{"id":964743,"date":"2025-12-24T08:05:46","date_gmt":"2025-12-24T06:05:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rri.ro\/?p=964743"},"modified":"2025-12-21T20:09:56","modified_gmt":"2025-12-21T18:09:56","slug":"il-comunismo-tra-condanna-e-nostalgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rri.ro\/it\/guida-programmi\/la-societa\/il-comunismo-tra-condanna-e-nostalgia-id964743.html","title":{"rendered":"Il comunismo \u2013 tra condanna e nostalgia"},"content":{"rendered":"<p>Per i romeni contemporanei alla Rivoluzione anticomunista del 1989, dicembre non \u00e8 solo il mese delle festivit\u00e0 invernali, ma anche il mese in cui ricordano gli eventi storici vissuti in prima persona.<\/p>\n<p>Dopo oltre 40 anni di regime comunista, tra il 16 e il 25 dicembre 1989, la Romania divenne l&#8217;ultimo paese del blocco totalitario dell&#8217;Europa orientale in cui il regime governato con il pugno di ferro da Nicolae ed Elena Ceau\u0219escu croll\u00f2 tra il rumore dei proiettili e l&#8217;odore della polvere da sparo. I romeni dissero &#8220;no&#8221; alla dittatura, alla collettivizzazione agricola, alla severa austerit\u00e0, alle carenze, al culto della personalit\u00e0 o all&#8217;onnipresente controllo della polizia politica dell&#8217;epoca. Sarebbe stata la rivoluzione anticomunista pi\u00f9 sanguinosa dell&#8217;Europa orientale: oltre mille morti e pi\u00f9 di 4.000 feriti. Culmin\u00f2 &#8211; ricordiamolo &#8211; con la fuga della coppia dittatoria, la loro cattura, condanna e fucilazione il giorno di Natale.<\/p>\n<p>36 anni dopo, un sondaggio condotto da INSCOP Research in collaborazione con l&#8217;Istituto per l&#8217;Investigazione dei Crimini del Comunismo e la Memoria dell&#8217;Esilio Romeno (IICCMER) indica un enorme divario tra la realt\u00e0 storica del regime comunista e l&#8217;attuale percezione pubblica. Pi\u00f9 precisamente, gran parte dei romeni oggi idealizza quel periodo, nonostante i fatti storici. Quasi il 50% dei partecipanti al sondaggio ritiene che la vita fosse migliore in Romania prima del 1989. Il 66% dei romeni ritiene che Nicolae Ceau\u0219escu sia stato un buon leader, sebbene il regime abbia commesso gravi crimini e generato gravi problemi sociali. Il fenomeno \u00e8 particolarmente pronunciato tra i gruppi vulnerabili, economicamente e socialmente insoddisfatti, nel contesto della mancanza di politiche pubbliche efficaci e di un vuoto educativo in materia di storia, come dimostra lo studio.<\/p>\n<p>Tuttavia, per ricollegare la societ\u00e0 alla memoria della storia recente e ai valori fondamentali di libert\u00e0 e democrazia, \u00e8 necessario innanzitutto difendere la memoria della Rivoluzione anticomunista del 1989. Dimenticare ci\u00f2 che accadde allora sarebbe un crimine morale &#8211; ha affermato l&#8217;ex presidente della Romania tra il 1996 e il 2000, Emil Constantinescu, al simposio &#8220;La caduta del Muro di Berlino, echi e influenze nell&#8217;Europa orientale&#8221;, recentemente organizzato nella citt\u00e0 martire di Timi\u0219oara. \u00abNoi, forse gli ultimi sopravvissuti, siamo chiamati a rispondere a una domanda fondamentale: come \u00e8 stato possibile che gli ideali universali di verit\u00e0 e giustizia, il fondamento per cui enormi folle hanno combattuto a costo della vita, siano stati sostituiti dalla societ\u00e0 attuale, che pu\u00f2 essere definita una societ\u00e0 di menzogne e interessi? La risposta pu\u00f2 essere ottenuta solo riconsiderando la storia recente dell&#8217;Europa nata nel momento di rottura della storia mondiale nel 1989-90. Affermo fermamente che la negazione, la falsificazione, la sminuzione e, in ultima analisi, l&#8217;oblio dell&#8217;importanza storica della Rivoluzione del dicembre 1989 rappresentano un immenso crimine morale\u00bb, ha spiegato Emil Constantinescu.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, l&#8217;ex capo di Stato ha richiamato l&#8217;attenzione sulle vulnerabilit\u00e0 dell&#8217;attuale democrazia che alimentano la nostalgia per l&#8217;era totalitaria. &#8220;Dopo l&#8217;integrazione nell&#8217;Unione Europea, si sono verificate anche diverse involuzioni inaspettate e spiacevoli che hanno distorto la libert\u00e0 conquistata a dicembre: l&#8217;emergere di una tendenza verso regimi politici autoritari o populisti, la sostituzione dell&#8217;economia reale con quella speculativa, l&#8217;aggravarsi della manipolazione attraverso i mass media e i social network, l&#8217;instaurazione di una societ\u00e0 della menzogna&#8230; Dopo 36 anni dalla caduta del Muro di Berlino, simbolo della divisione tra Est e Ovest, siamo costretti a constatare che la democrazia \u00e8 fragile e vulnerabile di fronte all&#8217;aggressione russa in Ucraina, che sancisce l&#8217;uso del diritto alla forza contro la forza del diritto, che \u00e8 la garanzia della libert\u00e0&#8221;, ha precisato sempre Emil Constantinescu.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;attuale presidente del Paese, Nicu\u0219or Dan, ritiene che (citiamo) &#8220;la ragione principale per cui sempre pi\u00f9 romeni idealizzano il comunismo \u00e8 la profonda delusione nei confronti della classe politica degli ultimi tre decenni. Corruzione, mancanza di trasparenza, promesse non mantenute e il senso di ingiustizia hanno indebolito la fiducia delle persone nel presente e nel futuro\u201d. La falsa immagine del periodo comunista \u00e8 alimentata anche da campagne di disinformazione, che cercano di minare i valori democratici e di offrire un passato ben confezionato, nascondendo la verit\u00e0 sulla repressione, la paura, la fame e la mancanza di libert\u00e0. Nella visione del presidente Nicu\u0219or Dan, &#8220;per mantenere viva e attuale la democrazia, dobbiamo combattere con fermezza la disinformazione, ripristinare la fiducia delle persone attraverso politiche pubbliche corrette e costruire una societ\u00e0 in cui giustizia, equit\u00e0 e vero sviluppo siano percepiti da tutti i cittadini&#8221;.<\/p>\n<p>In modo molto concreto, il professore britannico Dennis Deletant, specialista di storia romena, sostiene che, affinch\u00e9 i giovani di oggi, che non hanno vissuto in prima persona gli orrori del comunismo, possano conoscere il passato per come \u00e8 stato realmente, c&#8217;\u00e8 bisogno, tra le altre cose, di un museo del comunismo. &#8220;Deve assolutamente esserci un museo, perch\u00e9 molte persone sanno, soprattutto quelle della mia generazione, cosa ha significato il comunismo per la Romania e come continua a influenzare la mentalit\u00e0 di molte persone. Vado spesso nei villaggi romeni e parlo con persone che hanno insoddisfazioni, soprattutto pensionati, e mi colpisce il fatto che conoscano solo frammenti della storia del comunismo. Pensano, naturalmente, alla situazione alimentare e a quanto fosse difficile prima da questo punto di vista. Ma apprezzano il fatto che ci fosse una certezza: anche se la situazione era brutta, il futuro era assicurato e molte persone, ho notato, parlando con loro, sono turbate da questa incertezza del futuro&#8221;, ha raccontato Dennis Deletant.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 l&#8217;istruzione \u00e8 quindi fondamentale, il prossimo anno verr\u00e0 attuato un piano nazionale per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sui crimini del comunismo in Romania. Il documento, attualmente in fase di elaborazione da parte della Cancelleria del Primo Ministro, mira anche a formare adeguatamente gli insegnanti di storia affinch\u00e9 trasmettano correttamente le informazioni relative al periodo precedente la Rivoluzione del dicembre 1989.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per i romeni contemporanei alla Rivoluzione anticomunista del 1989, dicembre non \u00e8 solo il mese delle festivit\u00e0 invernali, ma anche il mese in cui ricordano gli eventi storici vissuti in prima persona. 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