13.07.2025
Corte Costituzionale: tre nuovi giudici hanno prestato oggi giuramento alla sede dell’Amministrazione Presidenziale/ Politica: il premier romeno, Ilie Bolojan, eletto presidente del Partito Nazionale Liberale/ Dazi USA: Coreper in riunione straordinaria a Bruxelles
Newsroom, 13.07.2025, 15:58
Corte Costituzionale – Tre nuovi giudici della Corte Costituzionale della Romania hanno prestato giuramento questa mattina al Palazzo Cotroceni, sede dell’Amministrazione Presidenziale. La cerimonia si è svolta alla presenza del presidente Nicușor Dan, del premier Ilie Bolojan, degli altri membri della Corte Costituzionale e dei leader del Parlamento di Bucarest. I giudici costituzionali che iniziano oggi i loro nuovi mandati sono Mihai Busuioc, nominato dal Senato e sostenuto dal Partito Socialdemocratico, Csaba Asztalos, votato dalla Camera dei Deputati su proposta dell’Unione Democratica Magiari di Romania, e Dacian Cosmin Dragoș, nominato su proposta del presidente della Romania. Dopo la cerimonia del giuramento, la giudice costituzionale Elena-Simina Tănăsescu è stata eletta dai colleghi presidente della Consulta per un mandato di tre anni. La Corte Costituzionale è composta da nove giudici nominati per un mandato di nove anni, non prorogabile né rinnovabile. Tre sono proposti dalla Camera dei Deputati, tre dal Senato e tre dal presidente della Romania. La qualità di giudice costituzionale è incompatibile con qualsiasi altro incarico pubblico o privato, ad eccezione di quelli didattici nell’istruzione giuridica superiore.
Politica – Il premier romeno, Ilie Bolojan, è stato eletto presidente del Partito Nazionale Liberale al Congresso svoltosi ieri a Bucarest. Nel suo messaggio ai colleghi, Bolojan ha dichiarato che il PNL, che fa parte della coalizione governativa, deve reinventarsi per rispondere alle aspettative dei cittadini, richiamando l’attenzione che i romeni giudicheranno in base alle decisioni e alle azioni. Il premier ha aggiunto che tra i suoi obiettivi alla guida del partito e del governo ci sono la buona governance, la riduzione degli sprechi, l’eliminazione delle ingiustizie, la riconquista della fiducia dei cittadini. Ilie Bolojan ha annunciato recentemente che il Governo sta lavorando al secondo pacchetto di misure fiscali per ridurre il deficit di bilancio della Romania, il più alto dell’Unione Europea. Il pacchetto prevede la riforma delle aziende statali, delle pensioni speciali e dell’amministrazione pubblica, la riduzione degli sprechi nel settore sanitario e il miglioramento della riscossione delle entrate. L’esecutivo intende attuare tre pacchetti fiscali. Il primo entrerà in vigore dal 1° agosto, mentre il terzo è previsto per il 1° gennaio 2026. Secondo l’agenzia di rating Moody’s, il deficit fiscale della Romania potrebbe raggiungere il 7,8% del PIL nel 2025 e il 6,1% nel 2026, se tutti e tre i pacchetti verranno attuati integralmente. La Romania ha chiuso il 2024 con un disavanzo del 9,3% del PIL.
Energia – Il prezzo elevato dell’energia in Romania rappresenta un problema di sicurezza economica. Lo ha dichiarato il ministro Bogdan Ivan, annunciando che, entro tre settimane al massimo, presenterà alla coalizione di governo un’analisi sui costi energetici, che colpiscono sia le imprese romene che i consumatori domestici. Ivan ha affermato che la Romania utilizza energia due volte più costosa rispetto a quella usata da paesi del Medio Oriente o dell’Asia e si colloca tra i primi tre stati dell’UE per il prezzo dell’elettricità. Il ministro ha ricordato che le persone vulnerabili riceveranno voucher per il pagamento delle bollette, dopo la scadenza del price cap per l’energia elettrica, avvenuta il 1° luglio. Del valore di 50 lei al mese, i voucher saranno concessi alle persone singole con un reddito mensile massimo di 1.940 lei (circa 382 euro) e alle famiglie con un reddito netto per membro non superiore a 1.784 lei (circa 351 euro). Secondo il Ministero del Lavoro, oltre 2 milioni di famiglie beneficeranno di questi voucher.
Mozione di sfiducia – Il Parlamento romeno si riunirà lunedì in sessione straordinaria per dibattiti e voto sulla mozione di sfiducia inoltrata dall’Alleanza per l’Unione dei Romeni contro il governo guidato da Ilie Bolojan.131 parlamentari delle opposizioni hanno avviato l’iniziativa dopo che il governo ha posto la fiducia sul primo pacchetto di misure fiscali per ridurre il disavanzo. I firmatari affermano, tra l’altro, che tali misure indurranno recessione e abbasseranno il tenore di vita, e che i costi dell’austerità saranno sopportati solo dai romeni. Il presidente del Senato, il liberale Mircea Abrudean, ha espresso fiducia che la mozione non passerà, dal momento che, per sfiduciare il governo, servono almeno 233 voti, mentre i partiti della coalizione hanno una maggioranza confortevole. Se la mozione sarà bocciata, il pacchetto fiscale sarà considerato adottato. In tal caso, l’AUR ha annunciato che lo contesterà alla Corte Costituzionale.
Riunione Coreper su dazi USA – L’Unione Europea sta preparando la sua risposta ai dazi del 30% annunciati dal presidente americano, Donald Trump, a partire dal 1° agosto. L’UE ha annunciato che sta valutando eventuali contromisure, se i negoziati con gli americani rimarranno senza esito. Gli ambasciatori degli stati membri a Bruxelles si incontrano oggi in una riunione straordinaria per definire la posizione dell’UE, che sarà analizzata lunedì dai ministri degli Esteri. La Commissione Europea ha preparato due elenchi di misure. Il primo riguarda prodotti importati dagli USA per un valore di 21 miliardi di euro, mentre il secondo ha un impatto di quasi 95 miliardi di euro. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che l’UE vuole ancora lavorare per raggiungere un accordo commerciale con gli Stati Uniti entro il 1° agosto, ma ha ammonito che, sebbene l’UE abbia un elevato livello di apertura e adesione alle pratiche commerciali corrette, l’Europa farà tutti i passi necessari per progettere i propri interessi ed è pronta ad adottare misure proporzionali. Questa settimana, Donald Trump ha avvertito 23 partner commerciali degli USA che imporrà dazi tra il 20% e il 50%.