07.03.2026
MO: rimpatriati altri 127 cittadini romeni, tra cui 95 alunni bloccati da una settimana a Dubai/ Iran: presidente americano Donald Trump, niente accordo senza resa incondizionata/ Difensore Civico: contestata presso la Corte Costituzionale ordinanza d’urgenza governativa su riforma pubblica amministrazione
Newsroom, 07.03.2026, 12:19
Rimpatri MO – 127 romeni, tra cui 95 allievi rimasti bloccati per quasi una settimana a Dubai a causa della guerra in Medio Oriente, sono tornati a casa venerdì. Questo è stato il primo dei cinque voli annunciati dalle autorità romene tramite il Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione Europea. L’aereo è decollato da Mascate, la capitale del Sultanato dell’Oman, ed è atterrato a Bucarest. La Romania e altri stati europei hanno attivato questo meccanismo per poter rimpatriare i propri cittadini dalle zone colpite dal conflitto, e a bordo dell’aereo si trovavano anche 39 cittadini di altri paesi europei. Dallo scoppio del conflitto in Iran, oltre 1.000 romeni sono riusciti a rientrare in Romania con voli commerciali o con voli di evacuazione organizzati dalle autorità di Bucarest.
Iran – Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che non concluderà alcun accordo con l’attuale leadership dell’Iran, se non una resa incondizionata. In un messaggio pubblicato online, Trump ha affermato che, dopo la selezione di un leader accettabile, gli Stati Uniti e i loro alleati lavoreranno instancabilmente per allontanare l’Iran dal baratro, anche stimolando economicamente il paese. Il messaggio del leader americano arriva dopo che il suo omologo di Teheran, Masoud Pezeshkian, ha sostenuto che alcuni paesi sono iniziatisforzi di mediazione del conflitto. A sua volta, il viceministro degli Esteri iraniano, Majid Takht-Ravanchi, ha avvertito gli stati membri dell’Unione Europea che intendono unirsi agli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, che diventeranno bersagli legittimi per le forze armate iraniane. Francia, Grecia e Italia hanno inviato navi da guerra verso il Medio Oriente, ma la maggior parte dei paesi dell’UE ha chiesto la cessazione del conflitto e l’individuazione di una soluzione diplomatica.
Carburanti – Il prezzo dei carburanti a livello internazionale si mantiene elevato, sullo sfondo delle tensioni in Medio Oriente. Il petrolio Brent, estratto principalmente nel Mare del Nord, è arrivato venerdì a essere quotato a 94 dollari al barile, il livello più alto degli ultimi tre anni. Gli effetti si fanno sentire anche in Romania. Nella capitale Bucarest, il prezzo di un litro di benzina standard varia tra 8,16 e 8,31 lei, secondo l’applicazione “Monitorul prețurilor”. Nel caso del gasolio standard, un litro parte da 8,57 lei e arriva fino a 8,70 lei. La benzina premium viene venduta anche a poco più di 9 lei, mentre il diesel premium è arrivato a 9,25 lei. Tuttavia, entrambi i prodotti possono essere acquistati, in alcune stazioni di servizio, anche a poco meno di 9 lei al litro.
Riforma contestata – Il Difensore Civico ha contestato alla Corte Costituzionale della Romania diverse disposizioni incluse nell’ordinanza d’urgenza con cui il governo di Bucarest ha adottato la riforma dell’amministrazione pubblica locale e centrale. Sono contestate misure inserite in 8 articoli della legge, che secondo il Difensore Civico violano il principio della sicurezza giuridica e della prevedibilità della norma, il principio di legalità dei diritti, nonché la garanzia della protezione sociale e delle persone con disabilità. Viene inoltre denunciata la violazione del diritto di proprietà e la restrizione di alcuni diritti e libertà. Il governo romeno ha adottato la riforma dell’amministrazione con l’obiettivo principale di ridurre i costi, nel contesto delle misure di diminuzione del deficit di bilancio convenute con le istituzioni europee. Nel 2024, la Romania ha registrato un deficit di bilancio dell’8,65% del Prodotto Interno Lordo, mentre per l’anno scorso questo è stimato al 7%. Le previsioni per il 2026 indicano una riduzione del deficit al di sotto del 6%, condizionata dall’applicazione delle misure fiscali.
Istruzione – Gli insegnanti in Romania boicotteranno le simulazioni degli esami di valutazione nazionale e di maturità, ha dichiarato il leader della Federazione dei Sindacati dell’Istruzione “Spiru Haret”, Marius Nistor.L’annuncio arriva sullo sfondo del malcontento accumulato nei confronti delle misure di austerità adottate dal governo e della mancanza di un dialogo reale con le autorità, sostiene Nistor. Il leader sindacale ha affermato che gli insegnanti hanno votato in larga maggioranza per non partecipare a questi esami nell’ambito di un referendum interno. Se le simulazioni non si svolgeranno nel periodo inizialmente annunciato, gli esami saranno riprogrammati. D’altra parte, il Ministero dell’Istruzione ha dichiarato di comprendere le insoddisfazioni degli insegnanti ed esprime fiducia che tutti coloro che sono coinvolti agiranno nell’interesse degli studenti. Le simulazioni degli esami di valutazione nazionale sono programmate tra il 16 e il 18 marzo, mentre quelle per lamaturità tra il 23 e il 26 marzo.