Il PSD non voterà a favore del Governo Mureșan
Stallo nelle trattative per formare una maggioranza stabile a sostegno del governo Mureșan: il PSD e l'AUR hanno annunciato che non lo appoggeranno, mentre l'UDMR è pronta a ritirare il proprio sostegno qualora l'investitura dovesse dipendere dai voti di partiti estremisti.
Corina Cristea, 22.09.2026, 11:58
Al termine di una riunione durata due ore, il PSD – partito di opposizione che detiene il maggior numero di seggi nel Legislativo di Bucarest – ha annunciato che non voterà a favore del Governo che l’eurodeputato liberale Siegfried Mureșan sta tentando di formare. Uno che il leader socialdemocratico Sorin Grindeanu ha definito un Governo “Bolojan 2.0”. Del resto, l’insoddisfazione per le politiche di Ilie Bolojan è stata la causa scatenante della decisione dei socialdemocratici, presa la scorsa primavera, di abbandonare la coalizione di governo con PNL, USR e UDMR e di promuovere la mozione di sfiducia che ha fatto cadere il precedente Esecutivo. Il presidente del PSD ha dichiarato che il suo partito non sosterrà un governo intenzionato a proseguire sulla linea tracciata da Bolojan, pur rimanendo aperto al dialogo con Mureșan qualora quest’ultimo decidesse di inserire il “Decalogo di Sinaia” dei socialdemocratici nel programma di governo.
“Se vuole avviare delle discussioni, ci dica come intende inserire nel programma di governo le 10 raccomandazioni che abbiamo votato – il ‘Decalogo di Sinaia’. Dalla sua nomina, non ho sentito il signor Mureşan dire una parola su queste questioni, né tantomeno lasciar intendere che prenderà in considerazione le proposte del PSD. La nostra priorità sono le politiche a vantaggio del popolo romeno”, ha detto Grindeanu.
In una prima reazione pubblicata sui social media, il Primo Ministro incaricato ha affermato che il PSD non ha alcuna intenzione di risolvere la crisi politica del Paese, avendo deciso di non sostenere il suo Esecutivo prima ancora di aver visto il programma di governo e senza alcun dialogo sulle priorità della nazione. Allo stesso tempo, Siegfried Mureşan è determinato a presentare il programma di governo e la lista dei ministri al Parlamento, anche qualora non dovesse riuscire a ottenere, per quella data, i 233 voti necessari per l’investitura. „Procederemo al voto in Parlamento per diverse ragioni. In primo luogo, affinché i cittadini sappiano cosa proponiamo per la Romania: uno Stato nuovo e moderno; un’amministrazione pubblica centrale riformata e snellita; un’amministrazione locale più efficiente; e la ristrutturazione delle aziende a partecipazione statale. In secondo luogo, per mostrare all’opinione pubblica come votano i singoli parlamentari e i gruppi parlamentari. E in terzo luogo, per rispetto della Costituzione della Romania e del Presidente, poiché il processo di nomina deve essere affrontato con serietà”, ha detto Siegfried Mureşan.
A Siegfried Mureșan mancano altri 64 voti per ottenere l’approvazione parlamentare del suo Governo, dato che i tre partiti che lo sostengono dispongono complessivamente di 169 seggi. L’impresa appare quasi impossibile, soprattutto considerando che l’UDMR è pronta a ritirare il proprio sostegno qualora l’investitura dovesse dipendere dai voti di partiti estremisti. Il più grande di questi — l’Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR), esclusa dalle trattative — ha ribadito che non voterà a favore di un governo di cui non fa parte, insistendo sul fatto che le elezioni anticipate rappresentino l’unica soluzione alla situazione di stallo.