Racconti dallo sport romeno: Montevideo 1930
La prima edizione del Campionato Mondiale di calcio si svolse nel 1930, a Montevideo. Alla competizione parteciparono 13 squadre nazionali, tra cui anche quella della Romania.
Florin Orban, 14.04.2026, 11:40
Il transatlantico Conte Verde, a bordo del quale si trovavano anche i calciatori romeni, arrivò in Uruguay il 2 luglio 1930. La squadra alloggiò inizialmente in una villa messa a disposizione dalla comunità romena di Montevideo, ma priva di riscaldamento, in pieno inverno nel Sud America. La delegazione si trasferì poi all’Hotel Artigas, dove il 5 luglio ricevette la notizia del sorteggio.
La Romania faceva parte dello stesso girone con il Perù e con la nazionale del paese ospitante – l’Uruguay, due volte campione olimpico (1924 e 1928). Una missione difficile… La partita contro il Perù si disputò il 14 luglio. La Romania aprì il punteggio fin dall’inizio grazie ad Adalbert Deșu. All’11° minuto però la squadra rimase in dieci uomini dopo un fallo brutale del peruviano Luis de Souza su Adalbert Steiner, che finì direttamente in ospedale con una frattura alla gamba.
Alla metà del primo tempo, la Romania perse un altro giocatore: Constantin Stanciu, al quale la „suola” di Alberto de Negri strappò la rotula. Dopo l’intervallo, in superiorità numerica, i peruviani pareggiarono. Al 60° minuto, Stanciu rientrò zoppicante in campo. E, a un quarto d’ora prima della fine, segnò un gol storico…con la gamba infortunata. Il punteggio finale 3-1 per la Romania fu fissato all’85° minuto da Nicolae Covaci.
Nella partita successiva, la nazionale dell’Uruguay sconfisse il Perù per 1-0, così la Romania occupò per alcuni giorni il primo posto nel girone. Nella partita decisiva però, i padroni di casa superarono la squadra romena per 4-0. Alla metà del primo tempo, in poco tempo, grazie a combinazioni estremamente rapide, segnarono tre gol.
Il centrocampista Rudi Wetzer annotava nel suo diario: “Così è il calcio. In 6 minuti sul campo impari più che in 6 anni con il gesso davanti alla lavagna. Perché, da quando il pallone è rotondo, il calcio si impara con la maglia sudata e non con la camicia inamidata”. La citazione proviene dal libro „La finale si gioca oggi”, pubblicato nel 1966, in cui il compianto Ioan Chirilă incluse una parte del diario di Wetzer.
Vale la pena ricordare che, alla fine, l’Uruguay vinse la Coppa del Mondo, battendo in finale l’Argentina per 4-2.