Sono arrivate le ciliegie, perciò vi proponiamo un dessert tipico. Occorrono circa 250 grammi di farina, 100 grammi di zucchero, un bicchiere di latte, 50 grammi di burro o margarina, due uova, lievito per dolci e, naturalmente, ciliegie snocciolate.
La polenta, chiamata in romeno “mămăligă”, è considerata un piatto tradizionale romeno, che in passato sostituiva il pane nelle zone rurali più povere o presso gli ovili situati sui pascoli montani, dove non esistevano le condizioni necessarie per la panificazione. La troviamo, con nomi diversi, in tutta l’area balcanica e nello spazio geografico della Romania, ma anche in Italia e in alcuni paesi dell’America del Sud. Abbinata a formaggi, carne o verdure, la polenta è presente in numerose pietanze della gastronomia romena.
L’Oltenia, regione romena collocata tra il Danubio, i Carpazi Meridionali e il fiume Olt, vanta una saporitissima cucina. Se c’è qualcosa che identifica il suo patrimonio gastronomico, questo è il porro coltivato soprattutto in questa regione e utilizzato in molti piatti.
Nella cucina tradizionale romena esistono ricette attraverso le quali alimenti o pietanze prossime a deteriorarsi vengono trasformati in altri piatti. Tra gli alimenti recuperati vi erano il pane e la polenta che, dopo un nuovo passaggio in cucina, tornavano a tavola.
Colazione dei ritardatari o sostituto occasionale del panino, la ciambella fa parte della cultura gastronomica dei romeni, che la chiamano “covrig”. A volte fanno la fila per comprare una ciambella semplice, con semi di papavero o con sesamo.
Lo stufato di pollo e salsa di pomodoro della cucina tradizionale romena, chiamato “ostropel”, può essere preparato in poco tempo e senza utilizzare molti ingredienti.
Nel mondo del villaggio romeno di un tempo esisteva un’espressione: “se è spuntata la romice, siamo salvi dalla fame”.
Una settimana prima di Pasqua, nella Domenica delle Palme, per i cristiani ortodossi, che quest’anno celebrano la Pasqua il 12 aprile, è permesso il consumo del pesce. Tra i piatti tradizionali della primavera si trovano anche quelli a base di alosa.
Il 25 marzo si celebra l’Annunciazione, festa importantissima del calendario cristiano. Il giorno dell’Annunciazione e quello della Domenica delle Palme sono gli unici durante la Quaresima in cui i cristiani ortodossi praticanti hanno il permesso di consumare pesce. Ecco alcune idee per i pasti di queste ricorrenze.
Il cavolo fermentato viene utilizzato sia nei piatti del periodo delle festività invernali, sia durante la primavera, durante la Quaresima, quando si preparano piatti di magro.
Durante la Quaresima, ad eccezione di alcuni giorni in cui è consentito il consumo di pesce, i fedeli ortodossi mangiano esclusivamente cibi di origine vegetale.
La Bucovina si distingue per una gastronomia specifica, vicina a quella moldava, ma segnata anche dall’influenza austriaca, poiché tra il 1775 e il 1918 questa provincia storica romena si trovò sotto l’amministrazione imperiale di Vienna.
La provincia di Buzău si distingue per alcuni prodotti a denominazione d’origine, ciascuno con una storia legata alle sagre organizzate in un’area situata nell’est della Romania, caratterizzata da un intenso traffico commerciale, che collegava le tre grandi province storiche romene: Valacchia, Moldavia e Transilvania.
La Transilvania è caratterizzata, dal punto di vista gastronomico, da piatti ricchi di grassi, influenzati dalla cucina austriaca e ungherese. In alcune minestre viene aggiunto il dragoncello, una pianta aromatica arrivata con tutta probabilità tramite la comunità sassone.
I bomboloni rappresentano un dolce molto popolare, che può essere preparato senza troppa fatica e abbastanza rapidamente. Diventano anche protagonisti di alcune tradizioni di certe comunità, come la “Fuga delle Lole” di Agnita, in provincia di Sibiu, nella Romania centrale.