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PNRR alla fine

Il 31 agosto è stata la scadenza per il completamento delle riforme e degli investimenti assunti dalla Romania nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

fonte: Facebook.com/ Guvernul României
fonte: Facebook.com/ Guvernul României

, 01.09.2026, 11:07

Il PNRR è giunto al termine anche in Romania. Fino all’ultimo giorno sono stati effettuati collaudi finali di opere completate e sono stati adottati atti normativi durante la riunione del governo, con l’obiettivo di garantire il maggior numero possibile di impegni assunti e traguardi raggiunti. A Târgu Mureș è stato inaugurato il nuovo Centro di chirurgia cardiovascolare dell’Istituto del Cuore, mentre sull’autostrada della Moldavia A7, nel nord-est del paese, è stato aperto al traffico un altro tratto di quasi 50 chilometri.

In Romania resteranno importanti investimenti, ha dichiarato il premier ad interim, il liberale Ilie Bolojan. “Si tratta di progetti importanti nelle grandi infrastrutture, che comprendono ferrovie modernizzate ed elettrificate, la rete degli ospedali romeni e numerosi progetti riguardanti la qualità dell’istruzione nelle scuole del paese, praticamente in quasi tutti i capoluoghi provinciali. La maggior parte delle scuole è stata modernizzata, dotata di nuove attrezzature e riabilitata con infrastrutture adeguate e di ultima generazione. Inoltre, sono numerosi i progetti di efficienza energetica per le autorità locali che le hanno portate a termine regolarmente”, ha detto Ilie Bolojan.

Ha inoltre precisato che i soldi del PNRR ammontavano a 13,5 miliardi di euro nella componente a fondo perduto, vale a dire finanziamenti non rimborsabili, e a circa 7 miliardi di euro nella componente dei prestiti, quest’ultima progressivamente ridotta per diminuire il più possibile il rischio di perdere fondi europei. Sono stati comunque persi finanziamenti consistenti: ad esempio, 770 milioni di euro per il mancato completamento della riforma della retribuzione dei dipendenti pubblici e quasi 100 milioni di euro per le misure incomplete nel settore della decarbonizzazione.

Bolojan ha spiegato che, a causa dei ritardi nella realizzazione di nuove capacità di produzione energetica, è stato impossibile sostituire le centrali a carbone. Nei prossimi giorni saranno effettuate valutazioni e verifiche, dopodiché le autorità presenteranno dati precisi, ha precisato il premier ad interim. A suo avviso, l’attuazione del PNRR è stata penalizzata da ritardi e da problemi emersi già nelle prime fasi del programma. Ha inoltre precisato che, negli ultimi anni, la Romania ha rinegoziato una serie di traguardi e ridotto la portata di alcuni degli impegni assunti.

Dei più di 15.000 investimenti previsti, quasi 4.500 progetti sono rimasti incompiuti o non sono stati ancora formalmente collaudati. Rispetto al resto dell’UE, la Romania si colloca in fondo alla classifica per quanto riguarda la percentuale di fondi effettivamente ricevuti nell’ambito del PNRR, riuscendo a mettere al sicuro solo circa il 61% della propria allocazione complessiva rivista.

Le campionesse assolute nell’ottenimento dei fondi del PNRR sono la Spagna e l’Italia, che hanno ottenuto il 90-100% dei finanziamenti. Seguono il Portogallo e la Grecia, con un tasso di assorbimento dell’80-85%. La maggior parte degli stati membri dell’UE ha ottenuto circa il 70-75% dei fondi inizialmente assegnati. La Polonia ha ottenuto oltre il 65% dei finanziamenti, accelerando fortemente nell’ultimo anno le richieste di finanziamento.

In questo contesto, la Romania, che si trova in fondo alla classifica, ha alle spalle soltanto la Bulgaria, che ha ottenuto appena il 53% dei fondi del PNRR, in un paese leso dall’instabilità politica.

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