Crisi energetica accentuata
Il governo di Bucarest cerca soluzioni per la crisi energetica.
Bogdan Matei, 23.09.2026, 11:36
La Romania sta attraversando una crisi energetica accentuata. Lo avvertono gli specialisti e lo riconosce anche il governo. Sebbene il paese disponga di una rete idrica considerata generosa, i livelli estremamente bassi del Danubio e dei fiumi interni hanno drasticamente ridotto la produzione delle centrali idroelettriche. La centrale nucleare di Cernavodă, nel sud-est del paese, sul Danubio, che garantiva circa un quinto del fabbisogno nazionale, è fermata in modo controllato da oltre un mese.
In queste condizioni, le priorità delle autorità per questo settore restano la produzione da fonti rinnovabili e l’espansione della capacità di stoccaggio, che, secondo tutti gli esperti, è insufficiente. Il segretario di stato presso il Ministero dell’Energia, Cristian Bușoi, ha riconosciuto, durante un evento di settore, che gli attuali sistemi si sono dimostrati carenti durante i mesi estivi caratterizzati da temperature estremamente elevate, provocando costose importazioni nelle ore di punta. Bușoi promette il sostegno ai progetti nel settore delle energie rinnovabili, con quello che definisce un’attenzione particolare allo stoccaggio, innanzitutto attraverso l’accelerazione delle procedure di autorizzazione e il cofinanziamento statale per i prosumer.
Anche gli specialisti del settore osservano che sono ancora necessari adeguamenti legislativi affinché lo stoccaggio dell’energia prodotta da fonti rinnovabili possa tenere il passo con la produzione. D’altra parte, finché l’Unione Europea non troverà una soluzione per ridurre i costi dell’elettricità, sarà difficile che i prezzi diminuiscano, ha inoltre affermato Bușoi.
Il segretario di stato ha ammesso che la Romania ha superato più agevolmente questa difficile estate grazie alle energie rinnovabili. “Abbiamo avuto certe chances grazie alla produzione eolica, alla produzione di elettricità da fonte eolica, e sicuramente ci ha aiutato molto anche la componente dell’energia solare”, ha spiegato il segretario di stato.
Quasi il 70% dell’elettricità prodotta in Romania proviene da fonti rinnovabili, secondo i dati forniti dall’ufficio statistico dell’Unione Europea, Eurostat, relativi al secondo trimestre di quest’anno. La fonte, citata dal corrispondente della Radio pubblica romena a Bruxelles, evidenzia che la Romania si colloca così al nono posto, al di sopra della media europea del 54%, in una classifica nella quale la quota delle energie rinnovabili varia da circa il 20% a quasi il 98%. Nonostante ciò, il prezzo dell’energia in Romania rimane elevato, tra i più alti dell’Unione Europea.
Nel 2025, il paese si è classificato al quarto posto per gli acquisti all’ingrosso e ha registrato il costo dell’energia più elevato per le famiglie in rapporto al potere d’acquisto. Negli ultimi 15 anni, la Romania non è riuscita a mettere in funzione alcuna nuova centrale elettrica. Ora le autorità affermano di avere un obiettivo molto ambizioso: installare, entro la fine del decennio, 10 gigawatt di capacità solare ed eolica, dotandola anche di sistemi di stoccaggio.
Insieme agli stati membri dell’Europa centrale e orientale, stiamo facendo un’intensa attività di lobby presso la Commissione Europea affinché, anche nel prossimo decennio, il Fondo di modernizzazione comunitariocontinui a essere uno strumento in grado di aiutare alla costruzione di progetti necessari alla trasformazione dei sistemi energetici della regione, ha inoltre affermato il segretario di stato Cristian Bușoi, che dal 2007 al 2019 ha ricoperto a Bruxelles quattro mandati di eurodeputato liberale.