{"id":927914,"date":"2025-09-15T20:14:47","date_gmt":"2025-09-15T17:14:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rri.ro\/?p=927914"},"modified":"2025-09-15T20:14:47","modified_gmt":"2025-09-15T17:14:47","slug":"stampe-romene-per-il-levante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/guida-programmi\/pagine-di-storia\/stampe-romene-per-il-levante-id927914.html","title":{"rendered":"Stampe romene per il Levante"},"content":{"rendered":"<p>Tra il XVI e il XIX secolo, i Principati romeni facevano parte del mondo culturale orientale dominato dall&#8217;Impero Ottomano. Situati alla periferia della direttrice di espansione islamica, i Principati romeni sostenevano i cristiani del Levante attraverso i libri ecclesiastici. Cos\u00ec, in territorio romeno apparvero i primi testi cristiano-ortodossi in arabo.<\/p>\n<p>Policarp Chi\u021bulescu \u00e8 uno specialista di libri antichi rari e da lui abbiamo appreso dettagli sull&#8217;importanza che le stampe in Valacchia e Moldavia avevano per i cristiani levantini. &#8220;Da Alessandria d&#8217;Egitto e Gerusalemme fino a Beirut, c&#8217;erano comunit\u00e0 di cristiani che non avevano la possibilit\u00e0 di stampare questi libri nella propria lingua. Perch\u00e9 non potevano? Perch\u00e9 l&#8217;impero che governava quei territori sottoponeva i cristiani a condizioni discriminatorie, economiche e sociali. E per questo motivo, i cristiani erano spesso costretti ad abiurare la fede cristiana perch\u00e9 non potevano pagare le tasse, che erano pi\u00f9 alte di quelle degli altri. D&#8217;altra parte, persero le loro chiese, non potendo pagare le tasse che venivano loro imposte, e di stampare libri nemmeno se ne parlava pi\u00f9, cio\u00e8 di coltivare la fede, di mantenerla tra le comunit\u00e0 cristiane. Per questo motivo, i patriarchi di Antiochia, soprattutto di Alessandria, ma anche quelli di Gerusalemme e Costantinopoli, intrapresero viaggi molto lunghi e faticosi verso i paesi dove regnavano principi cristiani, disponibili a sostenere e contribuire alla sopravvivenza delle comunit\u00e0 cristiane in grande difficolt\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>La storia dei testi a stampa in ambito romeno per i cristiani del Levante inizia alla fine del XVII secolo. Policarp Chi\u021bulescu. &#8220;Al tempo di Constantin Br\u00e2ncoveanu, il sovrano martire, che ebbe al suo fianco un genio dell&#8217;arte tipografica, il georgiano Antim l\u2019Ivireo, anche lui santo martire, due figure importanti nella storia della Valacchia, fu possibile stampare in arabo, per la prima volta al mondo, testi ortodossi rivolti ai cristiani ortodossi del Levante. Il primo libro ortodosso al mondo per loro fu stampato a Snagov, nel 1701, e trattava delle Sacre Liturgie, e ne illustra le incisioni e la cura con cui furono eseguite. Il sovrano della Valacchia non solo finanzi\u00f2 questo inizio dei libri arabi, ma finanzi\u00f2 anche la tecnologia, com&#8217;era allora, ma che si rivel\u00f2 molto fruttuosa. Sembra che il Patriarca Atanasio III Dabbas, caro amico di Br\u00e2ncoveanu e di Antim l&#8217;Ivireo, abbia preso non solo i primi due libri stampati in caratteri arabi da Snagov e Bucarest, nel 1701 e nel 1702, ma anche attrezzature per la stampa e artigiani che gli insegnassero come usarle. E cos\u00ec, install\u00f2 ad Aleppo, in Siria, una tipografia dalla cui produzione si conservano un vangelo stampato nel 1706, e un libro dei salmi, anch&#8217;esso del 1706, pubblicato con uno splendido stemma di Br\u00e2ncoveanu. Lo stemma \u00e8, ovviamente, prova non solo del finanziamento ricevuto, ma anche della gratitudine della comunit\u00e0 arabo-ortodossa di Aleppo, in Siria.\u201d<\/p>\n<p>L&#8217;attenzione di Br\u00e2ncoveanu e Antim and\u00f2 anche oltre il Mar Nero. Tra: &#8220;Un altro risultato del patrocinio di Constantin Br\u00e2ncoveanu, questa volta per i cristiani georgiani, fu un vangelo stampato a Tbilisi, nel 1709, firmato dallo stesso Antim l\u2019Ivireo. Si tratta di una dedica, un dono, al finanziatore della fede in questa zona del Caucaso, l&#8217;odierna Georgia.&#8221;<\/p>\n<p>Come afferma Policarp Chi\u021bulescu, lo spirito orientale \u00e8 sempre stato pi\u00f9 incline alla contemplazione. Questo si vedeva anche nelle stampe. Tra: &#8220;L&#8217;Oriente, in generale, era pi\u00f9 interessato alla poesia e alla preghiera, al misticismo, sebbene producesse dogmatici di grande valore come San Giovanni Damasceno, originario di Damasco, in Siria. L&#8217;Oriente evitava le speculazioni teologiche e traeva piuttosto beneficio dalla catechesi che si svolgeva attraverso la liturgia e la preghiera in chiesa. Pertanto, la stampa araba ortodossa, per la prima volta al mondo, si apr\u00ec con la liturgia. Naturalmente, la stampa continu\u00f2 con i Vangeli commentati, con il Libro dei Salmi, l&#8217;epistola sul pentimento, che apparvero ad Aleppo, pi\u00f9 tardi, fino al 1711. Ci furono anche volumi di sermoni e cos\u00ec via. Le stampe romene costituirono fonti per le stampe arabe, anche dal punto di vista grafico, non solo dal punto di vista del testo liturgico stesso.&#8221;<\/p>\n<p>La morte di Constantin Br\u00e2ncoveanu nel 1714 non port\u00f2 alla cessazione del sostegno ai cristiani nel Vicino Oriente. &#8220;I principati romeni non abbandonarono il progetto di sostenere i cristiani nel Levante e un altro leader della missione ortodossa fu il Patriarca Silvestro di Antiochia. A met\u00e0 del XVIII secolo, si rec\u00f2 spesso in Valacchia e Moldavia, dove i principi Constantin e Ioan Mavrocordat, figli del gran principe Nicolae Mavrocordat, finanziarono anche la stampa di libri di cui quasi non avevamo sentito parlare prima di scoprirli. Il numero di pubblicazioni apparse a Ia\u0219i e Bucarest in arabo aument\u00f2 a met\u00e0 del XVIII secolo. In effetti, il contributo romeno fu molto pi\u00f9 ricco e diversificato. Il Patriarca Silvestro fece stampare diversi libri a Ia\u0219i e Bucarest, alcuni dei quali erano libri di preghiere, altri che esprimevano la posizione ortodossa di fronte alle sfide sorte quando parte della Chiesa antiochena si un\u00ec a Roma nel 1724.&#8221;<\/p>\n<p>I romeni contribuirono a sostenere i cristiani in Oriente nei secoli XVII e XVIII stampando libri. Erano raggi di speranza per molti che cercavano la pace nella loro fede.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra il XVI e il XIX secolo, i Principati romeni facevano parte del mondo culturale orientale dominato dall&#8217;Impero Ottomano. Situati alla periferia della direttrice di espansione islamica, i Principati romeni sostenevano i cristiani del Levante attraverso i libri ecclesiastici. Cos\u00ec, in territorio romeno apparvero i primi testi cristiano-ortodossi in arabo. 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