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24.09.2018

Bucarest – Il Senato romeno ha adottato, come prima camera, il ddl della Legge offshore, che stabilisce le modalità di sfruttamento del gas naturale nel Mar Nero. Il disegno di legge è stato adottato dalle competenti commissioni con le modifiche apportate, sempre oggi, dai senatori della maggioranza PSD-ALDE, in seguito alla richiesta di riesame inoltrata del presidente Klaus Iohannis. Uno dei più importanti provvedimenti prevede l’applicazione delle attuali royalties per la produzione petrolifera nel Mar Nero. Un altro emendamento prevede che, per tutta la durata dell’accordo petrolifero, non sarà modificato il valore delle royalties e il regime fiscale. In più, potranno essere dedotti gli investimenti effettuati fino all’entrata in vigore della legge. Un altro emendamento prevede l’obbligo delle aziende di vendere sul mercato romeno almeno il 50% della quantità di gas estratta. Il senatore liberale Florin Câțu (all’opposizione) ha sostenuto che non è stata rispettata nessuna delle richieste inoltrate dal capo dello stato. Il ddl era stato adottato il 9 luglio dalla Camera dei Deputati, però il 2 agosto il presidente Klaus Iohannis ha rinviato la Legge Offsore al riesame del Parlamento, ritenendo necessaria una nuova verifica dalla prospettiva della stabilità e della prevedibilità a lungo termine.

24.09.2018
24.09.2018

, 24.09.2018, 16:14

Bucarest – Il Senato romeno ha adottato, come prima camera, il ddl della Legge offshore, che stabilisce le modalità di sfruttamento del gas naturale nel Mar Nero. Il disegno di legge è stato adottato dalle competenti commissioni con le modifiche apportate, sempre oggi, dai senatori della maggioranza PSD-ALDE, in seguito alla richiesta di riesame inoltrata del presidente Klaus Iohannis. Uno dei più importanti provvedimenti prevede l’applicazione delle attuali royalties per la produzione petrolifera nel Mar Nero. Un altro emendamento prevede che, per tutta la durata dell’accordo petrolifero, non sarà modificato il valore delle royalties e il regime fiscale. In più, potranno essere dedotti gli investimenti effettuati fino all’entrata in vigore della legge. Un altro emendamento prevede l’obbligo delle aziende di vendere sul mercato romeno almeno il 50% della quantità di gas estratta. Il senatore liberale Florin Câțu (all’opposizione) ha sostenuto che non è stata rispettata nessuna delle richieste inoltrate dal capo dello stato. Il ddl era stato adottato il 9 luglio dalla Camera dei Deputati, però il 2 agosto il presidente Klaus Iohannis ha rinviato la Legge Offsore al riesame del Parlamento, ritenendo necessaria una nuova verifica dalla prospettiva della stabilità e della prevedibilità a lungo termine.

Wahington – Quasi 130 capi di stato e di governo partecipano da oggi a New York alla 73/a sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU, alla quale la Romania è rappresentata dal presidente Klaus Iohannis. Mercoledì, nel suo intervento davanti all’Assemblea Generale, il capo dello stato romeno sottolineerà la necessità di una risposta efficiente alle principali sfide per la pace e la sicurezza internazionale, nonchè per l’identificazione delle cause conflittuali in grado di generare crisi. Iohannis patecipa assieme ad altri leader mondiali all’apertura dei dibattiti generali, che si concluderanno con una risoluzione.

Washington – Il ministro della Difesa romeno, Mihai Fifor, effettua da oggi fino al 28 settembre una visita ufficiale negli USA, che prevede, tra l’altro, un incontro al Pentagono con il segretario alla Difesa, James Mattis. L’agenda dei colloqui include temi legati all’intensificazione della cooperazione bilaterale nel campo della difesa, ma anche all’interno dell’Alleanza Nord-Atlantica. Fifor parteciperà ad un forum organizzato dal Centro per l’Analisi delle Politiche Europee (CEPA), con sede a Washington. Fondato nel 2005, CEPA è un think-tank americano la cui attività si concentra sullo studio degli stati e della società europee. La visita negli USA prevede anche incontri con il Governatore di Alabama, Kay Ivey, e con congressisti, occasione per affrontare anche temi riguardanti la difesa.

Bruxelles – La Commissione Europea ha proposto una serie di misure per sostenere 12 stati membri, la Romania compresa, ad adempiere gli obiettivi riguardanti il riciclaggio dei rifiuti municipali. Accanto alla Romania, la lista della Commissione include Paesi come Bulgaria, Croazia, Finalndia, Grecia, Ungheria, Portogallo o Spagna, che rischiano di non rispettare l’obiettivo di riciclare il 50% dei rifiuti municipali, stabilito per il 2020. Secondo le stime della BM, il valore annuo di rifiuti aumenterà da 2,01 miliardi di tonnellate nel 2016 fino a 3,4 miliardi nel 2050. A febbraio 2017, la Commissione Europea ha deciso di inviare la Romania davanti alla Corte Europea di Giustizia, in quanto le autorità non sono riuscite a smantellare 68 depositi municipali di rifiuti nonconformi. Successivamente, ad aprile, la Commissione ha chiamato la Romania davanti alla stessa Corte per mancata osservanza dell’obbligo di rivedere e adottare il Piano Nazionale di Gestione dei Rifiuti e il Programma di Prevenzione della Generazione di Rifiuti, secondo le direttive europee nel settore.

Bucarest – Più di 30.000 studenti hanno iniziato un nuovo anno accademico al Politecnico di Bucarest. La cerimonia di apertura ha celebrato anche la 200/a generazione della più grande università tecnica di Romania. Accanto ai ministri dell’Istruzione e delle Comunicazioni, erano presenti ambasciatori e rappresentanti di oltre 20 Paesi. Quest’anno, il Politecnico di Bucarest si annovera tra le prime 500 migliori università del mondo, mentre nel 2017 si piazzava 22/o tra gli atenei sud-est europei. L’anno accademico 2018-2019 inizia ufficialmente il 1 ottobre.

Chisinau – In seguito al rifiuto di firmare i decreti per la nomina di due nuovi ministri nel gabinetto Filip, la Corte Costituzionale della Moldova ha deciso di revocare temporaneamente le prerogative al presidente filo-russo Igor Dodon. Secondo la decisione della Corte, il presidente del Parlamento, Andrian Candu, o il premier firmeranno i decreti per la nomina dei nuovi ministri dell’Agricoltura e della Salute. Dodon ha rifiutato di firmarli per due volte, fatto che contravviene alla Costituzione. E’ per la quarta volta che il presidente Dodon viene sospeso dalla carica.

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