{"id":932010,"date":"2025-09-30T07:00:27","date_gmt":"2025-09-30T04:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rri.ro\/?p=932010"},"modified":"2025-09-29T18:27:38","modified_gmt":"2025-09-29T15:27:38","slug":"nuove-scoperte-archeologiche-a-callati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/guida-programmi\/enciclopedia-rri-it\/nuove-scoperte-archeologiche-a-callati-id932010.html","title":{"rendered":"Nuove scoperte archeologiche a Callatis"},"content":{"rendered":"<p>Callatis \u00e8 un&#8217;antica fortezza greca, divenuta poi citt\u00e0 romana, situata sull&#8217;attuale territorio della citt\u00e0 di Mangalia, a circa 50 km da Costanza (Romania sud-orientale). Callatis risale alla fine del VI secolo a.C. Fu un&#8217;importante colonia economica, con una produzione agricola e una propria moneta. Questa fortezza rappresenta un importante punto di riferimento storico e culturale della Dobrugia e della costa romena del Mar Naro. Nell&#8217;estate del 2025, sono state effettuate nuove eccezionali scoperte archeologiche, uniche in Romania, nel contesto di una ricerca sistematica condotta all&#8217;interno del sito &#8220;Necropoli Tumulare dell&#8217;Antica Citt\u00e0 di Callatis&#8221;. Le nuove scoperte sono state datate all&#8217;inizio del III secolo a.C., costituendo un tesoro incluso nel patrimonio nazionale.<\/p>\n<p>In merito alle nuove scoperte e a questa esperienza, l\u2019archeologa Maria-Magdalena \u0218tefan, responsabile del Museo Nazionale di Storia della Romania per il settore di Callatis, ci ha offerto maggiori dettagli. &#8220;<em>Al mio ritorno a casa a fine luglio, dopo sei settimane di lavoro a Mangalia, ho inviato un messaggio emozionante ai miei colleghi di spedizione. Li ho ringraziati per la loro collaborazione e li ho assicurati che l&#8217;esperienza vissuta insieme \u00e8 stata irripetibile. &#8230; Non solo perch\u00e9 abbiamo avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di scoprire cos\u00ec tanti oggetti speciali di cui, in genere, si ha solo l&#8217;opportunit\u00e0 di leggere sui libri o di ammirare nei musei. Ma anche perch\u00e9 siamo stati vicini alla storia. &#8230; Le nostre scoperte ci collocano esattamente nel mondo di dopo la morte di Alessandro Magno, quando questa parte del mondo, la Tracia nord-orientale, dove ci troviamo ora, entra davvero in un sistema di relazioni politiche e religiose di vasta portata, si collega a un mondo pi\u00f9 ampio. &#8230; queste scoperte non sono state casuali. Noi della squadra ci siamo preparati ben 15 anni. Abbiamo sviluppato un progetto, abbiamo esplorato e formulato ipotesi e strategie. Cos\u00ec, quando abbiamo aperto gli scavi, in questo enorme tumulo, sapevamo esattamente dove volevamo arrivare e che tipo di monumento avremmo studiato. Ovviamente, non sono mancate le sorprese, perch\u00e9, in effetti, non ci aspettavamo la portata di queste scoperte e la loro rarit\u00e0&#8221;, <\/em>spiega l&#8217;archeologa.<\/p>\n<p>Il tumulo funerario in cui sono stati rinvenuti i reperti \u00e8 il pi\u00f9 grande della Dobrugia meridionale, \u00e8 alto 12 metri e ha un diametro di 70 metri, essendo visibile dal mare. Il tumulo conteneva una tomba in pietra, coperta da una volta semicilindrica. Tra gli artefatti rinvenuti ci sono vasi, gioielli e ornamenti in oro, vetro e bronzo, di particolare valore storico e culturale. L&#8217;archeologa Maria-Magdalena \u0218tefan del Museo Nazionale di Storia della Romania ci ha fornito maggiori informazioni sul sito in cui si sono svolti gli scavi e su come sono stati rinvenuti gli artefatti. &#8220;<em>Abbiamo esaminato un tumulo, un enorme cumulo di terra, costruito sopra una tomba di pietra, che fa parte del territorio della citt\u00e0 greca di Callatis e che fu costruita circa 2250 anni fa da una famiglia benestante. Una tomba di famiglia che fu esplorata pi\u00f9 volte, almeno quattro volte. E che fu effettivamente saccheggiata nell&#8217;antichit\u00e0. Eppure, ha portato a numerose scoperte importanti. &#8230; Molte di queste si trovavano semplicemente sul pavimento della tomba, ricoperte da una polvere finissima, che abbiamo semplicemente rimosso con una spazzola. In totale, oltre 150 oggetti e oltre mille frammenti di ossa umane sono stati recuperati dall&#8217;interno della tomba. Di questi 150 oggetti, probabilmente i pi\u00f9 belli sono le tre corone funerarie scoperte intatte, che sono state presentate al Museo Nazionale di Storia della Romania, pochi giorni dopo la scoperta&#8221;, <\/em>aggiunge l&#8217;archeologa.<\/p>\n<p>Maria-Magdalena \u0218tefan ha fatto riferimento anche all&#8217;importanza di queste scoperte e su come proseguiranno gli scavi e la ricerca archeologica relativi a Callatis. &#8220;<em>Ci\u00f2 che vale la pena ricordare di queste scoperte \u00e8 il multiculturalismo che esisteva sulla sponda occidentale del Mar Nero, sul Basso Danubio, nella penisola balcanica all&#8217;inizio del periodo ellenistico. Simili scoperte ci mostrano che le persone interagivano davvero e condividevano aspetti molto intimi. Probabilmente erano imparentate, si sposavano tra loro e condividevano persino credenze religiose. Quindi non si tratta solo di oggetti speciali che potevano essere donati da un aristocratico all&#8217;altro, si tratta di cose molto pi\u00f9 profonde, legate alla sfera dei rituali e delle credenze. Continueremo la ricerca: abbiamo programmato di esplorare il prossimo anno l&#8217;ingresso della tomba, un&#8217;area in cui ci aspettavamo di trovare offerte. Continueremo le analisi sugli oggetti. Vogliamo effettuare analisi del DNA delle ossa umane, per cercare di determinare con precisione il sesso e le possibili relazioni familiari tra gli individui. Altre analisi ci permetteranno di scoprire l&#8217;origine locale o non locale di questi individui e di cercare di verificare se si tratti di una mobilit\u00e0, soprattutto per quanto riguarda, ad esempio, le mogli&#8221;,\u00a0<\/em>conclude la nostra ospite.<\/p>\n<p>Le scoperte e il monumento, la pi\u00f9 grande tomba ellenistica con cripta nella parte occidentale del Mar Nero, sono considerati di grande impatto per la comprensione dello spazio greco-tracico-macedone nella regione del Mar Nero, avendo un valore e una rilevanza sia a livello nazionale che europeo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Callatis \u00e8 un&#8217;antica fortezza greca, divenuta poi citt\u00e0 romana, situata sull&#8217;attuale territorio della citt\u00e0 di Mangalia, a circa 50 km da Costanza (Romania sud-orientale). Callatis risale alla fine del VI secolo a.C. Fu un&#8217;importante colonia economica, con una produzione agricola e una propria moneta. 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