran numero, ai nostri concorsi di cultura generale, organizzati negli ultimi 20 anni.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Le vostre risposte alle domande dei nostri concorsi ci hanno dimostrato che vi interessa realmente tutto quanto significa Romania. Coloro che hanno vinto soggiorni in Romania \u2013 amici di numerosi Paesi, come Italia, Germania, Austria, Belgio, Francia, Spagna, Olanda, Danimarca, Stati Uniti, Brasile, Irlanda, Cina, Russia, Ucraina  ecc. &#8211; sono giunti come amici e ascoltatori di RRI e, senza eccezione, sono partiti come amici della Romania ! E la storia di questa salda amicizia continua!<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I primi programmi radio sperimentali trasmessi dalla Romania allestero erano programmi musicali. 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