Fake-news, deepfakes - l'importanza di un ambiente digitale sano

fake-news, deepfakes - l'importanza di un ambiente digitale sano Apparsa nel 2017, la tecnologia Deepfake, di manipolazione dei video, guadagna sempre più terreno.

Apparsa nel 2017, la tecnologia Deepfake, di manipolazione dei video, guadagna sempre più terreno - può creare da zero foto convincenti, ma completamente fittizie, può usare il suono per creare "cloni vocali" di personaggi pubblici - ad esempio dei cosiddetti skin vocali adoperati in varie truffe. Oppure può creare immagini video in cui appaiono personalità in ipostasi più o meno compromettenti e che, in realtà, non hanno avuto alcun legame con il rispettivo evento. In breve, il termine indica una tecnica basata sull'Intelligenza Artificiale in grado di sintetizzare l'immagine umana e i suoni per creare contenuto. È arcinoto il caso di una succursale britannica di una compagnia energetica tedesca che ha pagato in un conto bancario magiaro circa 200 mila sterline in seguito alla chiamata telefonica di un truffatore che ha imitato la voce dell'amministratore delegato. Un'altra truffa arcinota ha in primo piano l'imprenditore Elon Musk. Si tratta di un video in cui Musk annuncia che Tesla inizierà a produrre auto volanti, che illustra benissimo il fenomeno dei deepfakes. In alcune situazioni, la tecnologia Deepfake può essere divertente - si può inserire, ad esempio, la propria immagine per diventare un personaggio di un'animazione-, oppure utile, com'è il caso del Museo Dalí in Florida che, usando una tecnologia avanzata di cambiamento del volto, "fa rivivere il maestro del surrealismo", il quale presenta la sua arte e scatta selfie con i visitatori.

 

Al di là della parte divertente oppure pratica, resta, però la minaccia da parte di quelli malintenzionati. Molti video di questo tipo sono pornografici. Con l'aiuto di vari algoritmi, attrici celebri ne diventano protagoniste. E gli specialisti affermano che simili deepfake possono essere realizzati per vendetta da qualsiasi persona. Relativamente nuovo, il Deepfake è certamente una sfida dei tempi attuali, sempre una notizia falsa, ma a un livello molto più avanzato, una continuazione prevedibile nell'evoluzione dell'Intelligenza Artificiale. Le fake news non rappresentano qualcosa di nuovo, cambiano, però, gli strumenti a disposizione per crearle e la velocità di propagazione di certi fenomeni, spiega Dragoș Stanca, imprenditore nel settore digitale, tecnologico, del marketing e dei media, eletto di recente presidente dell'Ufficio Romeno di Audit Transmedia (BRAT). Ospite a Radio Romania, Dragoș Stanca ha parlato dell'importanza dell'informazione sana nell'ambiente digitale e non solo e ha ammonito anche su un altro aspetto che può alterare l'accuratezza - la caccia agli utenti. Se la valutazione e l'audit quantitativo del traffico sui siti, dell'utenza nell'industria della pubblicità da strada, dell'utenza dei giornali, delle riviste, degli ascolti radiofonici e via dicendo, sono l'unico interesse, le cose vanno in una direzione sbagliata, afferma Dragoș Stanca. "I media digitali, i media in generale si esprimono in vari modi, il contenuto professionale, il contenuto sottoposto all'audit secondo le regole e una deontologia, il contenuto che merita di raggiungere gli utenti, i lettori, è estremamente importante. E spero che sia una discussione che continui sempre più visibilmente in una società in cui abbiamo cominciato a non capire più chiaramente cosa significhi in realtà una notizia, chi abbia il diritto di diffonderla e ricevere riconoscimento per averla diffusa, cos'è vero, cos'è menzogna, cos'è una manipolazione - sono cose che contano moltissimo nell'industria media."

 

Di recente, l'Assemblea Generale dell'Ufficio Romeno di Audit Transmedia ha dato il via libera a un progetto ideato da Dragoș Stanca: la pubblcità responsabile sui media di fiducia. Un progetto che si propone di avviare una discussione costruttiva, per capire quali sono i mezzi e le metodologie al di sopra di ogni sospetto di manipolazione e che possono risanare un po' l'ecosistema, precisa Dragoș Stanca. "Così come siamo attenti a educare i nostri figli affinchè attraversino la strada solo col verde, a guardare a sinistra e a destra e via dicendo, così dobbiamo cominciare a insegnare loro anche a proteggersi dai pericoli sui media. La verità, purtroppo, nell'ambiente digitale, ma anche nell'audiovisivo, è cominciata a diventare opzionale ed è sempre più evidente che, finchè l'ecosistema è regolato solo in base a criteri quantitativi, essa resterà opzionale. È un tema molto ampio, complicato, delicato, ma il problema va risolto. Così come non c'era regole di circolazione quando è stata inventata l'auto, e molte persone sono morte finoaquando esse sono state introdotte, regole che adesso ci sembrano banali, anche nell'ambiente digitale dobbiamo proporre regole per un fenomeno nuovo. Quindi, dobbiamo insegnare ai  figli come proteggersi online dalle persone che intendono rubare i loro dati personali da una carta di credito, che desiderano rendere la loro vita complicata o disinformarli, dobbiamo insegnare loro cos'è un clickbait, cosa sono le fake news, come individuarle, come fare una ricerca su Google con universal image search, ad esempio, per capire se la foto che hanno davanti è reale o no oppure se non è già stata pubblicata e proviene da un altro contesto", ha precisato il presidente dell'Ufficio Romeno di Audit Transmedia.

 

Sono cose che, secondo me, andrebbero incluse nel curriculum scolastico e in tutte le discussioni nel settore dell'educazione, ha concluso Dragoș Stanca.

 

 

 


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Publicat: 2021-04-23 16:32:00
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