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09.11.2017

Bucarest – Secondo il governatore della Banca Centrale Romena (BNR), Mugur Isarescu, la Romania si confronta con pressioni per la svalutazione della moneta nazionale – il leu – sullo sfondo di una crescita più rapida delle importazioni rispetto alle esportazioni. Isarescu ha annunciato che la BNR ha rivisto al rialzo fino al 2,7%, le previsioni sull’inflazione per la fine di quest’anno, rispetto al valore anteriore dell’1,9%. Per la fine del 2018, la BNR stima un tasso dell’inflazione pari al 3,2%. Le principali pressioni inflazionistiche sono causate, secondo il governatore, dall’aumento dei costi di produzione e degli stipendi, nonchè sullo sfondo delle incertezze legate alle variazioni dei prezzi per l’energia. D’altra parte, l’Istituto Nazionale di Statistica ha annunciato che il deficit commerciale della Romania, nei primi 9 mesi dell’anno, è arrivato a 8,8 miliardi di euro. Secondo gli analisti, lo squilibrio tra esportazioni e importazioni rappresentà una pressione in più nei confronti del tasso di cambio euro/leu. In più, le incertezze provocate dalla modifica del Codice Fiscale, decisione duramente criticata da sindacati, padronati e dal capo dello stato, Klaus Iohannis, hanno provocato un forte deprezzamento della moneta nazionale, che ha raggiunto il valore più basso degli ultimi cinque anni.

09.11.2017
09.11.2017

, 09.11.2017, 16:45

Bucarest – Secondo il governatore della Banca Centrale Romena (BNR), Mugur Isarescu, la Romania si confronta con pressioni per la svalutazione della moneta nazionale – il leu – sullo sfondo di una crescita più rapida delle importazioni rispetto alle esportazioni. Isarescu ha annunciato che la BNR ha rivisto al rialzo fino al 2,7%, le previsioni sull’inflazione per la fine di quest’anno, rispetto al valore anteriore dell’1,9%. Per la fine del 2018, la BNR stima un tasso dell’inflazione pari al 3,2%. Le principali pressioni inflazionistiche sono causate, secondo il governatore, dall’aumento dei costi di produzione e degli stipendi, nonchè sullo sfondo delle incertezze legate alle variazioni dei prezzi per l’energia. D’altra parte, l’Istituto Nazionale di Statistica ha annunciato che il deficit commerciale della Romania, nei primi 9 mesi dell’anno, è arrivato a 8,8 miliardi di euro. Secondo gli analisti, lo squilibrio tra esportazioni e importazioni rappresentà una pressione in più nei confronti del tasso di cambio euro/leu. In più, le incertezze provocate dalla modifica del Codice Fiscale, decisione duramente criticata da sindacati, padronati e dal capo dello stato, Klaus Iohannis, hanno provocato un forte deprezzamento della moneta nazionale, che ha raggiunto il valore più basso degli ultimi cinque anni.



Bucarest – Diverse migliaia di persone hanno protestato, ieri sera, davanti alla sede del Governo romeno, contro la modifica del Codice Fiscale tramite decreto governativo. Secondo le nuove previsioni, la flat tax diminuisce dal 16 al 10% mentre i contributi previdenziali saranno trasferiti dal carico del datore di lavoro a quello del dipendente. I protestatari sono preoccupati per una possibile diminuzione degli stipendi dopo l’entrata in vigore della modifiche decise dall’Esecutivo.





Bucarest – La plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura di Romania ha espresso una valutazione negativa sulla bozza per la modifica delle Leggi sulla Giustizia, ricevute dalla Camera dei Deputati. Martedì, l’Assemblea generale dei procuratori antimafia ha votato contro la bozza, accusando l’incoerenza del processo di dibattito e consultazione professionale dei magistrati. La modifica delle Leggi sulla Giustizia è stato, tra l’altro, anche uno dei temi affrontati dal ministro romeno della Giustizia, Tudorel Toader, con il primo-vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, nel corso di un incontro a Bruxelles.





Bruxelles – La Commissione Europea ha rivisto al rialzo le stime sulla crescita economica e sul deficit della Romania tra il 2017 e il 2018, ammonendo allo stesso tempo, che le incertezze legate alle politiche governative potrebbero intaccare sulla crescita. Secondo le previsioni economiche autunnali pubblicate oggi dall’Esecutivo comunitario, l’economia romena dovrebbe registrare un’impennata del 5,7% nel 2017, in aumento rispetto alle stime pubblicate in primavera, che davano una crescita del 4,3%. Anche per il 2018, la CE ha rivisto le previsioni legate alla crescita dell’economia romena dal 3,7 al 4,4%. Secondo la CE, la crescita reale del PIL è aumentata, sostenuta sopratutto dal consumo privato. Invece, il deficit pubblico dovrebbe arrivare al 3% del PIL nel 2017, per salire poi al 3,9% nel 2018 e al 4,1% nel 2019.



Bucarest – La Corte Costituzionale Romena ha dichiarato non conforme alla legge fondamentale la normativa sul finanziamento dell’attività dei partiti politici. La Corte ha ammesso una segnalazione inoltrata da 50 deputati dell’opposizione, costatando che la legge non rispetta il principio del bicameralismo, a causa del fatto che la Camera dei Deputati, con ruolo decisionale, ha adottato una serie di emendamenti, modificando radicalmente il testo adottato dal Senato. Tra gli emendamenti inoltrati, proposti e votati dalla Camera dei Deputati si annovera l’abrogazione delle previsioni legate alla confisca dei contributi per la campagna elettorale o una soglia minima per le somme stanziate ai partiti politici.


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