19.08.2026
Esecutivo: seduta straordinaria dedicata alla Strategia di sviluppo delle infrastrutture ferroviarie per il periodo 2026-2030/Inflazione: con un incremento annuo dei prezzi dell'8,2%, la Romania lamenta i valori più elevati dell’UE
Newsroom, 19.08.2026, 16:45
Ferrovie – Seduta straordinaria del governo ad interim di Bucarest dedicata all’approvazione della Strategia di sviluppo delle infrastrutture ferroviarie per il periodo 2026-2030. L’attenzione dell’Esecutivo punta sull’arresto del deterioramento tecnico della rete ferroviaria, dato che l’anno scorso quasi 9.800 km di binari – pari a oltre il 72% dell’infrastruttura – richiedevano interventi di rinnovamento. Nel contempo, la strategia mira ad attrarre più passeggeri nonchè ad aumentare i volumi di trasporto merci. I fondi necessari per le riparazioni ordinarie nonchè per l’ammodernamento delle linee superano, fino al 2030, i 26 miliardi di euro. Secondo gli esperti, nel periodo 2021-2025 è stato garantito solo circa il 46% dei finanziamenti necessari per le infrastrutture ferroviarie pubbliche. Di conseguenza, la carenza di fondi ha generato sia il calo del numero di passeggeri che scelgono di viaggiare in treno, sia quello del volume delle merci trasportate.
Inflazione – Il tasso di inflazione annuale nell’Unione Europea è salito nel mese di luglio fino al 3%, valore in aumento rispetto al 2,9% rilevato un mese prima. Nel contesto, la Romania lamenta di nuovo i valori più elevati, con un incremento annuo dei prezzi dell’8,2%. Secondo i dati pubblicati da Eurostat, lo scorso mese, gli stati membri dell’UE con i tassi di inflazione annuali più bassi sono stati la Svezia (0,3%), la Repubblica Ceca (1,3%) nonchè Danimarca e Ungheria, con l’1,6%. Al polo opposto si colloca la Romania (8,2%), seguita a distanza dalla Lituania (5,4%) , nonchè da Cipro e Bulgaria con il 4,4%. Per quanto riguarda la Romania, i dati presentati anteriormente dall’Istituto Nazionale di Statistica indicavano un calo del tasso di inflazione annuale di fino al’8,16%, rispetto al 10,42% registrato nel mese di giugno. Dal canto suo, la Banca Centrale ha rivisto al rialzo fino al 5,5% la previsione sull’inflazione per la fine del 2026, anticipando un valore del 2,9% entro la fine del 2027.
Caro Carburanti – Il prezzo del gasolio in Romania rimane al di sopra della soglia psicologica di 10 lei (1,92 euro) al litro, nonostante una riduzione del 20% delle accise sui carburanti. Secondo gli analisti, l’aumento dei prezzi per i prodotti petroliferi è stato alimentato anche dalla guerra nella confinante Ucraina. La Romania importa circa il 63% del fabbisogno totale di petrolio dal Kazakistan, attraverso la Russia.
Crisi Energetica – Secondo le previsioni pubblicate dall’Istituto Nazionale di Idrologia e Gestione delle Acque la portata del Danubio nel punto di ingresso in Romania si manterrà ai 1.300 m³/s nei prossimi tre giorni, per salire poi ai 1.350 m³/s, livelli di molto inferiori rispetto alla media pluriennale rilevati per il mese di agosto di 3.900 m³/s. La portata ridotta del Danubio, scesa a minimi storici, ha generato anche la disattivazione dei due reattori della centrale nucleare di Cernavodă (nel sud-est del Paese), che fornivano circa il 20% dell’energia prodotta a livello nazionale. Il Ministero dell’Energia dichiara che il sistema elettrico nazionale dispone di risorse sufficienti per compensare il deficit di produzione. Tra queste l’energia eolica, l’unità a carbone Rovinari 4 e la produzione idroelettrica. Inoltre, il sistema elettrico nazionale dispone di una significativa capacità di interconnessione transfrontaliera, di circa 4.000 MW, che consente l’importazione di energia elettrica.
Politica – Il Comitato politico dell’USR, formazione politica parte della coalizione governativa di Bucarest, si riunisce per riconfermare Dominic Fritz nella carica di presidente del partito. L’iniziativa si verifica nel contesto della recente decisione della Corte Costituzionale in merito alla legge sull’integrità dei funzionari pubblici, ma anche, sottolineano fonti del partito, nel contesto degli attacchi politici lanciati dal PSD contro Dominic Fritz e la sua formazione. La Corte Costituzionale ha recentemente confermato la costituzionalità di un emendamento – introdotto su iniziativa del PSD e del partito nazionalista AUR – che prevede l’esonero dall’incarico dei sindaci che si trovano in una situazione di incompatibilità o conflitto di interessi. Il leader dell’USR, Dominic Fritz, è direttamente coinvolto e rischia di perdere la carica di sindaco della città di Timișoara (Romania occidentale) dopo che, lo scorso giugno, è stata accertata una situazione di conflitto di interessi a suo carico. Mentre il leader dell’USR denuncia un abuso di potere e sostiene l’inapplicabilità retroattiva della legge, i socialdemocratici invocano l’applicazione del principio secondo cui coloro che sono stati condannati non possono ricoprire cariche pubbliche.