Il romglese e i suoi parlanti...

il romglese e i suoi parlanti... Così come in francese esiste da molto il termine "franglese" per designare il misto di parole ed espressioni con quelle inglesi nel linguaggio coloquiale, così è nato anche il "romglese".

Così come in francese esiste da molto il termine "franglese" per designare il misto di parole ed espressioni con quelle inglesi nel linguaggio coloquiale, così è nato anche il "romglese". I linguisti hanno notato come dal 1990, l’influsso della lingua inglese, trasmessa tramite la musica e i film, ha cominiciato ad assumere sempre maggiore forza. Si tratta dell’inglese americano entrato sopratutto nella cultura dei giovani, ma anche nel linguaggio specializzato di alcune scienze. La linguista Rodica Zafiu, docente alla Facoltà di Lettere dell’Università di Bucarest, ci offre alcuni esempi di neologismi in romglese.


„Se parliamo del linguaggio dei giovani, qui troviamo spesso termini dello slang (gergo, in inglese), termini coloquiali. Alcuni sono entrati nella lingua romena da tempo, come funny, groggy, OK. Queste non sono delle novità. Altri moltissimi termini – come, ad esempio loser – sono di ultima ora. Oltre ai termini dello slang – espressivi e spesso, peggiorativi – o alle parole che legano le informazioni o la conversazione – by the way, equivalente di à propos, un prestito dal francese, già passato di moda - un fenomeno straordinario è quanto succede con il linguaggio del computer e di internet. Pur non essendo un linguaggio che caratterizza i giovani, essi sono il segmento di popolazione che trascorre molto tempo in questo settore di attività. E’ qui che sorgono espressioni nuove che non appartengono più solo al romglese, bensì sono un codice nontrasparente per i più anziani, con LOL e altre abbreviazioni prese spesso direttamente dalle abbreviazioni inglesi. Altre volte sono abbreviazioni costruite in romeno, secondo quel modello”, spiega Rodica Zafiu.


La velocità di comunicare su internet ha contaminato anche la capacità di adattamento della lingua romena all’inglese usato sul computer. I giovani downloadiscono, share-uiscono, cliccano... E’ un fenomeno attinente sia alla moda, che  alla comodità.


 „Circa l’85% dell’informazione che si trova su internet è in inglese, come effetto della globalizzazione. Perciò, circa 1,5 miliardi di persone nel mondo parlano l’inglese, a un certo livello. Per essere attivi su Internet, si deve conoscere la lingua inglese. E’ una lingua molto sintetica, cioè può raccogliere molte informazioni in parole semplici e poche. Per questo è adoperata così spesso negli ambienti d’affari e nel discorso informatico. Anche a livello educazionale, gli studenti ricevono molta bibliografia in inglese, leggono in inglese e si informano molto in inglese su internet. Poi adottano nel loro discorso termini in inglese per la cui traduzione in romeno adopererebbero più parole o persino un’intero sintagma”, dice il sociologo Claudia Ghişoiu.


Non basta considerare solo la moda o l’uso eccessivo del computer come motivazioni per l’apparizione del romglese. Questo linguaggio esprime, in realtà, anche un atteggiamento verso la propria cultura, considera il sociologo Claudia Ghişoiu.


„E’ un po’ più di un linguaggio usato in modo circostanziale. Nel linguaggio sociologico si usa il termine di xenocentrismo. Vuol dire apprezzamento positivo e desiderio di adottare tutto quello che è straniero. Ciò è evidente sempre di più ai giovani della Romania, dove la festa di Dragobete, ad esempio, è considerata inferiore a quella di Valentine’s Day, che è importata e che arriva dall’estero su un drive economico, per usare una parola inglese, cioè per un motivo economico. Si esporta cultura usando come veicoli le feste, i film e la musica. Tutte queste importazioni arrivano, in maggioranza, dagli Stati Uniti, dunque sono in inglese e sono considerate positive”, aggiunge il sociologo.


Sebbene non ci siano degli studi per quantificare la diffusione dello xenocentrismo, una delle caratteristiche di chi parla il romglese sembra essere l’appetito per quanto arriva dall’estero. Ciò appare anche sullo sfondo della mancata valorizzazione della cultura romena nel proprio Paese.  Eppure, il romglese non dovrebbe essere un fenomeno che ci preoccupi, considera la linguista e docente Rodica Zafiu.


„E’ poco probabile che questi termini ledino la struttura della lingua standard o della lingua di un saggio filosofico. Questo miscuglio resterà nel linguaggio coloquiale gergale che, per forza di cose, si rinnova molto velocemente, stupisce all’inizio, presta da ovunque, dalla lingua romani, ad esempio, così come presta anche dall’inglese, come una volta ha prestato dal turco, greco e dal francese. Del resto, chat, facebook, link, hacker sono termini ricorrenti e che hanno chance di adattamento o che possono scomparire. Tutte queste nozioni sono di per se stesse estremamente effimere. 20 anni fa non esistevano, alcune si sono formate tramite metafora in inglese o da diverse derivazioni semantiche. Potrebbe darsi che, col progresso della tecnologia, queste nozioni scomparissero prima di entrare più profondamente nella lingua romena”, aggiunge Rodica Zafiu.


Il sociologo Claudia Ghişoiu, docente universitario, ha un parere diverso. „Persone che hanno più di 25 anni non possono scrivere un testo che sia di un certo livello scientifico o accademico, senza adoperare termini in inglese. Lo stesso succede quando parlano. E’ una cosa che fa colpo. Se chiedi a loro di spiegare cosa hanno voluto scrivere, hanno difficoltà nel comunicare il messaggio in romeno. Fanno un paragrafo per spiegare una parola. Non trovano i termini equivalenti in romeno, hanno difficoltà in tal senso”, conclude il sociologo.


Fenomeno preoccupante o meno, il romglese è anche una prova del fatto che la lingua è una cosa viva, le cui norme non sono eterne e si possono modificare sotto l’imperativo dei tempi.


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Publicat: 2013-12-13 14:00:00
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