01.05.2026 (aggiornamento)
1° maggio: ponte per i romeni, si va al mare e in montagna/ Archivio diplomatico: MAE intende declassificare alcuni documenti/ Mercorsur: entrato in vigore a titolo provvisorio l’accordo commerciale con l’UE
Newsroom, 01.05.2026, 18:21
Ponte 1° maggio – Da oggi i romeni hanno iniziato il ponte del 1° maggio, dato che in Romania la Festa dei Lavoratori è dichiarata giorno non lavorativo. Molti hanno fatto prenotazioni al mare o in montagna. Il tasso di occupazione nelle località montane popolari dei Carpazi Meridionali è di circa il 75%, mentre sul litorale del Mar Nero si stima che, in questo fine settimana, saranno presenti circa 45.000 turisti, un numero tuttavia inferiore rispetto agli anni precedenti anche a causa del tempo nuvoloso e freddo. Mamaia e Vama Veche restano le destinazioni più richieste della costa, dove è stato preparato un programma maratona che combina concerti gratuiti con feste esclusive nei club. Per la sicurezza pubblica durante il ponte del 1° maggio, in tutto il paese sono stati mobilitati circa 25.000 dipendenti del Ministero dell’Interno. La polizia stradale opera con oltre 350 radar sulle principali arterie a livello nazionale, in particolare su quelle verso il litorale e le località montane.Misure speciali sono state adottate anche per il traffico alle frontiere, con la mobilitazione di 3.500 poliziotti, affinché l’attraversamento dei confini si svolga in condizioni ottimali.
Marcia dei minatori – Il fascicolo della cosiddetta marcia dei minatori su Bucarest, avvenuta dal 13 al 15 giugno 1990, torna alla Procura Generale per la rielaborazione della requisitoria redatta nel 2025 dai procuratori militari. I giudici dell’Alta Corte hanno riscontrato irregolarità nella descrizione dei fatti e hanno deciso l’esclusione dal materiale probatorio delle dichiarazioni fatte dagli imputati davanti a una Commissione parlamentare d’inchiesta. La Corte ha così accolto in parte le richieste di sette imputati, tra cui anche l’ex presidente — nel frattempo deceduto — Ion Iliescu. Essi erano stati rinviati a giudizio lo scorso anno per reati contro l’umanità, dopo che la Procura Militare aveva rifatto l’indagine da zero. Secondo i procuratori, nel giugno 1990, nella capitale, gli imputati hanno represso un’ampia manifestazione della popolazione civile contro il potere di sinistra insediatosi dopo la caduta del comunismo. In seguito all’intervento violento dei minatori chiamati in aiuto, 4 persone sono state uccise, 1.300 ferite e 1.200 fermate illegalmente.
Archivio diplomatico – Il Ministero degli Affari Esteri romeno intende declassificare documenti provenienti dagli archivi diplomatici. Un progetto di decisione governativa in tal senso è stato messo in trasparenza pubblica e riguarda oltre 5.000 fascicoli diplomatici dei primi anni di democrazia in Romania dopo la Rivoluzione del 1989, nel periodo gennaio 1990 – 31 dicembre 1992. Secondo il MAE, si tratta della più consistente tranche di documenti diplomatici resa pubblica dopo la declassificazione di quelli precedenti al 1989 e copre un periodo di svolta per la Romania: le prime elezioni libere dopo la caduta del comunismo, le marce dei minatori del giugno 1990, la storica visita di Re Michele nel paese nel 1992, la riunificazione della Germania o il crollo dell’URSS. In un post su una rete sociale, la ministra degli Esteri Oana Ţoiu ha sottolineato che i romeni hanno il diritto di conoscere davvero la storia della transizione della Romania, aggiungendo che molte cose sono rimaste troppo a lungo non dette o poco chiare, e che la mancanza di informazioni alimenta le teorie del complotto e la sfiducia.
Mercosur – Dal 1° maggio è entrato in vigore, a titolo provvisorio, l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e i paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay). Saranno eliminati gradualmente i dazi per la maggior parte delle merci comunitarie esportate verso questi paesi sudamericani, che rappresentano oltre 700 milioni di potenziali clienti. Sempre dal 1° maggio si aprono anche i mercati degli appalti pubblici, il che permetterà alle imprese europee di partecipare alle gare per contratti governativi negli stati del Mercosur, in condizioni di parità con i concorrenti locali. Bruxelles stima che l’accordo commerciale consentirà una crescita del 39% delle esportazioni europee verso il Mercosur entro il 2040, raggiungendo i 50 miliardi di euro. L’accordo si applica in via provvisoria poiché a gennaio, poco dopo la firma, gli eurodeputati hanno deciso di inviare il documento all’esame della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Esistono timori riguardo a un afflusso di importazioni agricole a basso costo dal Sud America, prodotte secondo standard ambientali e di sicurezza alimentare inferiori a quelli dell’UE.