01.02.2026 (aggiornamento)
Parlamento: lunedì inizia la prima sessione dell’anno/ Proteste: i sindacati della sanità e dell’istruzione contro tagli di bilancio/ Giochi Olimpici Milano Cortina: conto alla rovescia fino all’inaugurazione del 6 febbraio
Newsroom, 01.02.2026, 18:30
Parlamento – A Bucarest si apre lunedì la prima sessione parlamentare di quest’anno. I senatori e i deputati della coalizione governativa quadripartita hanno come priorità la riforma dell’amministrazione pubblica locale e centrale, proposta dal primo ministro liberale Ilie Bolojan, nonché le misure di rilancio economico avviate dal PSD. L’opposizione, a sua volta, si concentrerà su iniziative legate alla protezione dei cittadini dai costi elevati della vita e alla modifica del mandato dei giudici della Corte Costituzionale. Allo stesso tempo, l’opposizione potrebbe presentare una mozione di sfiducia se il primo ministro porrà la fiducia su un terzo pacchetto di riforme, oltre a diverse mozioni semplici contro i ministri degli Affari Esteri, della Difesa e dell’Istruzione. Nel corso della stessa sessione, il Senato e la Camera dei Deputati esprimeranno il voto sulla Finanziaria per il 2026 e sulla nomina dei capi dell’intelligence SRI e SIE.
Proteste – In Romania, i sindacati del settore sanitario minacciano proteste nel prossimo periodo contro possibili tagli di bilancio, inclusa un’eventuale riduzione del 10% delle spese per il personale. I sindacalisti prendono in considerazione anche uno sciopero generale, durante il quale nelle strutture sanitarie verrebbero garantite solo le emergenze. Anche i dipendenti del settore dell’istruzione hanno annunciato la ripresa delle proteste di piazza davanti alla sede del governo. Uno sciopero di avvertimento è previsto per il mese di marzo. Gli insegnanti sono soprattutto scontenti dell’aumento della carica didattica da 18 a 20 ore e della riduzione delle somme destinate al pagamento delle ore aggiuntive. Secondo la Federazione sindacale dell’istruzione Spiru Haret, nei prossimi giorni sarà organizzato un referendum per l’avvio dello sciopero generale.
Giochi Olimpici – Il Villaggio Olimpico di Milano ha aperto ufficialmente le porte ai partecipanti ai Giochi invernali del 2026, una settimana prima dell’inaugurazione della gara che si svolgerà in Italia dal 6 al 22 febbraio. La delegazione italiana è stata la prima a insediarsi nel Villaggio Olimpico, seguita da quelle di Germania, Repubblica Ceca e Giappone. La notizia secondo cui il presidente Donald Trump intende inviare agenti dell’ICE a garantire la protezione degli atleti statunitensi è stata accolta con malcontento e proteste, dopo gli incidenti avvenuti negli Stati Uniti in cui agenti federali hanno ucciso due persone. Il Villaggio Olimpico di Milano è progettato per accogliere 1.700 atleti e autorità durante i Giochi. Il capoluogo economico d’Italia ospiterà la maggior parte degli sport sul ghiaccio, tra cui il pattinaggio artistico e l’hockey. Le competizioni si svolgeranno anche in altre sette località. La Romania parteciperà ai Giochi Olimpici di Milano Cortina con una delegazione di 29 atleti, che gareggeranno in 8 discipline sportive.
Ucraina – I negoziati diretti tra Kiev, Mosca e Washington per trovare una soluzione alla guerra in Ucraina riprenderanno il 4 e il 5 febbraio ad Abu Dhabi, ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, citato dall’AFP. Un primo round di negoziati si è svolto sempre ad Abu Dhabi il 23 e il 24 gennaio, alla presenza di esponenti ucraini, russi e americani. Si è trattato dei primi negoziati diretti noti tra Kiev, Mosca e Washington sulla base del piano americano volto a porre fine alla guerra. Parallelamente, l’emissario del Cremlino per le questioni economiche, Kirill Dmitriev, ha incontrato sabato in Florida l’emissario speciale americano Steve Witkoff, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, e il genero del presidente americano, Jared Kushner. I colloqui per trovare una soluzione diplomatica al conflitto scatenato dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia a febbraio 2022 restano molto difficili, scontrandosi in particolare con le questioni territoriali.