L'estate è la stagione delle numerose feste campestri, occasioni ideali per ascoltare musica tradizionale, ma anche per trascorrere momenti piacevoli in compagnia della famiglia e degli amici.
Le melanzane sono le protagoniste indiscusse della stagione estiva nella gastronomia balcanica e mediterranea. Giunsero nei territori romeni con l'espansione ottomana in Europa. Nelle cucine dei Paesi balcanici si diffusero numerose preparazioni a base di melanzane, alcune delle quali conservano ancora oggi denominazioni comuni, come la moussaka.
Tagliato a pezzi più piccoli e insaporito con timo, basilico e pepe, il filetto di maiale può essere cotto semplicemente alla griglia. Esistono però anche alcune ricette che richiedono più tempo di preparazione, ma che si distinguono per la ricchezza degli ingredienti.
La cucina della Moldavia vanta tradizioni secolari e piatti che rimangono impressi nella memoria di chi visita questa regione storica della Romania orientale.
Il "Babic di Buzău" ha ottenuto un riconoscimento europeo con la sua iscrizione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Diventa il 17º prodotto romeno protetto nello spazio comunitario, che beneficia della certificazione di Indicazione Geografica Protetta (IGP).
I piselli rappresentano una delle tentazioni gastronomiche all'inizio dell'estate, quando si possono trovare anche sui banchi dei mercati in Romania.
Sono arrivate le ciliegie, perciò vi proponiamo un dessert tipico. Occorrono circa 250 grammi di farina, 100 grammi di zucchero, un bicchiere di latte, 50 grammi di burro o margarina, due uova, lievito per dolci e, naturalmente, ciliegie snocciolate.
La polenta, chiamata in romeno “mămăligă”, è considerata un piatto tradizionale romeno, che in passato sostituiva il pane nelle zone rurali più povere o presso gli ovili situati sui pascoli montani, dove non esistevano le condizioni necessarie per la panificazione. La troviamo, con nomi diversi, in tutta l’area balcanica e nello spazio geografico della Romania, ma anche in Italia e in alcuni paesi dell’America del Sud. Abbinata a formaggi, carne o verdure, la polenta è presente in numerose pietanze della gastronomia romena.
L’Oltenia, regione romena collocata tra il Danubio, i Carpazi Meridionali e il fiume Olt, vanta una saporitissima cucina. Se c’è qualcosa che identifica il suo patrimonio gastronomico, questo è il porro coltivato soprattutto in questa regione e utilizzato in molti piatti.
Nella cucina tradizionale romena esistono ricette attraverso le quali alimenti o pietanze prossime a deteriorarsi vengono trasformati in altri piatti. Tra gli alimenti recuperati vi erano il pane e la polenta che, dopo un nuovo passaggio in cucina, tornavano a tavola.
Colazione dei ritardatari o sostituto occasionale del panino, la ciambella fa parte della cultura gastronomica dei romeni, che la chiamano “covrig”. A volte fanno la fila per comprare una ciambella semplice, con semi di papavero o con sesamo.
Lo stufato di pollo e salsa di pomodoro della cucina tradizionale romena, chiamato “ostropel”, può essere preparato in poco tempo e senza utilizzare molti ingredienti.
Nel mondo del villaggio romeno di un tempo esisteva un’espressione: “se è spuntata la romice, siamo salvi dalla fame”.
Una settimana prima di Pasqua, nella Domenica delle Palme, per i cristiani ortodossi, che quest’anno celebrano la Pasqua il 12 aprile, è permesso il consumo del pesce. Tra i piatti tradizionali della primavera si trovano anche quelli a base di alosa.
Il 25 marzo si celebra l’Annunciazione, festa importantissima del calendario cristiano. Il giorno dell’Annunciazione e quello della Domenica delle Palme sono gli unici durante la Quaresima in cui i cristiani ortodossi praticanti hanno il permesso di consumare pesce. Ecco alcune idee per i pasti di queste ricorrenze.