30.03.2026 (aggiornamento)
Crisi carburanti: governo valuta nuove misure per contenere la crescita dei prezzi/Politica: mozione di sfiducia contro la ministra dell'Ambiente, Diana Buzoianu/ UE: i commissari europei Roxana Mînzatu e Apostolos Tzitzikostas, in visite di lavoro in Romania
Newsroom, 30.03.2026, 18:49
Caro benzina – A Bucarest si è svolta una riunione del gruppo di lavoro governativo, che sta valutando un nuovo pacchetto di misure volte a contenere la crescita dei prezzi dei carburanti. Non sono state prese decisioni, ma sono stati presentati diversi scenari. L’opzione principale presa in considerazione è la riduzione dell’accisa sui carburanti. In precedenza, il primo ministro liberale Ilie Bolojan aveva spiegato che, a causa dei problemi di bilancio, l’intervento dello stato sarà limitato. La scorsa settimana, il governo di Bucarest ha adottato un’ordinanza d’urgenza che istituisce, a partire dal 1° aprile, la situazione di crisi sul mercato romeno dei carburanti e introduce misure di intervento, in vigore fino alla fine di giugno. La normativa prevede, tra l’altro, il contenimento del ricarico commerciale al livello medio del 2025, la limitazione delle esportazioni di gasolio e greggio, nonchè sanzioni di fino al 10% del fatturato per il mancato rispetto dei provvedimenti.
Politica – Con 41 voti favorevoli, 45 contrari e un’astensione, la plenaria del Senato di Bucarest ha bocciato oggi una mozione di sfiducia inoltrata contro la ministra dell’Ambiente, Diana Buzoianu. I firmatari del documento, rappresentanti dell’opposizione nazionalista, hanno accusato la ministra di aver bloccato progetti energetici, di essere responsabile per la crisi idrica in corso in due province della Romania meridionale, nonchè di aver gestito in modo inadeguato il problema delle discariche. L’USR, partito della ministra Buzoianu, ha respinto le critiche dei promotori, accusando il PSD di aver violato il protocollo di collaborazione della coalizione di governo. Il Senato aveva già discusso un’altra mozione di sfiducia contro Diana Buzoianu lo scorso dicembre.
UE – I commissari europei Roxana Mînzatu e Apostolos Tzitzikostas stanno effettuando separatamente visite di lavoro in Romania. La vicepresidente della Commissione, che detiene il portafoglio per i diritti sociali e le competenze, la romena Roxana Mînzatu, ha incontrato a Bucarest il presidente Nicuşor Dan, il primo ministro Ilie Bolojan e ha avuto un dialogo con le commissioni per il lavoro del Senato e della Camera dei Deputati. Sul tavolo le priorità europee nei settori competitività, sicurezza, coesione e istruzione, nonché l’attuazione dei programmi europei in Romania. Domani, la Mînzatu incontrerà il ministro dell’Istruzione, Mihai Dimian. La visita si inserisce nel quadro del costante dialogo tra la Commissione Europea e le autorità romene sulle priorità e sui programmi europei, nonché sulle opportunità per la Romania in ambito economico, sociale ed educativo. Sempre a Bucarest, il commissario europeo per i trasporti e il turismo, Apostolos Tzitzikostas, ha incontrato il premier Ilie Bolojan. La situazione dei prezzi del carburante, i progetti di interconnessione nel settore dei trasporti, la mobilità militare o il dialogo per lo sviluppo della futura strategia europea per il turismo sostenibile sono stati i principali temi affrontati durante l’incontro, al quale hanno partecipato anche il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Ciprian Constantin Șerban, e il ministro dell’Economia, della Digitalizzazione, dell’Imprenditoria e del Turismo, Ambrozie-Irineu Darău. Domani, Tzitzikostas sarà ricevuto dal presidente Nicuşor Dan.
Sondaggio – Secondo un sondaggio condotto dal Centro di Sociologia Urbana e Regionale (CURS), se domenica prossima si tenessero elezioni politiche, l’Alleanza per l’Unione dei Romeni (opposizione sovranista) otterrebbe il 33% dei voti, seguita dal PSD con il 24% e dal PNL con il 16%. Seguono USR con il 9% e l’UDMR con il 5%. Alla domanda relativa al percorso seguito dalla Romania, l’80% degli intervistati ha risposto che le cose stanno andando nella direzione sbagliata, mentre solo il 17% sostiene che la direzione sia quella giusta. La ricerca è stata condotta su un campione di 1.517 adulti, rappresentativo a livello nazionale, nel periodo 23- 27 marzo.