Politica monetaria: la Banca Centrale della Romania e la crisi economica

politica monetaria: la banca centrale della romania e la crisi economica La Banca Centrale della Romania diminuisce gradualmente i tassi degli interessi di riferimento per non squilibrare il tasso di cambio, ritenuto dai romeni un indice di stabilità.

Lo scenario di base della Banca Centrale della Romania presuppone la diminuzione graduale degli interessi, senza squilibrare il tasso di cambio. Lo ha dichiarato giovedì uno dei membri del Consiglio di Amministrazione dell’istituzione, Cristian Popa. Egli è intervenuto in un dibattito su temi finanziari organizzato dall’Associazione per i Rapporti con gli Investitori nella Borsa di Romania (ARIR). Cristian Popa ha rilevato che le azioni della Banca Centrale sono volte a garantire la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria e che il tasso di cambio è percepito dai romeni come un indice di stabilità, per cui gode di particolare attenzione. Di solito, un calo dell’interesse è seguito quasi immediatamente da un deprezzamento della moneta.

 

Altri stati, in cui l’euro è meno utilizzato, non hanno problemi con il deprezzamento della propria moneta, però in Romania persino un deprezzamento di 1 ban rappresenta “breaking news”, quindi la Banca Centrale è costretta a pensare attentamente prima di prendere la decisione di diminuire l’interesse, ha spiegato Cristian Popa. Egli ha inoltre precisato che sono importanti anche i risparmi interni, in moneta locale, che la Banca Centrale intende incoraggiare, tenuto conto che l’economia reale ma anche il Governo basano i loro finanziamenti sui depositi bancari della popolazione e delle compagnie. Analizziamo bene ogni misura, non vogliamo prendere decisioni affrettate, quindi le misure che prenderemo saranno graduali.

 

Tuttavia, senza implicazioni negative sul tasso di cambio o sui risparmi, il Consiglio di Amministrazione della Banca Centrale ha deciso la diminuzione degli interessi due volte, diminuendo il tasso dell’interesse di riferimento dal 2,5% all'1,75%, negli ultimi mesi. Di conseguenza, l’indice ROBOR è calato dal 2,8% all’1,9%, quindi il costo di finanziamento per l’economia reale è diminuito significativamente, ha aggiunto Cristian Popa. Dal canto suo, la presidente dell’Associazione per i Rapporti con gli Investitori nella Borsa di Romania, Daniela Şerban, ha dichiarato che, per mantenere la fiducia degli investitori e incoraggiare gli investimenti anche sul mercato di capitale, è importante mantenere gli equilibri macroeconomici. “Tutto dipenderà dai futuri piani fiscali e dal rallentamento delle spese con le pensioni e gli stipendi. L’orientamento verso gli investimenti del programma di governo lanciato di recente permetterà la ripresa economica”, ha stimato Daniela Şerban.

 

Le riserve valutarie della Banca Centrale della Romania hanno registrato alla fine dello scorso mese un calo dell’1,8% rispetto al mese precedente, mentre la riserva d’oro è mantenuta a oltre 103 tonnellate. Le riserve valutarie ammontano a circa 35 miliardi di euro che, stando agli esperti, in condizioni normali, basta e avanza. L’aumento dell’incertezza a livello mondiale e il calo accelerato della fiducia degli investitori nelle economie emergenti sono i più importanti rischi per la stabilità finanziaria della Romania, si legge in un recente rapporto della Banca Centrale della Romania. Un altro elemento di rischio riguarda il deterioramento degli equilibri macroeconomici interni, in seguito all’aumento dei deficit di bilancio nel contesto della pandemia di COVID-19. Secondo le stime delle istituzioni europee e internazionali sull’evoluzione economica della Romania, il nostro Paese registrerà quest’anno un calo di fino al 6%, seguito da una ripresa della dinamica del PIL nel 2021.


www.rri.ro
Publicat: 2020-07-03 11:18:00
Vizualizari: 155
TiparesteTipareste