12.10.2026 (aggiornamento)
Crisi politica: riprese consultazioni tra il primo ministro incaricato, Luca Niculescu, e i partiti politici in vista della formazione di un nuovo governo/ Diplomazia: la ministra degli Esteri ad interim, Oana Țoiu, al Warsaw Security Forum
Newsroom, 12.10.2026, 18:47
Crisi politica – Il primo ministro incaricato, Luca Niculescu, ha ripreso le consultazioni con i partiti politici in vista della formazione di un nuovo governo, con l’obiettivo di presentare al Parlamento la lista dei ministri e il programma entro giovedì. Niculescu ha dichiarato a Radio Romania che il paese ha bisogno al più presto di un governo pienamente operativo, non solo per coprire le cariche vacanti, ma per affrontare questioni concrete che incidono sulla vita dei cittadini. Luca Niculescu ha esortato i partiti politici a mostrare maggiore disponibilità al dialogo. Il primo ministro incaricato ha incontrato oggi il leader dell’USR, Dominic Fritz, il quale ha ribadito che il suo partito non voterà un governo con ministri del PSD, che ritiene responsabile dell’attuale crisi politica. Anche il PNL mantiene una posizione analoga. Tuttavia, i leader liberali hanno accennato alla possibilità di un possibile sostegno all’investitura del governo per garantire il corretto funzionamento dello stato. I rappresentanti dell’UDMR hanno auspicato la ripresa della collaborazione tra il PSD e il PNL come soluzione per formare una maggioranza. D’altra parte, l’Ufficio Permanente Nazionale del PSD si è riunito per decidere se sostenere il governo Niculescu. Il leader socialdemocratico Sorin Grindeanu ha dichiarato che, nel caso in cui non sarà raggiunto un accordo, il suo partito valuta l’ipotesi delle elezioni anticipate. I socialdemocratici affermano di voler imprimere una svolta all’economia romena, nonchè di garantire una maggioranza parlamentare solida e impegnata. Dopo l’incontro con i rappresentanti delle minoranze nazionali, Luca Niculescu ha dichiarato che il gruppo potrebbe partecipare, se necessario, a un accordo tra i partiti politici.
Diplomazia – La Ministra degli Esteri ad interim della Romania, Oana Țoiu, partecipa, oggi e domani, al Warsaw Security Forum. Secondo un comunicato del Ministero degli Affari Esteri (MAE), la Țoiu interviene come relatrice principale in un panel dedicato al futuro dell’Europa; nel quale sosterrà che l’allargamento dell’Unione Europea non è un semplice processo burocratico, bensì un investimento geostrategico volto a rafforzare la democrazia e la prosperità nella regione. Per quanto riguarda la sicurezza nel Mar Nero, il MAE sottolinea che la libertà di navigazione rappresenta un obiettivo che la Romania difende con fermezza in tutte le sedi diplomatiche. Oana Țoiu prenderà parte anche all’evento “European Defence TownHall”, dove il dibattito si concentrerà sul futuro dell’architettura di difesa europea. D’altra parte, la Ministra degli Esteri ad interim ha partecipato oggi al Consiglio Affari Esteri dell’UE organizzato a Lussemburgo; sul tavolo dell’incontro temi come la sicurezza nel Mar Nero, le minacce ibride o il conflitto in Medio Oriente, ha informato la diplomazia di Bucarest.
Deficit – Il deficit commerciale della Romania nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 agosto è salito fino a 22 miliardi di euro, in aumento di oltre 300 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Secondo i dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica, le esportazioni romene hanno raggiunto un totale di quasi 66 miliardi di euro, segnando un incremento del 4%, mentre le importazioni sono aumentate del 3,4%, fino a 88 miliardi di euro.
Energia – La Romania dispone di riserve di gas naturale sufficienti per ricoprire il fabbisogno di consumo invernale, nonostante i prezzi globali siano molto più alti rispetto all’anno scorso, o ha annunciato Cristian Bușoi, Segretario di Stato presso il Ministero dell’Energia. Intervenendo in un forum di specialità, Bușoi ha sottolineato che i livelli di stoccaggio del gas in Romania superano la media europea ed e superiore all’obiettivo dell’80%; le forniture sono garantite, sia in termini di prezzo che di volumi, sia per le utenze domestiche che per i sistemi di teleriscaldamento. L’esponente ha tuttavia precisato che non vi sono risorse di bilancio disponibili affinché lo Stato possa fornire sostegno ai grandi consumatori di elettricità e gas.
Demografia – La popolazione della Romania continua a diminuire a ritmo allarmante. Secondo i dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica, il saldo naturale della popolazione è rimasto negativo anche nel mese di agosto, con un numero di decessi di quasi 1,4 volte superiore a quello delle nascite. Nell’intervallo menzionato sono nati oltre 13.000 bambini, mentre i decessi hanno superato quota 18.000. Il maggior numero di decessi, oltre il 40%, ha riguardato persone di età pari o superiore agli 80 anni. Le statistiche indicano inoltre che, sempre ad agosto, in Romania sono stati celebrati circa 15.000 matrimoni.
Esercitazione NATO – Un’esercitazione NATO, guidata dal Comando del Corpo Multinazionale Sud-Est, con sede in Romania, è in corso fino al 14 ottobre presso il centro di addestramento di Cincu (Romania centrale). “Carpathian Arc 2026” è un’esercitazione militare multinazionale in cui la valutazione è assistita dal computer ed è organizzata in vista della ricertificazione. D’altra parte, la fregata „Regele Ferdinand” ha fatto rientro oggi nel porto militare di Costanza (sul Mar Nero) dopo aver partecipato all’operazione NATO “Sea Guardian” nel Mediterraneo. Si tratta della nona partecipazione delle Forze navali romene a questa missione, che prevede attività di sorveglianza e monitoraggio del traffico marittimo. Attraverso le operazioni condotte nel corso delle 4.500 miglia nautiche percorse, il personale navale romeno ha contribuito a scoraggiare e prevenire attività illecite nel Mediterraneo.
Portata Danubio– Gli idrologi romeni annunciano che la portata del Danubio, scesa ai minimi storici, salirà da 1.200 a 1.350 metri cubi al secondo entro la metà di questa settimana. Per la seconda metà di ottobre è previsto un picco della portata di fino a 1.600 metri cubi al secondo nel punto di ingresso nel paese. Durante l’estate, i livelli del fiume hanno portato allo spegnimento dei due reattori della centrale nucleare di Cernavodă, che assicurano il 20% della produzione energetica della Romania. Nuclearelectrica ha annunciato che i due reattori di Cernavodă rimangono fuori servizio, con la ripresa della generazione di elettricità subordinata alla crescita del livello del Danubio. La stessa fonte ha precisato che lo spegnimento dei reattori non comporta rischi per la sicurezza nucleare.