29.03.2026 (aggiornamento)
Prezzi carburanti: il Governo di Bucarest prepara nuove misure per contenere aumento / Domenica delle Palme: celebrazioni anche per i fedeli cattolici in Romania, paese a maggioranza ortodossa / Ora legale: lancette spostate un'ora in avanti anche in Romania
Newsroom, 29.03.2026, 19:34
Prezzi carburanti – Il Governo di Bucarest sta preparando nuove misure per contenere l’aumento dei prezzi dei carburanti. Si tratta di una riduzione delle accise su benzina e diesel, e un gruppo di lavoro dovrebbe valutare fino a che punto lo stato può sostenere la riduzione di queste tasse e quale sarà la durata di applicazione della misura. Secondo il premier Ilie Bolojan, è molto probabile che lunedì il governo adotti un atto normativo sull’attuazione della riduzione delle accise. Dal 1° aprile entreranno in vigore anche le misure di intervento sul mercato dei carburanti adottate pochi giorni fa dall’Esecutivo tramite ordinanza d’urgenza. Secondo il documento, il margine di profitto applicato dagli operatori economici che producono, importano o vendono benzina e gasolio sarà limitato al valore medio di tale margine applicato dagli operatori lo scorso anno. Le esportazioni e le consegne intracomunitarie costituiranno un’eccezione, ma in caso di scostamenti saranno applicate sanzioni pecuniarie comprese tra lo 0,5% e l’1% del fatturato realizzato lo scorso anno. Gli operatori economici dovranno inoltre ridurre il contenuto di biocarburanti nella benzina dall’8% a un minimo del 2% entro il 30 giugno, periodo durante il quale saranno in vigore queste misure di protezione. Allo stesso tempo, le esportazioni effettuate senza le necessarie autorizzazioni dai Ministeri dell’Economia e dell’Energia saranno sanzionate con multe comprese tra il 5% e il 10% del fatturato, nonché con la confisca della merce.
Mozione semplice – La ministra dell’Ambiente Diana Buzoianu romena è stata convocata nuovamente lunedì al Parlamento di Bucarest per rispondere a una mozione semplice. La mozione è stata presentata al Senato dall’Opposizione, ma come anche la precedente, è sostenuta dal PSD, partito della coalizione di governo. I firmatari, rappresentanti dei gruppi PACE – Romania Prima e AUR, accusano Diana Buzoianu di bloccare progetti energetici, di essere responsabile della crisi idrica in due contee e di non gestire adeguatamente il problema delle discariche. L’USR, il partito di cui fa parte Diana Buzoianu, respinge le critiche mosse dai promotori e accusa il PSD di violare ripetutamente il protocollo di collaborazione all’interno della coalizione.
Visite – I commissari europei Roxana Mînzatu e Apostolos Tzitzikostas effettueranno due visite separate di due giorni in Romania a partire da lunedì. Lunedì, la vicepresidente della Commissione per i diritti sociali e le competenze, il lavoro di qualità e la formazione, Roxana Mînzatu, incontrerà il presidente Nicuşor Dan, il primo ministro Ilie Bolojan e terrà un dialogo con le commissioni parlamentari per il Lavoro del Senato e della Camera dei Deputati. Il commissario europeo per i trasporti sostenibili e il turismo, Apostolos Tzitzikostas, esaminerà con le autorità romene i progetti di connettività, le iniziative e le strategie che stimolano la coesione economica e sostengono le catene di approvvigionamento, nonché il ruolo guida dei finanziamenti dell’Unione europea nella modernizzazione delle reti di trasporto.
Guerra in Medio Oriente – Il Pentagono si sta preparando per settimane di operazioni di terra in Iran, ma non è ancora chiaro se il presidente Donald Trump approverà i piani per il dispiegamento di truppe di terra, secondo quanto riportato dalla stampa statunitense. Secondo il Washington Post, che cita funzionari statunitensi, i piani attuali indicano che tali operazioni di terra non costituirebbero un’invasione su vasta scala, bensì incursioni aggiuntive condotte dalle forze speciali assieme alla fanteria convenzionale. Si ritiene che gli americani abbiano più di 4.000 marines a bordo di navi dirette verso il Golfo, paracadutisti dell’82ª Divisione Aviotrasportata in stato di allerta e stiano discutendo ulteriori rinforzi, che si aggiungerebbero alle 50.000 persone già coinvolte nella guerra in Iran. Nel frattempo, l’Iran ha continuato a lanciare missili e droni contro obiettivi negli stati del Golfo. Sono stati segnalati nuovi attacchi notturni in Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, anche contro importanti infrastrutture. Il Ministero degli Esteri dell’Oman ha condannato gli attacchi di sabato sul suo territorio, aggiungendo che nessuna parte ne ha rivendicato la responsabilità.
No kings day, milioni in piazza contro Trump – Sabato si sono svolte imponenti proteste in tutti gli Stati Uniti contro le politiche del presidente Donald Trump, dalle deportazioni forzate di migranti alla guerra in Iran. Si tratta della terza manifestazione anti-Trump da quando il repubblicano si è insediato alla Casa Bianca, organizzata dal movimento “No Kings”, che afferma di aver portato in piazza oltre otto milioni di persone. Secondo il corrispondente di Radio Romania a Washington, i partecipanti hanno denunciato gli attacchi alla democrazia e alla Costituzione e hanno protestato pacificamente contro le azioni violente degli agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), che hanno terrorizzato le città americane e ucciso due cittadini americani in Minnesota quest’inverno. Altre rivendicazioni includono il significativo aumento dei prezzi, la possibilità di un dispiegamento di truppe di terra in Medio Oriente, senza una chiara visione per porre fine alla guerra in Iran, la riduzione del sostegno all’Ucraina, i tentativi dei repubblicani di limitare il diritto di voto e persino la nuova sala da ballo di Donald Trump.
Patriarca di Gerusalemme bloccato al Santo Sepolcro – La polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme e al sacerdote della Chiesa del Santo Sepolcro di entrare nel luogo sacro per celebrare la Messa della Domenica delle Palme, “per la prima volta in secoli”, ha dichiarato il Patriarcato latino. In una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa, si afferma che l’ostruzione “crea un grave precedente e dimostra una mancanza di considerazione per la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, questa settimana, rivolgono lo sguardo a Gerusalemme”. Il Patriarcato latino ha anche annunciato la cancellazione della tradizionale processione della Domenica delle Palme, che di solito parte dal Monte degli Ulivi per Gerusalemme e attira migliaia di fedeli ogni anno. “I capi delle Chiese hanno agito responsabilmente e, dall’inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte”, ha affermato il Patriarcato. All’inizio dell’offensiva lanciata congiuntamente con gli Stati Uniti contro l’Iran il 28 febbraio, le autorità israeliane hanno vietato i grandi assembramenti, compresi quelli in sinagoghe, chiese e moschee, limitando le riunioni pubbliche a circa 50 persone.
Domenica delle Palme – Anche i fedeli cattolici in Romania – Paese a maggioranza ortodossa – hanno celebrato oggi la Domenica delle Palme, una settimana prima della Pasqua cattolica, che quest’anno cade il 5 aprile. In questa occasione, a Bucarest si è svolta una processione religiosa, organizzata dall’Arcidiocesi romano-cattolica, culminata con la Divina Liturgia presieduta da Sua Eminenza Aurel Percă.
Ora legale – Anche in Romania nella notte tra sabato e domenica è entrata in vigore l’ora legale. Gli orologi sono stati spostati avanti di un’ora, quindi le 3:00 sono diventate le 4:00. Questa misura viene applicata annualmente l’ultimo fine settimana di marzo nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea, per un utilizzo più efficiente della luce naturale e per ridurre il consumo energetico.