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06.05.2022 (aggiornamento)

Romania – USA – La First Lady degli USA, Jill Biden, è arrivata in Romania, la prima tappa di un viaggio europeo che include anche la Slovacchia. L’aereo sul quale viaggia la consorte del presidente americano è atterrato alla Base Mihail Kogălniceanu, in provincia di Costanza (sud-est), per incontrare i militari americani di stanza in questa unità. Domani, quando l’America celebra la Festa della Mamma, Jill Biden passerà la giornata insieme a madri e bambini ucraini costretti ad abbandonare le case a causa della guerra avviata dalla Russia, come anche a persone impegnate a fornire assistenza umanitaria e a insegnanti che aiutano i piccoli profughi ucraini a integrarsi in un ambiente scolastico stabile e sicuro. A Bucarest, Jill Biden incontrerà anche membri del Governo romeno.

06.05.2022 (aggiornamento)
06.05.2022 (aggiornamento)

, 06.05.2022, 19:53

Romania – USA – La First Lady degli USA, Jill Biden, è arrivata in Romania, la prima tappa di un viaggio europeo che include anche la Slovacchia. L’aereo sul quale viaggia la consorte del presidente americano è atterrato alla Base Mihail Kogălniceanu, in provincia di Costanza (sud-est), per incontrare i militari americani di stanza in questa unità. Domani, quando l’America celebra la Festa della Mamma, Jill Biden passerà la giornata insieme a madri e bambini ucraini costretti ad abbandonare le case a causa della guerra avviata dalla Russia, come anche a persone impegnate a fornire assistenza umanitaria e a insegnanti che aiutano i piccoli profughi ucraini a integrarsi in un ambiente scolastico stabile e sicuro. A Bucarest, Jill Biden incontrerà anche membri del Governo romeno.

Profughi Ucraina – Oltre 860.000 ucraini sono entrati nella confinante Romania in seguito all’invasione russa avviata il 24 febbraio. L’Ispettorato Generale della Polizia di Frontiera precisa in un comunicato che, dall’inizio della crisi fino al 5 maggio, ore 24.00, in Romania sono entrati 866.916 cittadini ucraini. Ieri, tramite i valichi di confine romeni sono entrate 76.348 persone, di cui 7.733 cittadini ucraini, in calo del 5% rispetto al giorno precedente. Tramite i valichi di confine con l’Ucraina, ieri sono entrati in Romania 4.147 ucraini (in calo del 9,5%), e altri 1.502 tramite quelli con la Moldova (in calo del 14,8%). A partire dal 10 febbraio, quindi ancora prima dell’inizio della guerra, in Romania sono entrati 901.445 ucraini.

Governo – Il Governo di Bucarest ha dato oggi il via libera a prestiti non rimborsabili per un valore di 300 milioni di euro destinati alle imprese dell’agricoltura e dell’industria alimentare. L’aiuto di stato è stato prenotificato alla Commissione Europea e il ministro degli Investimenti e dei Progetti europei, Marcel Boloş, si dichiara convinto che Bruxelles approverà la sollecitazione senza problemi. Gli operatori economici riceveranno prestiti non rimborsabili per capitale circolante e per acquistare materie prime o combustibile. La misura sosterrà i lavori agricoli stagionali e combatterà l’impennate dei prezzi dei combustibili e dei concimi chimici.

Piattaforma sostegno Moldova – La situazione in Ucraina ha rappresentato uno dei temi discussi nel corso dei colloqui ufficiali svolti oggi a Bucarest dal presidente romeno, Klaus Iohannis, con l’omologo lituano, Gitanas Nauseda. Il capo dello stato ha dichiarato che la Romania sostiene il consolidamento dei pacchetti di sanzioni contro la Russia, precisando che l’unica variante accettabile nei negoziati deve avere come risultato il ripristino dell’integrità territoriale della confinante Ucraina. Klaus Iohannis ha inoltre annunciato che la Romania ospiterà a Bucarest, insieme alla Germania e alla Francia, la seconda edizione della conferenza riguardante la piattaforma di sostegno per la Repubblica di Moldova (ex sovietica, a maggioranza romenofona), invitando anche la Lituania ad impegnarsi. Da parte sua, il presidente lituano ha sottolineato l’importanza della cooperazione del suo Paese con la Romania per rafforzare il Fianco Est della NATO. La Lituania continuerà a concedere sostegno all’Ucraina e ai profughi, ha detto ancora Gitanas Nauseda, aggiungendo che domani si recherà in Moldova, lo Stato che ha accolto il maggior numero di rifugiati in rapporto alla sua popolazione. Sempre oggi, Klaus Iohannis ha ribadito la piena solidarietà della Romania alla Moldova, in un colloquio telefonico con la sua presidente Maia Sandu. Analizzate nuove opzioni di appoggio che Bucarest può ulteriormente offrire in questa crisi, sotto tutti i profili.

Ucraina – Circa la metà del territorio dell’Ucraina, Paese con una superifice di 600.000 kmq entro le sue frontiere internazionalmente riconosciute, è contaminata in questo momento da mine o proiettili inesplosi. Lo ha annunciato oggi il premier ucraino Denys Shmyhal. Intanto, i russi hanno distrutto o danneggiato centinaia di strutture sanitarie in Ucraina, riferiscono le autorità di Kiev. Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che, nelle zone occupata dai russi, la situazione è catastrofica, mancano i medicinali per i malati di cancro, l’insulina per le persone affette da diabete e in alcuni casi persino gli antibiotici, mentre i medici sono nell’impossibilità di fare interventi chirurgici. Il Cremlino sostiene che le sue forze prendono di mira solamente obiettivi militari, anche se le prove sul campo che indicano numerosi edifici civili bombardati. A Kramatorsk sono stati colpiti ieri 32 palazzi residenziali e 25 persone sono rimaste ferite. Intanto, le forze ucraine continuano a resistere allo stabilimento Azovstal, nonostante gli intensi bombardamenti e la scarsità di acqua, cibo e farmaci. Nell’acciaieria si trovano anche circa 200 civili, di cui Mosca afferma che possono andare via tramite corridoi umanitari, mentre gli ucraini spiegano che i violenti combattimenti ostacolano le evacuazioni.

Eurobarometro – Un sondaggio Eurobarometro condotto in tutti i 27 Stati membri dell’UE mostra un ampio consenso tra i cittadini comunitari a favore della risposta di Bruxelles all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Lo studio indica che la maggioranza dei cittadini comunitari ritiene che l’Ucraina faccia parte della famiglia europea ed esprime solidarietà nei confronti degli ucraini. Anche i romeni dicono che, dall’inizio della guerra, l’Unione ha dato prova di solidarietà e sono contenti all’82% anche della reazione dei connazionali.

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