La mostra Lia & Dan Perjovschi. “DRAFT per una retrospettiva congiunta”
Gli artisti Lia e Dan Perjovschi riuniscono, per la prima volta in Romania, quattro decenni di arte contemporanea in una retrospettiva congiunta presso ARCUB – la Locanda Gabroveni.
Eugen Cojocariu e Ion Puican, 30.05.2026, 07:00
Presso l’ARCUB – la Locanda Gabroveni, nel centro della capitale, è stata inaugurata una delle mostre più attese del 2026: “DRAFT per una retrospettiva congiunta”, firmata dagli artisti Lia e Dan Perjovschi. È la prima volta che questi due nomi emblematici dell’arte contemporanea romena riuniscono le loro opere in territorio romeno, in un progetto che celebra quattro decenni di attività artistica. La mostra potrà essere visitata fino al 26 luglio 2026. Lia e Dan Perjovschi sono artisti contemporanei vincitori del Premio “Principessa Margriet” della Fondazione Culturale Europea e hanno esposto al Centre Pompidou, al MoMA di New York e al Walker Art Center. Tuttavia, mancava una retrospettiva congiunta in Romania.
Eugen Cojocariu ha parlato con l’artista Lia Perjovschi del concept di questa retrospettiva e di cosa potrà ammirare il pubblico: “Una carriera di 40 anni per ognuno di noi. Ciò che abbiamo osservato a livello locale, i luoghi che abbiamo visitato e, forse, le soluzioni che abbiamo adottato per sopravvivere. Perché, in un certo senso, vogliamo trasmettere questo messaggio: che tutto dipende da noi. Creiamo la nostra realtà, ma è importante sapere cosa vogliamo. Scegliere, essere soggetto e oggetto della storia. Essere soggetto significa decidere la propria vita, il proprio intervento, come si sceglie di essere, di fare e cosa si vuole fare. Essere oggetto significa essere spostati qua e là da altri che sanno cosa vogliono fare. Alcuni possono essere troppo dinamici e diventano negativi, ti spostano di qua e di là, altri semplicemente non hanno tempo, perché sono concentrati su ciò che stanno facendo e su ciò che pensano di dover fare. Quindi, intenzionalmente o meno, vieni messo da parte. Tutto ruota intorno alla scelta, all’essere soggetto, cioè al costruire la propria vita. In altre parole, non esistono persone avvantaggiate o svantaggiate. Esistono solo persone che lavorano duramente e persone che non credono nel proprio potere di cambiare le cose. Si tratta di cercare ciò che fa per te e di creare, perché nessuno è qui per caso. Tutti abbiamo qualcosa da fare e abbiamo più problemi. E ora siamo in un periodo di problemi bellici, di grandi cambiamenti tecnologici, che ci stanno sconvolgendo. Diamo un senso a tutto questo se ci educhiamo continuamente, ognuno come riesce a farlo. E ora l’ignoranza, con internet, con tutte queste possibilità, è una scelta.” – ha detto Lia Perjovschi.
Che elementi artistici sono compresi nella mostra? Lia Perjovschi ha raccontato: “Video, esperimenti in cui abbiamo lavorato con il corpo perché era economico e perché eravamo curiosi di capire come potevamo esprimerci senza disegnare. La cartolina è più territorio di Dan. Entrambi abbiamo fatto Mail-art nell’85, cioè arte per posta. Avevamo degli indirizzi e immaginavamo di essere connessi con il pianeta intero. Ma possiamo ancora usare la posta per inviare segnali finché non scomparirà. Certo, in altri paesi non esiste più. Vedono oggetti, sculture, dipinti, frammenti di progetti. Dan ha un curriculum enorme e in effetti, ogni riga di questo curriculum rappresenta una mostra, spazi disegnati o molte stanze, o una stanza, o un muro e molte immagini prese da internet, ma che contengono informazioni molto utili, secondo me. Si tratta di una selezione di migliaia e migliaia di immagini. Oggetti che suggeriscono qualcosa e sono sicura che i visitatori lo capiranno. Se si chiedono su ciò che vedono, siamo a loro disposizione. Faremo delle visite guidate, avremo anche ospiti.”
Tutte le sale della Locanda Gabroveni sono animate da questa duplice presenza artistica. Da un lato, interventi murali e disegni incisivi firmati da Dan Perjovschi – commenti sugli eventi politici e sociali attuali. Dall’altro, installazioni e progetti di ricerca di Lia Perjovschi. Una mostra all’incrocio tra arte, archiviazione e conoscenza. L’artista Dan Perjovschi ci ha detto: “Una retrospettiva di 40 anni di carriera. E abbiamo avuto una carriera internazionale molto ricca. In realtà, è una mostra che racchiude tre curriculum vitae: il mio, quello di Lia, e uno condiviso. E lì potrete vedere decine e centinaia di mostre. Abbiamo fatto una selezione per mostrare un po’ al mondo quali sono le condizioni per avere dei risultati oggi. È un lavoro molto intenso, diciamo. E questo è visibile nella mostra. Un lavoro intenso, dall’85 ad oggi.”
Perché il titolo „DRAFT per una retrospettiva congiunta”? Dan Perjovschi ci ha risposto e ci ha fatto un tour guidato virtuale della mostra: “Si intitola DRAFT perché è uno dei modi possibili per riassumere un’attività molto ricca. L’edificio ARCUB è a forma di U. E da una parte c’è Lia, dall’altra ci sono io. E ci incontriamo qui, al piano di sopra, in una specie di sala comune, dove abbiamo ricreato simbolicamente il nostro studio, che abbiamo avuto per 20 anni a Bucarest e dove, attorno a un tavolo, abbiamo discusso di arte e società per 20 anni. Questa mostra presenta esperienze diverse, perché, anche se siamo nati nella stessa città e ci siamo conosciuti a 10 anni, i nostri percorsi non sono stati identici. Ma si incontrano di tanto in tanto. Ed è esattamente lo stesso qui. Diciamo che trattiamo lo stesso argomento, ma in modi molto diversi. E così i visitatori hanno la possibilità di scoprire una visione più stereoscopica del mondo. E potete immaginare che se una coppia di artisti, che stanno insieme da decine di anni, fra un po’ festeggeranno le nozze d’oro, vedono le cose in modo diverso, vuol dire che ci sono molte altre visioni e punti di vista sul mondo. E che è molto più ricco di quanto immaginiamo. Questo è ciò che mostriamo qui, ma dovremmo fare una selezione, perché in realtà ci sono sei stanze. C’è una cantina molto grande, un seminterrato dove abbiamo messo video del periodo precedente e immediatamente successivo alla caduta del comunismo. E salendo le scale, si arriva ai giorni nostri, dove lei presenta una delle sue installazioni, in cui riunisce tutti i suoi progetti recenti. Si chiama “Il Museo della Conoscenza” e io faccio una sorta di timeline di un’opera chiamata “Antropogrammi” che inizia come un disegno nel 1986 e si trasforma in una performance, un’installazione video e finisce come una scultura nel 2026. E i visitatori possono scoprire questo itinerario, ma si possono anche creare il proprio percorso, sono come piccole scoperte. In effetti, si entra da Lia come in “Alice nel Paese delle Meraviglie”. C’è “Mary Poppins” da Lia. Ci sono oggetti di ogni tipo acquistati in negozi, musei di tutto il mondo e messi in dialogo tra loro. Ed è un mondo meraviglioso. In effetti, questa mostra ha diverse velocità. Si può vedere in 10 minuti se si corre. Oppure si può rimanere per 10 ore se si ha tempo. Ed è per questo che l’abbiamo fatta, per dare a ogni visitatore tutto il tempo che desidera. Abbiamo realizzato l’intera mostra come un’opera unica, come un collage. Quello che abbiamo creato è unico, la mostra non verrà replicata in questo modo da nessun’altra parte. E l’abbiamo costruita qui, non l’abbiamo portata e appesa. Il nostro motto, che si riflette in questa mostra, è: “Fai quello che puoi con quello che hai, non quello che sogni di avere”. – ha concluso Dan Perjovschi.