24.09.2026 (aggiornamento)
Crisi politica: il primo ministro designato, l'eurodeputato liberale Siegfried Mureșan, ha presentato le linee guida del suo programma di governo, che non prevede aumenti di tasse/Sicurezza: drone entrato nello spazio aereo romeno, precipitato vicino alla città di Solca, in provincia di Suceava (nord-est), senza causare vittime o danni materiali
Newsroom, 24.09.2026, 20:02
Crisi politica – A Bucarest, il primo ministro designato, l’eurodeputato liberale Siegfried Mureșan, ha presentato le linee guida del suo programma di governo, che non prevede aumenti di tasse. Mureșan ha precisato che la struttura dell’esecutivo proposto prevede tre vicepremier. Un giorno prima, il leader dell’opposizione socialdemocratica, Sorin Grindeanu, partito che detiene il maggior numero di seggi parlamentari, aveva invitato Mureșan a rinunciare all’incarico, sostenendo che non sarà in grado di ottenere un numero sufficiente di voti per insediare il governo proposto. Finora, Mureșan gode del sostegno di PNL, USR e UDMR. La Romania non ha un esecutivo stabile dal mese di maggio, dopo che il PSD e il partito all’opposizione estremista AUR hanno votato una mozione di sfiducia contro il governo guidato dal liberale Ilie Bolojan, il quale continua a ricoprire la carica di primo ministro ad interim. Il presidente romeno Nicușor Dan ha dichiarato che intende evitare le elezioni anticipate, dato che potrebbero solo prolungare lo stato di incertezza del paese. Il capo dello stato ha inoltre auspicato che, per superare l’attuale crisi politica, i partiti dovrebbero avere una maggiore disponibilità al dialogo e al compromesso.
Rating – Il primo ministro liberale ad interim, Ilie Bolojan, ha incontrato a Bucarest una delegazione dell’agenzia internazionale Standard & Poor’s, in visita nella capitale nell’ambito della missione di valutazione periodica del percorso economico e fiscale della Romania. Secondo il governo, l’incontro ha riguardato l’attuale contesto politico e la situazione fiscale e di bilancio del paese, che si iscrive verso la stabilizzazione delle finanze pubbliche, evidenziando che nei primi sette mesi del 2026 il deficit di bilancio è diminuito di oltre 28 miliardi di lei (circa 5,3 miliardi di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una tendenza confermata dai dati sull’esecuzione del bilancio. Bolojan ha sottolineato che il risanamento fiscale deve essere sostenuto da riforme strutturali con effetti a lungo termine: un’amministrazione più efficiente, la riforma delle imprese a partecipazione statale, una migliore definizione delle priorità nella spesa pubblica e investimenti in grado di stimolare la crescita economica. Il primo ministro ad interim ha ribadito che il proseguimento delle riforme avviate dal governo in carica assume un valore fondamentale per il mantenimento della credibilità della Romania all’estero. La decisione della Standard & Poor’s sul rating della Romania è attesa per il 2 ottobre.
Droni – Un drone entrato questa mattina nello spazio aereo romeno è precipitato vicino alla città di Solca, in provincia di Suceava (nord-est), senza causare vittime o danni materiali. Secondo un comunicato del Ministero della Difesa, due caccia F-16 delle Forze Aeree Romene sono decollati per monitorare la situazione. Nella zona, i residenti hanno ricevuto un messaggio RO-ALERT. Il Ministero ha inoltre riferito che, sempre oggi, sono stati rilevati diversi droni vicino al confine con l’Ucraina, nella provincia di Tulcea (sud-est). Due caccia F-18 dell’Aeronautica spagnola sono decollati dalla base di Mihail Kogălniceanu per monitorare la situazione ed è stato emesso un messaggio RO-ALERT per la parte settentrionale della provincia. Negli ultimi mesi, nel contesto della guerra in Ucraina, diversi droni hanno sorvolato lo spazio aereo romeno, alcuni precipitando sul territorio nazionale.
BERS – La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) conferma le previsioni economiche per la Romania relative al 2026 e al 2027, in linea con le stime di giugno, pur avvertendo che persistono rischi di sviluppo negativo. Secondo un rapporto pubblicato dall’istituzione finanziaria internazionale, dopo una crescita economica dello 0,7% nel 2025, la BERS anticipa una contrazione dello 0,2% nel 2026 e una crescita dell’1,8% nel 2027. Sebbene gli squilibri esterni siano diminuiti, il deficit delle partite correnti della Romania rimane tra i più elevati dell’UE, mentre l’inflazione si conferma la più alta dell’Unione. Il deprezzamento del leu rispetto all’euro e la crescita dei prezzi per l’energia, potrebbero prolungare le pressioni inflazionistiche, aggiunge il rapporto BERS
ONU – La ministra degli Esteri ad interim della Romania, Oana Țoiu, ha co-presieduto a New York l’evento “Global Food Security and the Black Sea: the need for restoring freedom of navigation”, organizzato durante la Settimana al vertice dell’81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Secondo un comunicato del Ministero degli Affari Esteri, durante l’evento, organizzato congiuntamente da UE, Romania, Francia e Ucraina, la Țoiu ha sottolineato il ruolo della Romania e del porto di Costanza nel collegare l’Europa al Caucaso meridionale, all’Asia e all’Africa, nonché l’importanza di investimenti strategici volti ad aumentare la capacità di transito dei cereali. Nel suo intervento, la rappresentante romena ha ribadito il sostegno all’istituzione di una moratoria sugli attacchi nel Mar Nero, per consentire la continuazione delle esportazioni di prodotti alimentari verso i mercati globali. E’ stata evidenziata anche la necessità del coordinamento con i paesi dell’Africa e del Sud globale, viene precisato nel comunicato della diplomazia di Bucarest. D’altra parte, Oana Țoiu ha annunciato che il primo ministro armeno Nikol Pashinyan arriverà a Bucarest entro la fine dell’anno per firmare il partenariato strategico tra Armenia e Romania, dopo l’annuncio della decisione di New York di potenziare le relazioni tra i due paesi.
Sondaggio – Circa il 47% dei romeni si dice favorevole alla variante delle elezioni politiche anticipate, mentre un altro 47% si dichiara contrario. Secondo i risultati di un sondaggio condotto dal Centro di Sociologia Urbana e Regionale (CURS), la prospettiva di organizzare di elezioni anticipate divide l’opinione pubblica in due schieramenti di entità uguali. Il 36% degli intervistati ritiene che l’attuale crisi politica debba essere risolta indubbiamente attraverso elezioni anticipate, mentre l’11% tende a concordare con l’opzione. Dall’altra parte, il 26% preferirebbe opporsi alle elezioni anticipate, mentre il 21% si dichiara decisamente contrario. Il 6% non ha espresso alcuna opinione. Il 79% degli intervistati ritiene che la Romania stia andando nella direzione sbagliata, mentre solo il 15% considera che il paese si sta muovendo nella direzione giusta. Anche in questo caso, il 6% non ha espresso opinioni. I risultati evidenziano il mantenimento di un livello elevato di insoddisfazione tra la popolazione. Il divario tra valutazioni negative e positive è significativo, mentre l’alta percentuale di cittadini insoddisfatti dimostra che la percezione negativa della direzione seguita dal paese resta diffusa a livello della popolazione, concludono gli autori dello studio. Se domenica prossima venissero organizzate elezioni politiche, l’AUR otterrebbe il 34% dei voti, seguito dal PSD con il 25% e dal PNL con il 18%. All’USR viene attribuito l’8%, mentre all’UDMR il 5%. Le altre formazioni politiche non raggiungerebbero la soglia del 5% necessaria per ottenere una rappresentanza parlamentare.
Eurostat – Secondo i dati Eurostat, il PIL pro capite della regione Bucarest-Ilfov è tra i più alti dell’UE. Inoltre, la regione Bucarest-Ilfov ha registrato uno dei tassi di crescita regionali più elevati dell’Unione, pari al 33% tra il 2019 e il 2024, a fronte di una crescita del PIL reale dell’intera Unione di solo il 5,6%. Tuttavia, persiste un netto divario tra le regioni romene. Nel 2024, Bucarest-Ilfov ha raggiunto il 188% del PIL pro capite medio dell’UE, mentre la regione Nord-Est si è attestata appena al 48% della media europea. I dati Eurostat rilevano inoltre che la regione Sud-Muntenia sale fino al 55%, il Sud-Est al 59%, il Sud-Ovest Oltenia al 60%, il Nord-Ovest al 71%, mentre la regione Occidentale al 78%.