09.03.2026
Caro carburante: il prezzo del barile di petrolio estratto dal Mare del Nord in crescita di quasi il 19% questa mattina, raggiungendo quasi 111 dollari/MO: circa 2.000 romeni rimpatriati finora dall'area del Golfo
Newsroom, 09.03.2026, 16:46
Rincaro carburanti – Il ministro dell’Energia, Bogdan Ivan, ha dichiarato che il governo di Bucarest dovrebbe prendere questa settimana una decisione per impedire l’aumento dei prezzi del carburante fino a 10 lei al litro (circa 1,9 euro), nel contesto dell’impennata del prezzo del barile di petrolio registrata a livello mondiale, a causa il conflitto in Medio Oriente. Il Brent estratto dal Mare del Nord è aumentato di quasi il 19% questa mattina, raggiungendo quasi 111 dollari, dopo una crescita del 28% la scorsa settimana, a causa dei timori degli investitori che l’estensione della guerra in Medio Oriente possa perturbare gravemente i mercati energetici e influenzare la crescita economica globale, informano DPA e Reuters. Un’impennata prolungata dei prezzi del carburante rischia di riaccendere le pressioni inflazionistiche a livello globale, e la Banca Centrale Europea ammonisce che il rischio interessa anche l’eurozona.
MO – La Romania ha sollecitato l’attivazione del meccanismo europeo rescEU, diventando il primo paese a farlo dalla sua creazione nel 2019, annuncia il Ministero degli Affari Esteri. In base al piano, due voli di evacuazione con cittadini romeni decollati da Mascate (Oman) sono atterrati ieri sera all’Aeroporto internazionale “Henri Coandă” di Bucarest. I voli, operati dalla compagnia polacca LOT, hanno trasportato 273 cittadini romeni. A bordo si sono trovati anche 83 cittadini provenienti da stati membri dell’Unione Europea o da paesi terzi, partecipanti al meccanismo rescEU. Il Ministero degli Affari Esteri stima che 2.000 romeni sono rientrati in Patria dall’area del Golfo, attraverso voli di evacuazione, voli di rimpatrio assistiti o voli commerciali, tutti con il sostegno dello stato romeno. Altri 1.500 romeni sono rientrati con mezzi propri. Secondo il Ministero degli Affari Esteri, all’attenzione degli uffici consolari sono circa 12.500 romeni della regione, di cui 2.500 vogliono rientrare nel paese e 400 sono casi prioritari.
Giustizia – A Bucarest, la sezione procuratori del Consiglio Superiore della Magistratura inizia questa settimana i colloqui con i candidati proposti dal ministro della Giustizia per le direzioni delle principali procure. Il procuratore Codrin Horaţiu Miron è stato designato per assumere la direzione della Procura Antimafia e Antiterrorismo (DIICOT), Cristina Chiriac per la Procura Generale, mentre Ioan Viorel Cerbu alla guida della Direzione Nazionale Anticorruzione. Le proposte devono ricevere il parere consultivo del Consiglio Superiore della Magistratura, mentre la decisione finale spetta al presidente Nicuşor Dan. Venerdì sera, circa 150 persone hanno protestato davanti alla sede della Presidenza per esprimere il loro disaccordo con le proposte. Il capo dello stato ha spiegato di persona ai manifestanti, tra l’altro, che nel sistema giudiziario persistono numerosi problemi, ma che ci sono anche persone di cui si fida.
Finanziaria– A Bucarest, i partiti della maggioranza hanno deciso che il Ministero delle Finanze debba pubblicare al più tardi martedì la bozza dell Finanziaria per il 2026, che dovrebbe essere adottata questa settimana dal governo e inviata al Parlamento, ha annunciato il PNL. Radio Romania riferisce che i leader dei partiti della coalizione hanno concordato sulla necessità di adottare la bozza del bilancio nella prossima riunione del governo, di modo che il suo dibattito nel Parlamento possa iniziare la prossima settimana. La futura proiezione di bilancio dovrebbe rientrare in un obiettivo di deficit del 6,2% del PIL, sostenere investimenti per oltre 15 miliardi di euro provenienti da fondi europei e diminuire l’inflazione verso il 4%.%.
Politica – Voto al Senato su una nuova mozione semplice, la sesta di quest’anno, inoltrata dall’opposizione e da alcuni parlamentari indipendenti. Questa volta, la mozione è rivolta contro il ministro degli Investimenti e dei Progetti Europei. I firmatari della mozione contestano l’efficienza dei negoziati guidati da Dragoş Pîslaru, chiedono se esistono garanzie che la Romania riceverà tutte le tranche del PNRR entro la fine del programma e chiedono la presentazione di un calendario pubblico per eliminare i rischi da questo documento strategico. Secondo il ministro, le accuse relative alla mancanza di risultati sono contraddette dai dati relativi all’assorbimento dei fondi europei.
London Book Fair – Dal 10 al 12 marzo, la Romania parteciperà a London Book Fair, una delle più importanti fiere internazionali dedicate al mondo dell’editoria. La presenza romena alla manifestazione è organizzata dall’Istituto Culturale Romeno, attraverso il Centro Nazionale del Libro e la sua filiale di Londra. Per valorizzare la presenza della Romania alla fiera e promuoverla nei media britannici, l’Istituto Culturale Romeno ha preparato il programma intitolato “Romanian Literature, Foreign Address”. Tra gli ospiti si annoverano le scrittrici Cătălina Florescu, Vesna Goldsworthy, Tatiana Ţîbuleac, gli autori, editori e traduttori Claudiu Komartin e Paul Doru Mugur, il professor Alfred Bruckstein, la traduttrice Monica Cure, nonché gli editori Susan Curtis e Will Evans.