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08.06.2020

COVID-19 — In Romania, lo stato di allerta potrebbe essere prorogato dopo il 15 giugno, tenuto conto che c’è ancora una trasmissione intracomunitaria del nuovo coronavirus e che appaiono nuovi focolai. Lo ha dichiarato a un’emittente televisiva il ministro della Salute, Nelu Tataru. La decisione spetterà al Comitato Nazionale per le Situazioni di Emergenza, in funzione dell’evoluzione dell’epidemia, dopo la rimozione di alcune delle restrizioni imposte per limitare il diffondersi del virus. Il più recente bilancio indica 1.339 decessi in Romania causati dal nuovo coronavirus, sugli oltre 20.600 casi confermati. Secondo il Gruppo di Comunicazione Strategica, sono 3.304 i cittadini romeni all’estero rilevati positivi al coronavirus, la maggior parte in Italia — quasi 1.900. Il maggior numero di decessi si registra in Gran Bretagna, oltre 40, nel contesto in cui il numero dei romeni contagiati nel Regno Unito è inferiore a 100. Le autorità di Bucarest hanno precisato che questi dati sono stati forniti alle missioni diplomatiche e agli uffici consolari della Romania all’estero, dalle autorità competenti degli stati di residenza, oppure direttamente dai cittadini romeni all’estero.

08.06.2020
08.06.2020

, 08.06.2020, 16:46

COVID-19 — In Romania, lo stato di allerta potrebbe essere prorogato dopo il 15 giugno, tenuto conto che c’è ancora una trasmissione intracomunitaria del nuovo coronavirus e che appaiono nuovi focolai. Lo ha dichiarato a un’emittente televisiva il ministro della Salute, Nelu Tataru. La decisione spetterà al Comitato Nazionale per le Situazioni di Emergenza, in funzione dell’evoluzione dell’epidemia, dopo la rimozione di alcune delle restrizioni imposte per limitare il diffondersi del virus. Il più recente bilancio indica 1.339 decessi in Romania causati dal nuovo coronavirus, sugli oltre 20.600 casi confermati. Secondo il Gruppo di Comunicazione Strategica, sono 3.304 i cittadini romeni all’estero rilevati positivi al coronavirus, la maggior parte in Italia — quasi 1.900. Il maggior numero di decessi si registra in Gran Bretagna, oltre 40, nel contesto in cui il numero dei romeni contagiati nel Regno Unito è inferiore a 100. Le autorità di Bucarest hanno precisato che questi dati sono stati forniti alle missioni diplomatiche e agli uffici consolari della Romania all’estero, dalle autorità competenti degli stati di residenza, oppure direttamente dai cittadini romeni all’estero.



Sicurezza — La Romania si piazza al 57/mo posto nella classifica dei Paesi più sicuri che si possono visitare in questo periodo. Lo rileva un rapporto reso pubblico dalla rivista Forbes. Sono stati analizzati dati provenienti da 200 Paesi ed è stato creato un punteggio basato su 130 parametri quantitativi. Secondo la classifica, il Paese più sicuro è la Svizzera, mentre al secondo posto si piazza la Germania. Secondo il rapporto, al momento, le zone più a rischio sono l’Africa subsahariana e l’America del Sud, ma anche alcuni Paesi del Medio Oriente e dell’Asia.



Trasporto aereo — Da oggi, la compagnia di trasporto aereo romena TAROM ha ripreso i voli Bucarest-Londra, andata e ritorno, per i cittadini che desiderano rientrare nel Paese d’origine — si legge in un comunicato pubblicato sulla pagina Facebook della compagnia. Da Londra saranno accettati solo i cittadini che sollecitano il rimpatrio, mentre da Bucarest a Londra saranno accettati solo i cittadini britannici. I prezzi dei biglietti partono da 267 euro. La Tarom precisa di aver preso questa decisione perché stima che la maggior parte dei romeni sceglierà di passare le vacanze d’estate nel Paese. Sempre da oggi, la Gran Bretagna ha introdotto la quarantena obbligatoria per tutte le persone in arrivo sul suo territorio.



Rimpatri — Il Ministero degli Esteri di Bucarest ha annunciato, oggi, che 316 cittadini romeni sono stati rimpatriati dalla Germania e dalla Spagna. L’azione fa parte delle iniziative delle autorità volte a facilitare il rientro nel Paese dei romeni all’estero che sono stati colpiti dalle misure di restrizione del trasporto aereo adottate per contenere il diffondersi del virus COVID-19. Le autorità romene hanno agevolato il ritorno in Romania di 136 cittadini romeni che si trovavano in Germania e di 180 cittadini romeni dalla Spagna. Grazie alle iniziative delle autorità romene, sono tornati in patria anche 11 cittadini stranieri, residenti in Romania.



Turismo – I padronati del settore turistico romeno sollecitano al Governo di rimuovere tutte le restrizioni per il funzionamento dei locali all’aperto e di permettere la ripresa parziale dell’attività all’interno dei ristoranti, a cominciare dal 15 giugno. In una lettera aperta, si rileva che, in caso contrario, si potrebbero aggravare le perdite registrate finora dagli alberghi e dai ristoranti, che ammontano al 30% del fatturato dei precedenti anni, stimato a 6 miliardi di euro. I firmatari chiedono, tra l’altro, anche la sospensione dell’imposta per il secondo semestre, la possibilità di pagare a rate le tasse e le imposte per il periodo 2020-2021, la concessione di finanziamenti europei non rimborsabili, la diminuzione a metà delle tasse sulle spiagge quest’estate e una legislazione che riduca a metà le tasse locali nel 2020. Più varianti di sostegno della ripresa del turismo romeno, da fondi governativi ed europei, sono esaminate dal Governo, ha scritto su una rete sociale la vicepremier Raluca Turcan.



Festa — I cristiani ortodossi e greco-cattolici di tutto il mondo, compresa la Romania a maggioranza ortodossa, hanno festeggiato oggi il secondo giorno di Pentecoste, la Discesa dello Spirito Santo sui 12 apostoli, che hanno potuto predicare in questo modo la Parola di Dio in lingue che non avevano mai parlato. In seguito alla predica dell’Apostolo Pietro, 3.000 persone si sono convertite al cristianesimo formando la prima comunità cristiana di Gerusalemme, il nucleo della Chiesa di dopo. Nella minivacanza di Pentecoste, migliaia di turisti si trovano nelle stazioni sulla Valle del Prahova (sud) o sul litorale del Mar Nero (sud-est). Molti romeni hanno scelto di passare questi giorni nel Delta del Danubio (sud-est), dove le associazioni turistiche annunciano un grado di occupazione di almeno l’80%.

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