30.09.2026 (aggiornamento)
Crisi politica: con 182 voti favorevoli e 15 contrari, il Parlamento di Bucarest non ha concesso la fiducia al governo proposto dal liberale Siegfried Mureșan / Diplomazia: il presidente Nicușor Dan in visita ufficiale nella Repubblica Ceca
Newsroom, 30.09.2026, 18:49
Crisi politica – Con 182 voti favorevoli e 15 contrari, il Parlamento di Bucarest non ha concesso la fiducia al governo proposto dal liberale Siegfried Mureșan. Per ottenere l’investitura, l’esecutivo avrebbe dovuto ottenere un minimo di 233 voti favorevoli su un totale di 464. L’Esecutivo proposto sarebbe stato formato da 16 ministri proposti da PNL, USR e UDMR, nonché da un indipendente. Mureșan ha negoziato solo con i rappresentanti delle minoranze nazionali, con senatori e deputati non affiliati nonché con i gruppi parlamentari minori. I parlamentari AUR non sono stati presenti in aula, mentre i membri del PSD non hanno partecipato al voto. Lo scorso maggio, il PSD e l’AUR hanno fatto cadere il governo guidato dal liberale Ilie Bolojan, tramite una mozione di sfiducia. Sempre oggi, il presidente Nicușor Dan ha convocato i partiti per un nuovo round di consultazioni, in programma lunedì prossimo, con l’intenzione di designare un nuovo primo ministro nello stesso giorno. La mancata investitura del governo Mureșan segna il primo caso in cui si verifica la condizione costituzionale per l’organizzazione di elezioni anticipate; si tratta, infatti, del secondo governo che non ottiene la fiducia parlamentare, dopo quello proposto lo scorso giugno dal liberale Adrian Veștea. Di conseguenza, il capo dello Stato può sciogliere il Parlamento e sollecitare elezioni anticipate in qualsiasi momento.
Romania-Repubblica Ceca – Il presidente romeno Nicușor Dan è stato ricevuto oggi, al Castello di Praga, dal presidente della Repubblica Ceca, Petr Pavel. Nicușor Dan ha effettuato una visita ufficiale a Praga su invito del suo omologo ceco. Sul tavolo dei colloqui temi come la cooperazione romeno-ceca a livello bilaterale, europeo e di alleanza, con accento sulla sicurezza dell’Europa di fronte alle minacce derivanti dall’aggressione della Russia contro l’Ucraina. Per quanto riguarda le relazioni bilaterali, i due hanno concordato sul potenziale da sfruttare in ambito economico, nel contesto in cui il volume degli scambi commerciali si attesta a quasi sette miliardi di euro all’anno. Il presidente romeno ha inoltre incontrato il primo ministro Andrej Babiš e i presidenti delle due camere del Parlamento. Sempre oggi, Nicușor Dan ha incontrato i rappresentanti della comunità romena nella Repubblica Ceca. Secondo i dati ufficiali, il numero di cittadini romeni che vi lavorano supera i 20.000, mentre il numero totale di residenti è superiore a 40.000; ciò rende i romeni la seconda comunità di cittadini UE stabilita nella Repubblica Ceca, dopo gli slovacchi.
Giustizia – L’ex candidato alla presidenza della Romania, considerato filo-russo, Călin Georgescu, insieme al suo presunto complice, l’imprenditore Ionel Rusen, e stato fermato per un periodo di 30 giorni in seguito alla decisione definitiva della Corte d’Appello di Bucarest. Il tribunale ha accolto il ricorso dei procuratori della DIICOT (Procura antimafia) contro la sentenza del Tribunale di Bucarest con cui Călin Georgescu era stato sottoposto solo al controllo giudiziario. Una settimana fa, era stato trattenuto per 24 ore con l’accusa di associazione a delinquere e frode con conseguenze particolarmente gravi. L’indagine sul caso è partita da una denuncia presentata da un uomo d’affari di Buzău (sud-est), il quale sostiene di aver subito danni pari a un milione di euro.
Giustizia – La Corte Costituzionale della Romania ha rinviato al 7 ottobre le decisioni su due casi che coinvolgono governo, parlamento e magistratura. La prima disputa, segnalata dal primo ministro ad interim Ilie Bolojan, riguarda il pagamento di ingenti arretrati salariali dovuti ai magistrati, stimati a quasi 5 miliardi di lei (circa 1 miliardo di euro). Le somme rappresentano arretrati retributivi ottenuti dai magistrati negli ultimi anni grazie a processi vinti in tribunale contro lo Stato. Il governo ammonisce che il pagamento integrale e immediato di queste somme aumenterebbe il deficit di bilancio e comprometterebbe il rating Paese. Sempre il 7 ottobre, la Consulta dovrebbe pronunciarsi anche sulla controversia tra governo e parlamento inoltrata dal presidente della Camera dei Deputati, Sorin Grindeanu. Grindeanu accusa l’esecutivo di aver superato i limiti costituzionali emanando un’ordinanza d’urgenza relativa al programma di difesa SAFE, dopo che il governo era stato sfiduciato dal parlamento.
Droni – Il sistema di monitoraggio radar del Ministero della Difesa di Bucarest ha rilevato la scorsa notte un bersaglio aereo in movimento a est di Izmail, in territorio ucraino, vicino al confine con la Romania. Secondo un comunicato del Ministero, due caccia F-18 dell’Aeronautica spagnola, impegnati in missioni di Enhanced Air Policing, sono decollati per monitorare la situazione. I residenti della parte settentrionale della provincia di Tulcea (Romania orientale) sono stati informati attraverso un messaggio RO-ALERT. Non sono state rilevate incursioni nello spazio aereo nazionale.