Storie dal giardino
I giardinieri volontari di HortiURB sono sempre più numerosi. Si tratta, in genere, di residenti nelle vicinanze dell’Università di Scienze Agrarie e Medicina Veterinaria di Bucarest, che da diverse settimane stanno dando vita a un progetto di riqualificazione urbana. Un progetto di cui abbiamo parlato con la sua coordinatrice, Ioana Petrache.
Ana-Maria Cononovici, 23.09.2026, 07:00
Vivono nella capitale, in un quartiere in cui i piani urbanistici hanno fatto sì che in questo periodo ci siano numerosi cantieri. Si tratta, in generale, di residenti nelle vicinanze dell’Università di Scienze Agrarie e Medicina Veterinaria di Bucarest, che da diverse settimane stanno dando vita a un progetto di riqualificazione urbana: HortiURB. Un progetto di cui abbiamo parlato con Ioana Petrache, promotrice del Giardino comunitario HortiURB: “Sono una paesaggista con esperienza e, dopo molti anni dedicati alla progettazione paesaggistica, tornando alla Facoltà di Orticoltura per seguire il master in “Orticoltura urbana”, mi sono resa conto che la strada più giusta da seguire è proprio quella della progettazione paesaggistica produttiva. In altre parole, possiamo recuperare nelle città appezzamenti di terreno in cui le comunità possano essere attive attorno a un orto. Ed è proprio questo il sogno che sto realizzando qui, all’Orticoltura con la comunità.”
La Fondazione Comunitaria di Bucarest contribuisce al finanziamento del progetto e, naturalmente, ci sono anche degli sponsor, ma i più coinvolti sono gli abitanti della zona, come ci ha raccontato Ioana Petrache: “In questo primo anno la comunità partecipa in modo piuttosto attivo a tutto ciò che riguarda la realizzazione delle infrastrutture del giardino. Cioè, cosa facciamo concretamente: vialetti, pergolati, aiuole rialzate, molto solide, in legno bruciato e trattato con olio di lino, l’intera struttura del giardino. Dopo questo primo anno, durante il quale procederemo anche alle piantumazioni, potremo godere dei frutti dell’orto e la comunità si amplierà. Per quanto possibile, accoglieremo nuovi membri della comunità e giardinieri volontari. Il giardino è, allo stesso tempo, un esempio di buone pratiche di ciò che significa un giardino comunitario ed è per questo che è seguito dai comuni di Bucarest e di tutto il Paese.”
Quali piante si troveranno qui? Ioana Petrache ci ha detto: “La selezione che abbiamo effettuato per questo giardino si basa sul concetto di giardino urbano produttivo, da cui il nome HortiURB, ovvero orticoltura urbana. Abbiamo alberi da frutto, ma non qualsiasi tipo, bensì specie acclimatate e specie di recente introduzione, che tra l’altro potete scoprire presso la Facoltà di Orticoltura. L’Asimina, la banana del nord, ad esempio, o il Diospyros virginiana, il kaki, meno conosciuti, ma molto facili da coltivare anche per i giardinieri alle prime armi e persino in città. Abbiamo molti arbusti da frutto, tra cui l’Amelanchier, meno conosciuto, l’albero delle uvette, straordinario, con un grande valore paesaggistico, ma anche con frutti deliziosi. Tutto ciò che coltiviamo è anche finalizzato alla biodiversità. Ci interessa una forte attività degli insetti e degli uccelli nel suolo. Perché? Perché questo ecosistema si autosostiene, mentre noi ne siamo solitamente gli aggressori. E noi cerchiamo di ristabilire la pace con la natura, anche in città. Abbiamo un’area dedicata agli ortaggi perenni; nel nostro clima temperato continentale ce ne sono meno rispetto ai paesi con clima caldo, ma esistono comunque ortaggi perenni, come gli asparagi. E in queste aiuole rialzate praticheremo la rotazione delle colture. Ci sono sei aiuole rialzate, di 4 metri per 1 metro, con un’altezza di 50 centimetri, nelle quali praticheremo la rotazione delle colture, poiché i cicli di rotazione si ripetono ogni anno, in gruppi di tre. In questo modo possiamo fare a meno di qualsiasi tipo di prodotto chimico o fertilizzante, poiché produciamo il nostro compost e il nostro vermi-compost, anche con l’aiuto dei lombrichi. E così una mela raccolta direttamente dall’orto non ha solo il valore di una mela sana, ma, per noi, ha anche un valore sentimentale, perché questa comunità significa molto più di una semplice produzione: significa socializzazione e condivisione di valori comuni. Lì siamo una grande famiglia verde.”
Molti dei giardinieri volontari sembrano davvero sapersela cavare bene, cosa che mi è sembrata sorprendente per delle persone che vivono in città. Ioana Petrache ha spiegato: “È nella nostra natura. Non so se sia nella nostra natura come europei, ma è nella nostra natura come romeni. È una sorta di istinto. Anche se non ci siamo mai dedicati al giardinaggio, nemmeno da bambini, per noi romeni è molto facile riportare queste abitudini e questo legame con il giardino nella nostra vita. Ed è per questo che nutro grande ammirazione per i romeni.”
Chi sono i giardinieri e che età hanno? “L’età media supera i 40 anni; la maggior parte dei membri della comunità sono residenti nei pressi del campus di Agronomia, ma questo perché gli studenti sono in vacanza. Da ottobre, però, parteciperanno anche gli studenti delle altre facoltà dell’università. Ma questo non significa che il grosso dello sforzo non sia sostenuto da chi ha più di 40, più di 50 e persino più di 60 anni. Molti dei miei colleghi della comunità vengono anche con i figli e per i bambini organizzeremo periodicamente attività in cui potranno imparare il giardinaggio e imparare nella natura, ritrovando così queste abilità innate.” – ha risposto la nostra interlocutrice.
HortiURB ci aspetta. Il giardino ha già preso forma e contorni, esiste una pianta che ne illustra la suddivisione e, una volta arrivati qui, potremo goderci anche una passeggiata in tutto il campus, poiché la Facoltà di Orticoltura gestisce anche un giardino botanico da non perdere.