Caso di sabotaggio russo in Romania
Tre cittadini stranieri sono accusati di sabotaggio contro la Romania, coordinato dalla Russia.
Ştefan Stoica, 27.10.2026, 15:41
La DIICOT – la Procura antimafia e antiterrorismo – e i servizi segreti rumeni hanno annunciato di aver documentato l’attività criminale di tre cittadini stranieri, due bielorussi e un ucraino, residenti in Stati membri dell’UE. Membri di una rete di sabotaggio coordinata dalla Federazione Russa, sono coinvolti nell’esplosione e nell’incendio avvenuti il mese scorso in una piattaforma industriale a Brașov, nella Romania centrale, filiale di Romarm, la principale azienda rumena produttrice di equipaggiamento militare. I giudici rumeni hanno emesso mandati di arresto europei in contumacia. Due degli imputati, grazie alla cooperazione internazionale, sono stati individuati e arrestati preventivamente in territorio tedesco, mentre si preparavano a commettere atti simili, afferma la DIICOT.Lunedì è stato emesso un terzo mandato d’arresto europeo per un altro imputato, residente in Polonia. Le indagini proseguono per il reato di tentato sabotaggio e si stanno adottando le misure necessarie per l’estradizione dei tre in Romania. La DIICOT precisa che gli imputati avevano preso di mira anche altri obiettivi sul territorio della Romania e di altri Stati membri dell’UE.
Nell’attuale contesto di sicurezza regionale ed europea, caratterizzato dalla proliferazione di tattiche di guerra ibrida, l’evoluzione dei rischi asimmetrici che potrebbero compromettere l’ordine pubblico o obiettivi di importanza strategica in Romania è costantemente monitorata, riferisce la DIICOT. Anche i servizi segreti rumeni confermano che le missioni della rete di sabotaggio coordinata da Mosca non si limitavano alla Romania. I coordinatori avevano assegnato alla rete una vasta gamma di obiettivi nella regione: impianti di produzione di armi statali e privati, nonché altri obiettivi di interesse militare e industriale. Le indagini condotte quest’anno hanno individuato altri tentativi che hanno preso di mira obiettivi in Romania, tra cui installazioni militari internazionali o strutture utilizzate per l’addestramento delle forze armate ucraine, afferma l’SRI.Secondo lui, le azioni mirano a intimidire, a compromettere le capacità di difesa e a indebolire il contributo degli Stati presi di mira alla sicurezza europea e regionale. L’SRI sottolinea che il reclutamento avviene solitamente attraverso i social network. Alle persone contattate viene inizialmente offerto denaro per attività specifiche, come l’osservazione o la fotografia di obiettivi. In seguito, i compiti diventano sempre più gravi e possono sfociare in atti di distruzione, incendio doloso o persino assassinio. Le reti sfruttano in particolare vulnerabilità finanziarie, dipendenze o precedenti penali. La Romania – affermano le istituzioni specializzate – non è l’unica ad essere presa di mira da atti di sabotaggio, parte della guerra ibrida condotta dalla Russia in Europa. La Germania, ad esempio, ha recentemente dovuto affrontare una serie di indagini e arresti relativi ad atti di sabotaggio contro infrastrutture critiche, la rete energetica, obiettivi militari e collegamenti internazionali.