20.08.2026
PNRR: il presidente Nicușor Dan esamina assieme a leader ex coalizione di governo e ministri delle Finanze e dei Progetti Europei andamento attuazione progetti / Deficit: il debito pubblico della Romania supera il 60% del PIL
Newsroom, 20.08.2026, 16:46
PNRR – Il presidente Nicușor Dan esamina assieme ai leader dell’ex coalizione di governo pro-europea (formata da PSD, PNL, USR e UDMR) nonchè con i ministri ad interim delle Finanze e dei Progetti Europei il livello di attuazione dei progetti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le discussioni si svolgono nelle condizioni in cui i traguardi previsti nel Piano dovrebbero essere raggiunti entro il prossimo 31 agosto. Sul tavolo, tra l’altro, lo sblocco della normativa sul sistema retributivo unico per i dipendenti pubblici, una riforma obbligatoria per ottenere finanziamenti europei per un valore di quasi 800 milioni di euro. Tuttavia, il disegno di legge non è stato ancora presentato nel Parlamento; non è stata ancora individuata un intesa né tra i partiti politici né con i sindacati mentre, ieri sera, i rappresentanti europei hanno bocciato l’ultima versione del documento. Il problema principale segnalato dalla Commissione Europea riguarda l’aumento della spesa salariale complessiva da 8 a oltre 12 miliardi di lei (circa 2,4 miliardi di euro) in assenza di una fonte di finanziamento chiaramente definita.
Deficit – Il debito pubblico della Romania ha superato il 60% del PIL; di conseguenza, il governo non può più approvare misure che comportino un aumento della spesa per il personale o per la previdenza sociale. Lo ha annunciato sui social il Ministro delle Finanze Alexandru Nazare, precisando che “nel caso di un debito pubblico superiore al 60%, la disciplina fiscale e di bilancio rappresentano un obbligo, e non un’opzione”. Nazare ha spiegato che il superamento della soglia fa scattare nuove regole per il controllo della spesa e per la riduzione graduale del debito, evidenziando che la Romania rimane sottoposta alla procedura per disavanzi eccessivi e che il piano di consolidamento fiscale concordato con la Commissione Europea prevede dei limiti precisi. Il deficit della Romania è stimato al 6% del PIL per il 2026, dopo il 7,9% rilevato nel 2025 e il picco record del 9,3% registrato nel 2024.
Ferrovie – Il Governo ad interim di Bucarest ha approvato il nuovo contratto di attività e prestazioni della Società Romena di Trasporo Ferroviario (CFR) per i prossimi cinque anni. Il documento definisce gli obblighi del gestore dell’infrastruttura ferroviaria nonchè i finanziamenti da parte dello Stato. La normativa prevede lo stanziamento di fondi per la manutenzione e il funzionamento della rete, la riparazione e il rinnovamento delle infrastrutture, nonché per progetti di ammodernamento e sviluppo della rete ferroviaria. Per i passeggeri, la decisione governativa adottata prevede anche il miglioramento dei servizi nelle stazioni ferroviarie. Gli esperti del Ministero dei Trasporti avevano avvertito che la mancanza del contratto avrebbe potuto bloccare l’erogazione degli stanziamenti, compromettendo la continuità operativa. Ieri, il Governo ha adottato la strategia ferroviaria per i prossimi cinque anni: un piano volto a modernizzare la rete ferroviaria, penalizzata da anni di sottofinanziamento. Nel contempo, la strategia mira ad attrarre un maggior numero di passeggeri nonchè di aumentare i volumi del trasporto merci.
Drone – Un drone marino è stato distrutto oggi dalle Forze Armate romene nei pressi della piattaforma Neptun Deep nel Mar Nero; lo ha annunciato sui social il Ministro della Difesa Radu Miruţă. Il ministro ha precisato di essere stato informato dalla Guardia Costiera sulla presenza del drone a poche centinaia di metri dalle attività di estrazione di gas presso la piattaforma Neptun Deep, situata nella zona economica esclusiva romena, a 80 miglia est di Costanza. Presso il Ministero della Difesa è stata istituita un’unità di comando che ha richiesto l’autorizzazione della NATO affinché le Forze Armate romene possano assumere la gestione dell’operazione. Di conseguenza, in coordinamento con il capo dello stato, è stata presa la decisione di distruggere il drone per tutelare le centinaia di persone che lavorano sulla piattaforma nonchè per mettere in sicurezza l’infrastruttura critica. Due caccia F-16 rumeni sono decollati d’urgenza con l’ordine di ingaggiare il bersaglio.