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01.01.2025

Schengen: Romania e Bulgaria aderiscono anche con le frontiere terrestri, a 18 anni dall'adesione all'Ue / Debito governativo: Romania, aumento a 931,186 miliardi di lei a ottobre 2024

01.01.2025
01.01.2025

, 01.01.2025, 17:17

Schengen – La Romania e Bulgaria sono entrate a mezzanotte nell’area Schengen anche con le frontiere terrestri, dopo 18 anni dalla loro adesione all’Ue. L’estensione della zona di libera circolazione europea a 29 membri avviene dopo che i due paesi vi sono stati parzialmente inclusi nel marzo del 2024, con l’eliminazione dei controlli alle frontiere nei porti e negli aeroporti. Il momento della piena adesione a Schengen è stato segnato al valico di frontiera Giurgiu-Ruse dai ministri dell’Interno romeno e bulgaro, Cătălin Predoiu e Atanas Ilkov. I due hanno alzato insieme la barriera tra Romania e Bulgaria, sulle note dell’Inno alla Gioia, l’inno dell’Unione Europea. Il ministro Predoiu ha dichiarato in questa occasione che si tratta di un momento storico, che segna l’integrazione piena e irrevocabile della Romania nell’Unione Europea, un momento con conseguenze pratiche particolari per ogni cittadino romeno, per le imprese romene. Per una transizione sicura, nei prossimi sei mesi verrà applicato un metodo di analisi del rischio: alcuni veicoli saranno selezionati per controlli, ma questo processo non influirà sul flusso principale di passeggeri e veicoli.

Debito governativo – In Romania, il debito della pubblica amministrazione (debito governativo) è salito, nell’ottobre 2024, a 931,186 miliardi di lei (186 miliardi di euro), da 916,758 miliardi di lei del mese precedente, secondo i dati pubblicati dal Ministero delle Finanze. Come percentuale del PIL, il debito pubblico è salito al 54% dal 53,1% di settembre. D’altra parte, il 1° gennaio è entrata in vigore l’ordinanza d’urgenza del Governo, che prevede la riduzione di alcune spese nel settore pubblico nel 2025, il congelamento delle pensioni, degli stipendi e degli assegni familiari. Il documento prevede inoltre che il sussidio assegnato ai partiti politici sarà ridotto del 25% rispetto al livello concesso lo scorso anno. L’ordinanza è in vigore da oggi e costituirà la base per l’adozione della Finanziaria per il 2025.

Presidenza UE – La Polonia ha assunto la Presidenza semestrale del Consiglio dell’Ue dall’Ungheria. Le priorità annunciate da Varsavia in questa veste riguardano il rafforzamento della sicurezza europea in tutte le sue dimensioni: interna, esterna, informatica, economica, energetica, alimentare e sanitaria. Il Governo di Varsavia continuerà a fare pressione su Mosca affinché ponga fine alla sua invasione su larga scala dell’Ucraina, spingendo al contempo l’UE a massimizzare gli aiuti militari e finanziari a Kiev, nel contesto in cui si prevede che Donald Trump ridurrà il sostegno americano. La Polonia prevede inoltre di aumentare la pressione economica sulla Russia aggiungendo nuove sanzioni e cercando di impedire a Mosca di eludere le sanzioni esistenti.

Gas – La regione separatista della Transnistria, nell’est della Repubblica di Moldova, ha interrotto, il primo giorno dell’anno, la fornitura di energia termica e acqua calda in regime centralizzato alle famiglie, in seguito alla cessazione del trasporto di gas russo attraverso l’Ucraina. L’interruzione del flusso di gas è stata immediatamente avvertita nel territorio di circa 450.000 abitanti, a maggioranza russofona, dove sono di stanza circa 1.500 militari russi. La Repubblica di Moldova, che riceveva gas dalla Transnistria, coprirà il 38% del suo fabbisogno con la produzione interna, mentre il restante 62% sarà importato dalla Romania. Le autorità di Chisinau hanno istituito lo stato di emergenza e adottato misure per risparmiare energia. L’interruzione, dal 1° gennaio, del transito del gas russo sul territorio dell’Ucraina ha portato all’aumento del prezzo del gas presso il centro di Amsterdam, dove vengono stabiliti i prezzi di riferimento del gas naturale in Europa. Kiev ha rifiutato di estendere l’accordo di transito e ha spiegato che vuole lasciare Mosca senza una delle principali fonti di denaro con cui finanzia l’invasione dell’Ucraina.

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