Previsioni della Banca Centrale di Romania

previsioni della banca centrale di romania La Banca Centrale di Romania mantiene il tasso dell’interesse di riferimento al 2,5% all’anno e conferma il trend discendente dell’inflazione.

La Banca Centrale di Romania ha deciso di mantenere il tasso dell’interesse di politica monetaria al 2,5% all’anno. La misura si è basata non solo sull’evoluzione dell’inflazione, affermano gli specialisti della Banca Centrale. Secondo loro, sono state prese in considerazione anche la crescita economica del 4,1% nel secondo trimestre e il fatto che si registrano una diminuzione del ritmo annuo di consumo della popolazione, un aumento della produttività e una crescita significativa delle esportazioni. Nella presa della decisione sul tasso dell’interesse di politica monetaria, hanno contato anche il contributo negativo degli investimenti alla crescita economica e la diminuzione della dinamica annuale positiva del credito concesso al settore privato. Per quanto riguarda l’inflazione, la Banca Centrale stima che continuerà il trend discendente, con un nuovo calo quest’anno. La tendenza si manterrà anche l’anno prossimo, anche se il calo sarà più lento, anticipano i responsabili della Banca centrale.

 

Il Governatore della Banca Centrale, Mugur Isărescu, ha precisato che le informazioni saranno confermate fra una settimana anche dalla Commissione Nazionale di Statistica. Mugur Isărescu: „Secondo le nostre previsioni, nei prossimi mesi l’inflazione continuerà ad avere un trend discendente e seguirà – come risulta dai dati preliminari per la settimana prossima – un calo accentuato del tasso inflazionistico fino al limite superiore dell’intervallo, verso il 3,5%. I dati attuali da noi analizzati rilevano che la tendenza continuerà anche l’anno prossimo, ma con un calo attenuato; adesso si verificano le maggiori diminuzioni dal 5 verso il 3,5 e la stessa tendenza di calo continuerà l’anno prossimo.”

 

Il Governatore della Banca Centrale ha dichiarato che quella componente dell’inflazione formata dai prezzi sui quali hanno effetto gli strumenti di politica monetaria si trova già in un processo di diminuzione. Si tratta – come ha precisato Mugur Isărescu – dell’inflazione che resta se viene eliminata l’influenza dei prezzi applicati, di quelli fluttuanti, dei prezzi per i prodotti di tabacco e delle bevande alcoliche, sui quali l’influenza della politica monetaria è poco significativa o addirittura nulla.

 

A livello interno, le incertezze e i rischi associati all’inflazione hanno come principali fonti i prezzi del gas e dell’energia elettrica, i prezzi dei prodotti alimentari e del tabacco, nonché le condizioni sul mercato del lavoro e la condotta della politica fiscale e sui redditi – ha sottolineato Mugur Isărescu. Sono però rilevanti – ha aggiunto lui – anche i fattori esterni, che riguardano l’evoluzione dei prezzi dei combustibili a livello mondiale, il ritmo di crescita dell’economia dell’eurozona e di quella globale, nel contesto delle tendenze protezioniste e delle incertezze legate alla Brexit, nonché delle politiche monetarie della Banca Centrale Europea e delle banche centrali della regione. Il governatore della Banca Centrale della Romania ha salutato, l’altra parte, il modo approfondito in cui viene realizzata l’analisi sul passaggio all’euro e il fatto che il dibattito sia stato esteso a livello della società civile, degli istituti di ricerca e delle università. Questo mese, la Commissione nazionale creata a tale scopo dovrebbe presentare il calendario e il piano di passaggio alla moneta unica europea.


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Publicat: 2018-11-07 14:32:00
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