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Via libera ai progetti SAFE

Lo strumento SAFE (Azione per la sicurezza in Europa) è la risposta urgente e temporanea dell'UE al deterioramento del contesto di sicurezza, con l'obiettivo di accelerare i principali investimenti pubblici nell'industria della difesa europea.

Radu Miruță (foto: gov.ro)
Radu Miruță (foto: gov.ro)

, 20.03.2026, 20:27

Si tratta di un programma cruciale, che si inserisce in un contesto geopolitico complesso, il quale ha evidenziato la necessità di un ruolo attivo dell’Europa nel settore della difesa, la sua indipendenza in questo ambito e la necessità di un’Europa forte. La guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, con tutte le sue gravi ripercussioni sulla sicurezza europea, è stata la ragione che ha portato all’istituzione di questo strumento, concepito come risposta a una sfida esistenziale per lo spazio comunitario.

L’Unione Europea mira ad accrescere la propria sovranità nel campo della difesa, ridurre le dipendenze strategiche, colmare le lacune critiche in termini di capacità e rafforzare la base industriale e tecnologica della difesa in tutti gli Stati membri. Insieme a Belgio, Bulgaria, Danimarca, Spagna, Croazia, Cipro e Portogallo, la Romania fa parte della prima ondata di Paesi che hanno ricevuto il via libera per gli investimenti europei nella difesa strategica. Riuniti a Bruxelles, i Ministri della Difesa europei hanno recentemente votato in via definitiva sui programmi di riarmo per gli otto Stati membri menzionati e la Romania ha ricevuto il secondo maggiore finanziamento dell’Unione nell’ambito del Programma SAFE, dopo la Polonia, pari a 16,7 miliardi di euro. Tale importo porterà il valore del bilancio della difesa romeno al 2,7% del PIL nel 2026. Si tratta di un aumento di mezzo punto percentuale rispetto al 2,2% dello scorso anno, un incremento in linea con gli impegni di difesa assunti da tutti gli alleati della NATO.

L’analista politico-militare Claudiu Degeratu ha dichiarato: “L’importanza di questa gerarchia di allocazione dei fondi per la Romania è riconosciuta: dopo la Polonia, abbiamo un’allocazione significativa per il fianco orientale e, allo stesso tempo, la nostra capacità di assorbimento è valutata positivamente, il che rappresenta un altro elemento importante per il successo di tali strumenti di finanziamento. Devo dire che abbiamo progetti ambiziosi, (…) è previsto anche il consolidamento delle capacità produttive industriali in Romania, che attendiamo da anni. Questo sta accadendo ora con l’aiuto dell’Unione Europea. Si tratta di un’opportunità quasi unica negli ultimi 20 anni di sviluppo industriale del settore della difesa.”

L’acquisizione di equipaggiamenti militari ad alte prestazioni, come i missili francesi Mistral, la produzione di armi e persino di droni, da un lato, e la costruzione di oltre 200 chilometri di autostrade, dall’altro, sono tra i principali progetti che la Romania finanzierebbe attraverso il SAFE.

Il ministro della Difesa Radu Miruţă, afferma che la Romania intende procedere rapidamente nello sviluppo e nella produzione di equipaggiamenti militari. “Esistono tre categorie di situazioni: alcune in cui acquisteremo prodotti da altri, perché non abbiamo la capacità di produrli in Romania; ci sono altre due categorie che paralizzeranno l’industria della difesa nazionale: alcuni prodotti saranno realizzati al 100% in Romania, il resto con una produzione parziale, tra il 30-40-80%. Quell’80% che sarà prodotto in Romania, di fatto, paralizzerà una delle componenti delle aziende dell’industria nazionale degli armamenti.Per me è fondamentale che ciò che è mancato come sostegno alla produzione nazionale venga ora ripristinato, e come? Utilizzando i fondi di SAFE, introducendo la tecnologia nella società rumena, con dipendenti romeni che utilizzano le licenze di altre aziende proprietarie di tale tecnologia, in modo che da questa joint venture la Romania possa ottenere una parte dell’industria nazionale rivitalizzata.In secondo luogo, dimostriamo di avere la capacità di realizzare tutto ciò in tempi brevissimi, perché la scadenza del 2030, con produzione e completamento locali, non è molto agevole, nemmeno per le aziende private più efficienti. In terzo luogo, portiamo in Romania e manteniamo in Romania la filiera produttiva locale, perché nei progetti SAFE che intendiamo firmare, è un obbligo introdurre aziende locali in questo circuito.”

Nell’ambito del programma ReArm Europe (Readiness 2030), lanciato dalla Commissione europea nel contesto della guerra in Ucraina e della minaccia russa all’Europa negli ultimi anni, SAFE dispone di un budget di 150 miliardi di euro, erogati sotto forma di prestiti a condizioni vantaggiose. Si tratta di un tasso di interesse molto basso, che la Commissione europea può ottenere grazie al suo elevato rating creditizio: un tasso di interesse di circa il 3% per 40 anni, con un periodo di grazia di 10 anni.

Il ministro Radu Miruţă ha inoltre spiegato come funziona il meccanismo all’interno del programma militare europeo. “SAFE ci permette di effettuare acquisti congiunti con molta più facilità. Se acquistiamo 298 veicoli da combattimento per la fanteria e qualcun altro ne acquista 1.000 – questo è solo un esempio generale -, beneficeremo del prezzo di acquisto di 1.298 unità, il che significa un prezzo molto inferiore rispetto a quello che avremmo pagato se li avessimo acquistati singolarmente. Questo meccanismo è di enorme aiuto.”
Dei 21 progetti intrapresi dalla Romania, 11 sono acquisti congiunti con altri Stati, il che si traduce in prezzi più bassi e consegne più rapide.

Foto: LukasJohnns / pixabay.com
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